Un martirio impossibile

L’empio Tempio propone un censimento dei martirii possibili. Si chiede cosa faremmo sotto dittatura, costretti a giurare fedeltà sotto tortura. Emulare Bruno? Manco per sogno: non è più tempo. E poi lui aveva Dio e la Natura dalla sua parte; io ho solo delle idee di seconda mano nelle quali credo a tratti, senza fedeltà né troppa convinzione. Tuttavia ho il sospetto che qualcosa non riuscirei a spergiurarla. Non in modo verosimile, almeno. Il punto cruciale è quello: che tipo di giuramento è richiesto?

Giordano Bruno al rogo

Le dittature, si sa, non sono mai feroci quanto le inquisizioni religiose. Alle prime basta l’esteriorità – una firma, un patto, un sì, una crocetta, un voto. Le religioni invece vogliono l’anima – la convinzione interiore. Se il Grande Fratello si accontenta di guardarti sfilare, l’Inquisitore pretende di possedere la tua mente. Quella, spinozianamente, non la concederei. Se metto in salvo il culo è solo per tutelare quella sacra manciata di neuroni che mi governa. Un corso d’attore m’attende, gente.

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