<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss
version="2.0"
xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
> <channel><title>Commenti per Davide Tomasello</title> <atom:link href="http://www.davidetomasello.it/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.davidetomasello.it</link> <description>Narrazioni filosofiche e filosofie narrate</description> <lastBuildDate>Sun, 19 Feb 2012 11:15:40 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Commenti su Agalmatofilia di Agalmatofilia tra mito e fantascienza &#124; Lega Nerd</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/06/08/agalmatofilia/#comment-5013</link> <dc:creator>Agalmatofilia tra mito e fantascienza &#124; Lega Nerd</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Feb 2012 11:15:40 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/06/agalmatofilia/#comment-5013</guid> <description>[...] Sennentuntschi, Pigmalione, - http://www.sanihelp.it/enciclopedia-erotica/11/agalmatofilia.html - http://www.davidetomasello.it/2007/06/08/agalmatofilia/         Tweet Follow @leganerd     Cultura      agalmatofilia, bambola gonfiabile (4), fantascienza [...]</description> <content:encoded><![CDATA[<p>[...] Sennentuntschi, Pigmalione, &#8211; <a
href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia-erotica/11/agalmatofilia.html" rel="nofollow">http://www.sanihelp.it/enciclopedia-erotica/11/agalmatofilia.html</a> &#8211; <a
href="http://www.davidetomasello.it/2007/06/08/agalmatofilia/" rel="nofollow">http://www.davidetomasello.it/2007/06/08/agalmatofilia/</a> Tweet Follow @leganerd     Cultura      agalmatofilia, bambola gonfiabile (4), fantascienza [...]</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Ipazia. Chi era costei? di stefano rollero</title><link>http://www.davidetomasello.it/2011/12/19/ipazia-chi-era-costei/#comment-5012</link> <dc:creator>stefano rollero</dc:creator> <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 15:34:19 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=5014#comment-5012</guid> <description>COMUNE DI CASELLE T.SE
ASSESSORATO ALLA CULTURA
organizza
(nei nuovi locali di via Basilio Bona)
INCONTRO D&#039;ARTE E CONVEGNO SU IPAZIA D&#039;ALESSANDRIA
(sapiente filosofa, astronoma, matematica e poetessa del IV secolo d.C.)
e una considerazione sui primi secoli del cristianesimo
Mostra d&#039;arte in esposizione dal 2 al 18 marzo con orario visite dalle ore 16,00 alle 19,30.
INAUGURAZIONE MOSTRA : venerdì 2 marzo alle ore 17,30 con introduzione dell&#039;Assessore Luca Baracco e relazione critica di Valeria Massa e Antonio Zappia.
La mostra proseguirà fino a domenica 18 dello stesso mese.
Espongono: Paolo Abatecola, Quinto Airola, Ben Alfa, Giulio Benedetti, Alberto Bongini, Ivan Cambiolo, Antonio Cannata, Stefania Carollo, Carla Bresciano, Albino Cavaliere, Antonio Favara, Piero Feroglia, Ornella Frola, Rosa Gattuso, Mimmo La Grotteria, Bruna Giovannini, Roberto Giulietti, Antonella Guarneri, Attilio Lauricella, Francesco La Porta, Lorenzo Lo Verni, Francesca Mancuso, Bruno Mantovani, Serafina Marranghino, Lucia Micozzi, Salvatore Martinico, Mirandolina, Mario Mondino, Domenico Musci, Silvio Musto, Franca Valeria Oliveri, Esterina Pereno, Marcello Pisano, Sara Grazio, Salvatore Piazza, Alessandro Paliddo, Michele Privileggi, Maurizio Rivetti, Mario Rizzato, Giovanni Rodaro, Stefano Rollero, Rosato Gerardo, Giusy Romano, Ada Sgrò Falconbello, Claudio Zanni, Rosalia Zutta, Barbara Penna e Ernesto Cosenza per la fotografia.
