Quel che importa è che siano felici

TOMMY (che ha appena iniziato L’illusione di Dio): “Orgoglio ateo”. Dice bene Dawkins.
OSSIDIA: Umpf. Non mi convince. Ancora con ’sta smania adolescenziale dell’ateismo a tutti i costi!
TOMMY (insinuante): Perché? Ci si deve vergognare ad essere atei?
OSSIDIA: Ma no, però non si può pensare di convincere la gente a diventare atea, o peggio imporglielo.
TOMMY: Dawkins non dice niente del genere, anche se forse lo auspicherebbe.
OSSIDIA: E tu?
TOMMY: Beh, fosse per me dovrebbero essere tutti atei, ma questo è un altro discorso. Tu che ne pensi invece?
OSSIDIA: Secondo me non si può togliere alla gente la consolazione della religione.
TOMMY: Ma ti senti come parli? In pratica stai ritenendo che la gente sia troppo stupida per riuscire a cercarsi un’alternativa alla religione. Come direbbe Dawkins: «Che paternalismo, che condiscendenza!»1.

OSSIDIA: È arrivato il filantropo. Non eri quello che detestava la gente e non la stimava per niente?
TOMMY: Abbastanza. Non così tanto però da credere che non riuscirebbero a rimpiazzare la religione con qualcosa di meglio – o quantomeno di meno dannoso.
OSSIDIA: Tipo la filosofia?
TOMMY: Beh, quello no. Ma ci sarà pur qualcos’altro…
OSSIDIA: Io però non capisco proprio perché dovremmo togliergli questa consolazione. Se stanno bene così… Tu andresti a togliere la religione a delle anime pie?
TOMMY: A parte il fatto che credo che quelle autentiche siano veramente poche. Vedi, quel che mi fa rabbia è che non si dà alternativa consolatoria alla religione. E questo dipende dal fatto che la gente è stata educata alla religione fin dall’infanzia. Sfido io che poi non riescono a immaginare alternative2!

OSSIDIA: Sarà. L’importante però è che siano felici. In quel caso che diritto hai di togliergli la fonte della loro consolazione?
TOMMY (sentenzioso, come sempre): Guarda: fossero felici senza conseguenze per gli altri, andrebbe bene. Ma è grazie a tanta gente “felice” che siamo nella merda. È grazie a loro che siamo sudditi, o quantomeno succubi, del papa.
OSSIDIA: Beh, in effetti…
TOMMY (ancora più assertivo): E non ho finito! Tu dici che quel che importa è che la gente sia felice. Prendi i berlusconiani. Conosci gente più beota beata di loro? Hanno votato il loro beniamino, il quale adesso è padrone dell’Italia e non possono che esultarne, visto che tiene lontani quei cattivoni dei comunisti e inoltre favorisce (almeno così fa credere) in ogni modo i suoi fan, offrendo loro per di più televisione gratis, divertimento a buon mercato e mercanzie del genere. Ecco: è giusto che perché sia felice qualcuno debbano essere infelici gli altri?
OSSIDIA: Certo, se la felicità di qualcuno è dannosa per quella di qualcun altro…
TOMMY: Con la religione credi sia diverso?
OSSIDIA: Ma la maggior parte della gente religiosa non fa nulla di male…
TOMMY: Nel loro piccolo sembrerebbe di no. Del resto nessun berlusconiano ti ha mai picchiata… Il problema diventa quando questa gente assume un grande peso sociale.

OSSIDIA: Beh, allora che dovremmo fare? Giriamo per le case dei vicini e convinciamo le vecchine a diventare irreligiose?
TOMMY: Beh, purtroppo credo che non ci sia molto da fare, almeno con gli adulti (anche se Dawkins parla comunque dell’angolo dei convertiti…). Forse avremmo più chance coi bambini. Del resto in tutta la prefazione Dawkins si scaglia anzitutto contro l’indottrinamento dell’infanzia3
OSSIDIA: Sei convinto che il catechismo abbia tutto questo potere? Ma se nessuno si ricorda nulla delle preghiere!
TOMMY: È come la scuola: nessuno ricorda più come estrarre le radici quadrate, ma (quasi) tutti sanno far di conto, o almeno leggere. Così col catechismo – il messaggio base è rimasto intatto: dio esiste ed è giusto che esistano anche i parrìni. E le conseguenze le conosci benissimo anche tu…


