Candido ottimismo

Non sono candido (se non nell’attesa capitolazione finale con conseguente rifugio nel proprio giardino…), e non sono ottimista. Non credo che questo sia il migliore dei mondi possibili – ché il concetto di “migliore” e quello di “possibilità” sono troppo vaghi e metafisici per me. Tuttavia potrei, con Popper, ammettere che questo è «il miglior mondo che ci sia stato finora»1. Probabilmente la questione non è tanto – ecco, questo è un mondo davvero bello; la questione, se mai, è soggettiva, personale, intrisa di convinzione:

«Se i giovani guardano al nostro mondo con la convinzione che esso sia miserabile e orribile, diventano essi stessi infelici – vivono infelici in un mondo che è meraviglioso […]. Ma vivono anche da ingrati in questo mondo in cui avrebbero grandi compiti, in cui ci sono grandi cose da migliorare, in cui esistono uomini sofferenti che bisogna aiutare» (Karl Popper – Konrad Lorenz, Il futuro è aperto).

karl popper

Per Popper la colpa è sopra tutto degli intellettuali e dei giornalisti, che inoculano nei giovani la convinzione che questo mondo sia orrendo. Non è una tesi nuova, né è un meccanismo incomprensibile: solo il male fa notizia – solo l’ingiustizia è cronaca (fosse più cronica, però, probabilmente sarebbe meno cronaca…). Ora, volessimo essere popperiani fino in fondo, potremmo ragionare – vediamo se la tesi che l’Italia berlusconiana2 è una merda può essere falsificata3. Basterebbe un solo caso di legge equa e buona approvata negli ultimi venti mesi. Provate a convincermi. Ma sappiate che posso sempre calare l’asso dell’ipotesi ad hoc, o rinunciare a trovare delle logiche leggi di natura nell’operato umano individuale e sociale, rifugiandomi in un più sobrio – quasi tutto è merda, ma io no. Perché l’uomo sofferente da aiutare sono anzi tutto io – e vadano in malora gli orti altrui.


Note:
  1. Anche se egli si riferiva piuttosto al mondo nordeuropeo d’inizio anni ’80 dello scorso secolo. Ecco come lo descriveva: «Qui nell’Occidente viviamo in un mondo che è, relativamente parlando, il migliore, il più giusto e assistenziale che ci sia mai stato nella storia: viviamo nel mondo libero, nel mondo in cui abbiamo le maggiori possibilità, in un mondo in cui possiamo parlare liberamente» (Karl Popper – Konrad Lorenz, Il futuro è aperto). Potremmo dire tutto ciò – o almeno parte di ciò – dell’Italia del nuovo millennio?
  2. Un caso così, preso a caso. Eppure è il mio mondo…
  3. Per principio tutto è falsificabile, e in quanto tale scientifico.
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