VENERDI&#039; 16 MARZO, ORE 20,45 CONVEGNO SU IPAZIA E IL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
Interverranno: Don Ermis Segatti - Direttore dell&#039;Ufficio Cultura dell&#039;Arcidiocesi di Torino
Il Pastore Giuseppe Platone della chiesa valdese di Milano
La Dott.ssa Gemma Beretta, autrice di un importante libro sulla filosofa
La Dott.ssa Anna Iaccheo - appassionata studiosa di Ipazia
La Dott.sa Valeria Massa - attenta studiosa delle tematiche femminili
L&#039;assessore Baracco accoglierà gli illustri ospiti
Coordina il convegno Antonio Zappia
CHI ERA &quot;IPAZIA&quot;.
&quot;Ad Alessandria c&#039;era una donna chiamata Ipazia, figlia del filosofo Teone, che ottenne tantissimi successi nella letteratura e nella scienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo. Provenendo dalla scuola di Platone e di Plotino, lei spiegò i principi della filosofia ai suoi uditori, molti dei quali venivano da lontano per ascoltare le sue lezioni.
Facendo conto sulla padronanza di sé e sulla facilità di modi che aveva acquisito in conseguenza dello sviluppo della sua mente, non raramente apparve in pubblico o davanti ai magistrati.
Né lei si sentì confusa nell&#039;andare ad una riunione di uomini. Tutti gli uomini, tenendo conto della sua dignità straordinaria e della sua virtù, l&#039;ammiravano di più.
Fu vittima della gelosia politica che a quel tempo prevaleva. Dopo la morte del vescovo Teofilo, la cattedra vescovile fu occupata, nel 412, da suo nipote Cirillo, di idee fondamentaliste, specie contro i novaziani e i giudei, e che venne subito in urto col prefetto di quel tempo, il romano Oreste.
Cirillo, che mal sopportava la predicazione pagana di Ipazia, divenuta ad Alessandria la rappresentante più qualificata della filosofia ellenica, si convinse che l&#039;ostacolo maggiore alla risoluzione della controversia fosse proprio lei.
Pur non dando un espresso ordine, egli istigò il gruppo fanatico di monaci parabolani ed eremiti della Tebaide guidati da Pietro il Lettore a togliere di mezzo Ipazia.
E così, dopo averla trascinata fino alla chiesa che prendeva il nome da Cesario, quasi volessero compiere una sorta di sacrificio umano, prima Pietro con una mazza ferrata, poi gli altri monaci con pugnali fatti di conchiglie, massacrarono il corpo di Ipazia e lo bruciarono. Era l&#039;anno 415, il IV dell&#039;episcopato di Cirillo.
Gli assassini rimasero impuniti. Oreste il prefetto chiese un&#039;inchiesta; Costantinopoli non poté non concederla, e mandò ad Alessandria un tale Edesio, il quale non fece nulla, poiché si lasciò corrompere da Cirillo.
Oreste ottenne soltanto dei provvedimenti per arginare l&#039;ingerenza politica dei vescovi nei poteri civili. Cirillo in seguito verrà addirittura santificato come esempio di sicura ortodossia.
Fu Damascio, filosofo neoplatonico (480/prima metà del sec.VI a.C.), quinto successore di Proclo nello scolarcato dell&#039;Accademia, che per primo, nella Vita di Isidoro, incolpò Cirillo del delitto, arrivando addirittura a dire che prima di ucciderla le strapparono gli occhi dalle orbite.
Nella Storia ecclesiastica dell&#039;ariano Filostorgio, nato circa il 368 d.C. e dunque contemporaneo dei fatti narrati, si arriva a sostenere che l&#039;assassinio non era opera di una amorfa folla fanatica, ma di quel clero cristiano che, ad Alessandria in modo particolare, voleva spadroneggiare su tutti.
Ipazia viene ricordata, ancora oggi, come la prima matematica della storia, anzi, fu la sola matematica per più di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi a Sophie Germain, bisognerà attendere il Settecento. Ipazia fu anche l&#039;inventrice dell&#039;astrolabio, del planisfero e dell&#039;idroscopio.