Note:
  1. Richard Dawkins, L’illusione di Dio, Mondadori, Milano 2008; p. 9. E continua canzonando la riflessione un po’ snob tipica di chi non vorrebbe togliere alla gente la religione come consolazione: «“Tu e io siamo naturalmente troppo colti e intelligenti per credere in una religione, ma la gente comune, hói pollói, i prolet di 1984 di Orwell, i Delta e gli Epsilon semideficienti del Mondo nuovo di Huxley hanno bisogno della religione”». Siamo troppo pessimisti – e anche latentemente razzisti, o quantomeno classisti – noi o è Dawkins ad essere eccessivamente ottimista e illuminista? Propendo per quest’ultima ipotesi.
  2. Cfr. ibid., p. 11: «Credo che molti si aggrappino alla religione non perché sia consolante, ma perché sono vittime del nostro sistema educativo, che non ha offerto loro l’opzione di una visione laica della vita». Di seguito aggiunge pure che la gente è creazionista perché non sa nulla del darwinismo. Quasi una forma di intellettualismo etico, benché anzitutto cognitivo…
  3. Cfr. ibid., p. 15: «Se vivete la vostra religione come una trappola, chiedetevi perché. Non sarete stati indottrinati da bambini? Se siete credenti, è assai probabile che la vostra fede sia la stessa dei vostri genitori. Se siete nati nell’Arkansas e siete convinti che il cristianesimo sia vero e l’islamismo falso, pur essendo perfettamente consci che pensereste il contrario ove foste nati in Afghanistan, siete vittime dell’indottrinamento subito in età infantile». Vedi anche p. 18, in cui accenna al potere “memetico” della religione.
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16 risposte a Quel che importa è che siano felici

  1. Anche qui una parte della discussione è stata omessa. Stavamo sconfinando nell’ambito dello scetticismo estremo, di quello che ritiene che tutto abbia lo stesso valore e dunque non vi sia differenza tra il credente e l’ateo, tra il creazionista e l’evoluzionista. Il che può anche essere vero a livello teoretico e amorale, ma nella pratica (nell’etica) le differenze esistono…

  2. Cateno scrive:

    I vostri dialoghi (litigiosi o meno :-) ) sono sempre molto interessanti. Le tesi di Dawkins sono vecchie, trite e ritrite, eppure tanto vere. Ma propriamente non c’è mai stata una società senza religione (o, per quanto ne sappiamo, proto-religione); se non ci fosse una religione con divinità et similia ci sarebbe comunque un ambito, un aspetto trattato con tutti i crismi della religione. E’ inevitabile, per ‘gli altri’ (se volete i nomi di questi altri sto pensando a tanti miei conoscenti o persino ai miei genitori; anche per voi non dovrebbe essere difficile rendere particolare l’universalità di tali ‘altri’).

  3. se non ci fosse una religione con divinità et similia ci sarebbe comunque un ambito, un aspetto trattato con tutti i crismi della religione

    È probabile, certo. Io però penso che possano esserci forme di pensiero “religioso” (nel senso vasto del termine) meno dogmatiche e insensate rispetto a quelle delle attuali religioni monoteistiche organizzate.

    E comunque non sarei del tutto certo che la religione sia inevitabile per “gli altri” (ne conosco troppi anch’io). Il fatto che la religione sia sempre stata presente nelle società umane mostra che essa è inestirpabile dall’uomo? No, dimostra solo che abbiamo sempre avuto a che fare con santoni e sacerdoti, ovvero addetti al “sacro” che hanno difeso e propagato la propria idea. ;-)

  4. Antonio scrive:

    Anch’io ritengo i dialoghi da te scritti, empio Tommy, quanto di meglio si possa leggere e anch’io non nutro speranze sulla conversione dell’umanità all’ateismo. La verità è che se scompariranno i monoteismi e i pur altrettanto falsi anche s eforse un po’ più innocui politeismi permarranno sempre religioni. Sì, di altra fattura ma sempre religioni. Anche il berlusconismo può esserlo, come lo è stato e lo è il comunismo. Concordo con te anche sul fatto che bisogna puntare sui bambini: gli adulti hanno ormai subito l’imprinting. Bisognerebbe semplicemente lasciar liberi gli infanti e allora si vedrebbe che almeno le religioni vecchio stampo scomparirebbero. Quanto all’insorgere di una coscienza critica, che è l’unica seria e integrale alternativa alle religioni, non spero un granchè.

  5. Ossidia scrive:

    Ti ringrazio per avermi fatto fare la parte degli interlocutori sfigati di Socrate. Forse però c’è un equivoco di fondo: si dovrebbe distinguere tra chi fa della religione un perno su cui costruisce la propria esistenza (e i significati che le danno senso), e chi fa della religione una crosta, un apparire col vestito buono la domenica a messa. Togliere la religione ai primi significherebbe gettarli nell’angoscia; ai secondi smascherare le loro ipocrisie (quindi, in questo caso, ben venga il proselitismo ateo). E i berlusconiani, ci scommetterei la testa, non sono felici.

