Domande alle quali la filosofia può rispondere?

I. Tutti noi abbiamo udito quelle affermazioni strepitose e sentenziose del tipo – la filosofia pone domande ma non propone risposte, o – in filosofia molte sono le domande, poche le risposte; quel che è peggio è che le abbiamo avallate e diffuse come i migliori dei memi. Sinceramente non ho conosciuto filosofo che proceda esclusivamente domandando; è chiaro che nemmeno lo scettico più sfrenato non avanzi abbastanza risposte da non riporle nella propria opera.

II. Benché problematica, la filosofia non è domandare. Ogni filosofo sentenzia – non potrebbe fare altrimenti. Può certo procedere chiedendo, metodicamente o dialetticamente; tuttavia non può non posporvi almeno qualche risposta. Proprio per questo oggi la più gran parte degli argomenti di possibile disamina filosofica ci sembrano triti, tristi o tetri, quando non tetragoni.

III. Nella mia personale ricerca di campi vergini per la coltura della filosofia ho cercato di orientarmi con la bussola russelliana – la filosofia è quella cosa che sta in mezzo fra la scienza e la religione. Euristicamente dicevo: è terreno fertile per filosofi tutto ciò che è lasciato pressoché incolto dagli scienziati, o sia le aree in cui le erbacce religiose crescono più vigorose: penso alla morale, penso alla politica; penso al sentiero che dall’etica personale conduce a quella sociale – il tutto condito da uno dei termini più vivaci ma meno vivi della nostra tradizione di pensiero occidentale: libertà.

IV. Oggi certa scienza sta saturando i tradizionali campi filosofici con ogni immaginabile neuro-salsa. Saputelli neuronizzano finanche l’economia, e tutto ciò che viene toccato dalla materia grigia diventa insopportabilmente appiccicoso, come danaro toccato da meccanico. Tuttavia vi sono dei concetti abbastanza viscidi da respingere qualsiasi attenzione cerebrale, a parte quella cervellotica di qualche filosofo. Rifacendomi alla lista stilata da uno “scrittore di scienza”, scorgerò territori inesplorati nelle regioni della coscienza, del tempo, della morte, della stupidità, dell’invisibile, della vita, della persona, dell’obesità, della paranormalità… e della realtà1.

V. Tutto il resto pare sia ermeneutica, o noia. Solo ciò di cui sopra si può seminare con autentica creatività filosofica – o sia sterile fuffa per chiunque non sia abbastanza filosofo.


Note:
  1. Ho qui volgarizzato ulteriormente gli interrogativi posti da Michael Hanlon in Dieci domande alle quali la scienza non può (ancora) rispondere. Domande che si possono trovare agevolmente nell’indice di questa anteprima.
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