Poche letture, e cattive Le mie migliori letture del 2012

Diceva sempre mia madre, quando una quindicina d’anni fa arrivava il postino con un pacco pieno di 100 pagine 1000 lire ordinati tramite cedola libraria – I LIBRI NON SI MANGIANO!1. Frattanto la vetrinetta, prima zeppa di ninnoli e quisquilie, cominciava a cedere sotto il peso dei libri allo stesso ritmo delle mie occhiaie.

Quest’anno non ho letto molto. Ho doppiato l’età in cui il materno monito mi rimbombava nelle orecchie: forse ha finalmente varcato la soglia del cranio. Di mezzo, ammettiamolo, c’è stata quella legge illiberale che in un anno ha avuto come unico effetto quello di far crollare gli acquisti librari. Più danaro per cibo non mentale? No, sono scemati pure gl’introiti pecuniari, per cui i libri ho cominciato a venderli, preferendo l’insalata e l’uva passa.

Queste predilizioni vegetali m’hanno spinto a dedicarmi più al giardino che al comodino, irrimediabilmente invaso da volumi abbandonati2, sfogliati, appena cominciati, quasi-ma-non-ancora finiti, giusto consultati, temporaneamente messi da parte and so on. Sono comunque riuscito a portare a termine la lettura di 37 libri, o sia – a detta di aNobii – 7226 pagine. Di questi, i più degni di nota mi sono parsi i seguenti – in mero ordine di (fine) lettura.

Stesa la lista, ecco il buon proposito per il 2013: riprendere la lettura dei classici filosofici, soprattutto quelli politici, e (ri)cominciare Infinite Jest3. Tutto il resto è fuffa.


Note:
  1. Benché «tanto spesso quelli che ti fanno leggere fanno cacare».
  2. Tra cui, ignominiosamente, il Pasticciaccio gaddiano a poche decine di pagine dalla fine…
  3. E che dire di Horcynus Orca?
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