  6. alex scrive:

    la felicità è dialogare con la morosa?
    (dimmelo perché non lo so)

  7. @Antonio: dici che:

    Bisognerebbe semplicemente lasciar liberi gli infanti e allora si vedrebbe che almeno le religioni vecchio stampo scomparirebbero

    Sotto sotto lo spero; comunque hai toccato il punto nevralgico. Educare i bambini all’ateismo non sarebbe ugualmente una forma di indottrinamento? E lasciarli “liberi” non significherebbe farli crescere più selvaggi di quanto già siano? (Da parte mia sono per l’abolizione di qualsiasi insegnamento religioso. Del resto, come sostiene anche Dawkins, non esistono bambini cristiani, ma solo figli di genitori cristiani.)

    @Ossidia: ok, quella sera eri troppo distratta dalla decrescita (ne riparleremo…) per dedicarmi troppi neuroni; ad ogni modo ribadisco che secondo me le persone del primo gruppo (i credenti “autentici”; coloro per i quali la religione non è solo mezzo, ma anche fine) sono una stragrande minoranza. Senza religione non si angoscerebbe troppo (quasi) nessuno: troverebbero altro a cui aggrapparsi. E poi è fin troppo eloquente il fatto che quasi nessuno più creda seriamente alla vita ultraterrena — condizione indispensabile per potersi dire credenti.

    @alex: leggi meglio il titolo. ;-)
    (Comunque sì, poter dialogare con la morosa è per me motivo di felicità. Specie se le alternative fossero discussioni coi cattolici o i berlusconiani… :-D )

  8. alex scrive:

    appunto, era un ribaltamento del titolo ;)
    “loro” potrebbero chiederti se nella vita terrena si trova tutta la felicità.
    e tu risponderesti che no, se ho capito bene, ma fa niente, non è che si può far cambio. capito queesto si è più “liberi”.
    anch’io preferirei dialoghi con eventuale morosa, ma per ora sono in un’università fondata da un prete amico di mr.b dove studia la figlia di mr.b.
    ecco l’angoscia.
    e un po’ di ansia

  9. Antonio scrive:

    Io comunque non auspicherei un indottrinamento ateo nelle scuole. Vorrei solo che non si insegnasse ai bambini una religione, il che vuol dire essenzialmente che i genitori li sottraessero al catechismo. Privandoli di questa educazione non diventerebbero più selvaggi: la nostra religione, soprattutto così come imposta dalla nostra cara Chiesa, fa diventare la gente ancora peggiore che al naturale. Penso ad esempio alla repressione sessuale, che rende i bambini dei depravati fin dalla più tenera età; e questo non mi pare poco anche se si potrebbe continuare nell’analisi.

  10. @alex: o l’angoscia o la fame… :-(

    Comunque guarda che “loro” sono interessati alla vita terrena quanto e più di me. ;-)

    @Antonio: avevo inteso il tuo “lasciarli liberi” nel senso di non offrire loro alcuna educazione in generale. Se si tratta di eliminare soltanto l’educazione religiosa, sono pienamente d’accordo con te. Anzi, avanzo un’altra ipotesi: che rimanga l’ora di religione (e obbligatoria per giunta), ma si risolva in una laicissima storia delle religioni (dal culto del sole a quello del triplice dio di Abramo, passando per Zeus e Zaratustra). Sarebbe senz’altro sommamente educativa, e ancor più idonea alla crescita di eventuali coscienze “critiche” che un indottrinamento ateo (alquanto fallibile e iniquo, come mostra l’esempio della Cina).

  11. Antonio scrive:

    Sì, sono d’accordo con te, Tommy; aggiungo solo che si potrebbe pure provare a far leggere i testi sacri a scuola ma con coscienza critica. Allora sì che i ragazzi capirebbero che oggi costituisce un’ingenuità credere in ciò che sta scritto in essi e forse ancor più nel ritenere sacre le parole in essi contenuti. Secondo me non c’è niente di meglio per dipsrezzare la religione che leggere il testo sacro e la nostra chiesa è consapevole del rischio. Agli ecclesiastici fa comodo proporre i soli passi che non destano scandalo e lasciano nel dimenticatoio tutto il resto.