Info: Ufficio Cultura di Caselle: 011.9964182 oppure contattare l&#039;artista casellese Stefano Rollero: 338.4155261
Sito Web dell&#039;evento http://www.equilibriarte.net/eventscal/8051</description> <content:encoded><![CDATA[<p>COMUNE DI CASELLE T.SE</p><p>ASSESSORATO ALLA CULTURA<br
/> organizza<br
/> (nei nuovi locali di via Basilio Bona)</p><p>INCONTRO D&#8217;ARTE E CONVEGNO SU IPAZIA D&#8217;ALESSANDRIA<br
/> (sapiente filosofa, astronoma, matematica e poetessa del IV secolo d.C.)<br
/> e una considerazione sui primi secoli del cristianesimo</p><p>Mostra d&#8217;arte in esposizione dal 2 al 18 marzo con orario visite dalle ore 16,00 alle 19,30.</p><p>INAUGURAZIONE MOSTRA : venerdì 2 marzo alle ore 17,30 con introduzione dell&#8217;Assessore Luca Baracco e relazione critica di Valeria Massa e Antonio Zappia.<br
/> La mostra proseguirà fino a domenica 18 dello stesso mese.</p><p>Espongono: Paolo Abatecola, Quinto Airola, Ben Alfa, Giulio Benedetti, Alberto Bongini, Ivan Cambiolo, Antonio Cannata, Stefania Carollo, Carla Bresciano, Albino Cavaliere, Antonio Favara, Piero Feroglia, Ornella Frola, Rosa Gattuso, Mimmo La Grotteria, Bruna Giovannini, Roberto Giulietti, Antonella Guarneri, Attilio Lauricella, Francesco La Porta, Lorenzo Lo Verni, Francesca Mancuso, Bruno Mantovani, Serafina Marranghino, Lucia Micozzi, Salvatore Martinico, Mirandolina, Mario Mondino, Domenico Musci, Silvio Musto, Franca Valeria Oliveri, Esterina Pereno, Marcello Pisano, Sara Grazio, Salvatore Piazza, Alessandro Paliddo, Michele Privileggi, Maurizio Rivetti, Mario Rizzato, Giovanni Rodaro, Stefano Rollero, Rosato Gerardo, Giusy Romano, Ada Sgrò Falconbello, Claudio Zanni, Rosalia Zutta, Barbara Penna e Ernesto Cosenza per la fotografia.</p><p>VENERDI&#8217; 16 MARZO, ORE 20,45 CONVEGNO SU IPAZIA E IL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI<br
/> Interverranno: Don Ermis Segatti &#8211; Direttore dell&#8217;Ufficio Cultura dell&#8217;Arcidiocesi di Torino<br
/> Il Pastore Giuseppe Platone della chiesa valdese di Milano<br
/> La Dott.ssa Gemma Beretta, autrice di un importante libro sulla filosofa<br
/> La Dott.ssa Anna Iaccheo &#8211; appassionata studiosa di Ipazia<br
/> La Dott.sa Valeria Massa &#8211; attenta studiosa delle tematiche femminili<br
/> L&#8217;assessore Baracco accoglierà gli illustri ospiti<br
/> Coordina il convegno Antonio Zappia</p><p>CHI ERA &#8220;IPAZIA&#8221;.<br
/> &#8220;Ad Alessandria c&#8217;era una donna chiamata Ipazia, figlia del filosofo Teone, che ottenne tantissimi successi nella letteratura e nella scienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo. Provenendo dalla scuola di Platone e di Plotino, lei spiegò i principi della filosofia ai suoi uditori, molti dei quali venivano da lontano per ascoltare le sue lezioni.<br
/> Facendo conto sulla padronanza di sé e sulla facilità di modi che aveva acquisito in conseguenza dello sviluppo della sua mente, non raramente apparve in pubblico o davanti ai magistrati.<br
/> Né lei si sentì confusa nell&#8217;andare ad una riunione di uomini. Tutti gli uomini, tenendo conto della sua dignità straordinaria e della sua virtù, l&#8217;ammiravano di più.<br
/> Fu vittima della gelosia politica che a quel tempo prevaleva. Dopo la morte del vescovo Teofilo, la cattedra vescovile fu occupata, nel 412, da suo nipote Cirillo, di idee fondamentaliste, specie contro i novaziani e i giudei, e che venne subito in urto col prefetto di quel tempo, il romano Oreste.<br