  12. Perfettamente concorde. E che si cominci a leggere dal vecchio testamento!

  13. BeaX the sister scrive:

    Beh…il fatto è che oramai come hai detto anche tu,le persone sono tutte state abituate sin da piccoli al cristianesimo!x i genitori è come un’educazione…guardati intorno però…quanti picciriddi cretini ci sono?credono che Dio esiste,che non si debba peccare,e che si debba pregare;però poi ammazzano gatti,si picchiano tra di loro,prendono in giro le vecchiette con la gobba,si insultano,bestemmiano!!!queste non sono tutte cose vietate dalla Sacra Bibbia?e poi si sa che ormai anche le madri mandano i figli in chiesa o al catechismo principalmente per togliersi di mezzo quell’impiccio che hanno messo al mondo insieme ai mariti!infatti se entri in chiesa la domenica mattina:1° fila picciriddi,2° fila vecchi…PERCHE’…perchè sono le persone che x adesso non servono a niente(mi riferisco ai bambini),e il resto sono persone che non servono più(mi riferisco ai vecchi)…ne vedi mai gente di mezza età?NO…la domenica è l’unico giorno di libertà dopo che si rompono il culo a travagliare una settimana piena e devono alzarsi mezzoretta prima per andare a messa?chi glielo fa fare?!?…mentre le donne ormai hanno come scusa la cucina…e poi cosa gli senti dire??CHE SONO CATTOLICI NON FREQUENTANTI LA CHIESA!…ma che scusa è?Dio comanda e impone la gente di andare in chiesa e di predicare la sua esistenza al mondo…e loro credono di potersela cavare con questa scusa?è inammissibile!Mentre per gli anziani è molto + facile…pensione,società,chiesa…questa è la loro vita quotidiana…se perdono questa abitudine cosa fanno??…Perciò se ti capita di andare in chiesa cosa senti dire indirettamente dai parrìni?..MALEDETTI COLORO CHE NON FREQUENTANO PERCHE’ NON CAPISCONO L’IMPORTANZA DI CIO’ CHE DIO HA FATTO PER NOI…ma in realtà cos’è che ha fatto??cioè se non si fosse fatto incrociare noi non saremmo esistiti?…io ne dubito parecchio…TUTTI SUDDITI DEL PAPA?TIE’…NON IO…bah…però daltr’onde come ti diceva simona,cosa credi,che entrando nella casa di qualche vecchina puoi indurre loro a cambiare idea?!?non pensarlo proprio…tosto ti prendono a colpi di mocio :-S…quindi meglio non rischiare!!!meglio scrivere qualche libro a riguardo come Darwin…

    ADESSO PERO’ TOGLILO QUEL ROSSO CHE E’ SEMPLICEMENTE ORRENDO…COME TI DICEVO METTI UN GIALLO CHE TRA GRIGIO E NERO SI INTONA BENE COL VIOLA CHE E’ COMPLEMENTARE…SPEZZERA’ QUANTO IL ROSSO…MA PER LO MENO NON ESPRIME TANTA CATTIVERIA COME IL ROSSO CHE HAI USATO TU…beh fai come vuoi…tanto sei un idealista…

    (ps: poi mi presti il signore delle mosche…e quasi quasi anche l’anticristianesimo che mi dicevi tempo fa…)

  14. BeaX the sister scrive:

    Volevo scrivere Dawkins…ma non so perchè ho scritto Darwin…(anche se non so chi siano…eheh) :-| forse pensavo alla tua tesi…buh…

  15. My sister, quanta carne metti al fuoco! E che irruenza nel tuo diventare un’adepta dell’irreligiosità! (Beh, alla tua età ero anch’io così…)

    Lasciamo stare le credenze dei picciriddi, per il momento. Il problema è un altro: che se le trascinano dietro fin quando diventano vecchi, passando anche fasi — quella da “adulti” — in cui credono di credere, ma in realtà l’unica cosa in cui credono è che non si possa dire che dio non esiste — tutto il resto è lecito.

    Ottima cosa sarebbe avere un papa che tuonasse non solo avendo in mente il sesto comandamento, ma anche altri precetti — quale quello di prendere la comunione almeno una volta l’anno. Sai quanti cattolici in meno avremmo! (Se solo le “infrazioni” alle regole cattoliche togliessero la patente da cattolico, dico.)

  16. Quanto agli altri due argomenti: primo, non parlare proprio tu di rosso, ché ne hai una specie anche tu nel tuo blog! (Anche se, lo ammetto, è più delicato del mio.) Secondo, Dawkins è uno dei più grandi seguaci di Darwin che esista, e nella mia tesi ho parlato di entrambi (vedi?).

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