/> Cirillo, che mal sopportava la predicazione pagana di Ipazia, divenuta ad Alessandria la rappresentante più qualificata della filosofia ellenica, si convinse che l&#8217;ostacolo maggiore alla risoluzione della controversia fosse proprio lei.<br
/> Pur non dando un espresso ordine, egli istigò il gruppo fanatico di monaci parabolani ed eremiti della Tebaide guidati da Pietro il Lettore a togliere di mezzo Ipazia.<br
/> E così, dopo averla trascinata fino alla chiesa che prendeva il nome da Cesario, quasi volessero compiere una sorta di sacrificio umano, prima Pietro con una mazza ferrata, poi gli altri monaci con pugnali fatti di conchiglie, massacrarono il corpo di Ipazia e lo bruciarono. Era l&#8217;anno 415, il IV dell&#8217;episcopato di Cirillo.<br
/> Gli assassini rimasero impuniti. Oreste il prefetto chiese un&#8217;inchiesta; Costantinopoli non poté non concederla, e mandò ad Alessandria un tale Edesio, il quale non fece nulla, poiché si lasciò corrompere da Cirillo.<br
/> Oreste ottenne soltanto dei provvedimenti per arginare l&#8217;ingerenza politica dei vescovi nei poteri civili. Cirillo in seguito verrà addirittura santificato come esempio di sicura ortodossia.<br
/> Fu Damascio, filosofo neoplatonico (480/prima metà del sec.VI a.C.), quinto successore di Proclo nello scolarcato dell&#8217;Accademia, che per primo, nella Vita di Isidoro, incolpò Cirillo del delitto, arrivando addirittura a dire che prima di ucciderla le strapparono gli occhi dalle orbite.<br
/> Nella Storia ecclesiastica dell&#8217;ariano Filostorgio, nato circa il 368 d.C. e dunque contemporaneo dei fatti narrati, si arriva a sostenere che l&#8217;assassinio non era opera di una amorfa folla fanatica, ma di quel clero cristiano che, ad Alessandria in modo particolare, voleva spadroneggiare su tutti.</p><p>Ipazia viene ricordata, ancora oggi, come la prima matematica della storia, anzi, fu la sola matematica per più di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi a Sophie Germain, bisognerà attendere il Settecento. Ipazia fu anche l&#8217;inventrice dell&#8217;astrolabio, del planisfero e dell&#8217;idroscopio.</p><p>Info: Ufficio Cultura di Caselle: 011.9964182 oppure contattare l&#8217;artista casellese Stefano Rollero: 338.4155261</p><p>Sito Web dell&#8217;evento <a
href="http://www.equilibriarte.net/eventscal/8051" rel="nofollow">http://www.equilibriarte.net/eventscal/8051</a></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Descolarizziamoci tutti di Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2011/09/12/descolarizziamoci-tutti/#comment-5010</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:46:59 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=4796#comment-5010</guid> <description>Mah, io temo che la scuola ammazzi il gusto per la cultura più di quanto lo favorisca. (È anche vero però che vi è differenza tra &quot;cultura&quot; genericamente intesa e l&#039;apprendimento di uno specifico sapere, che richiede una lunga e costante informazione. Ma sono pochi gli ingegneri dotti...).
Qua però stiamo solo auspicando che venga meno l&#039;obbligo di relegare i bambini in quei casermoni dove vanno soprattutto ad imparare la disciplina per essere dei perfetti sudditi!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mah, io temo che la scuola ammazzi il gusto per la cultura più di quanto lo favorisca. (È anche vero però che vi è differenza tra &#8220;cultura&#8221; genericamente intesa e l&#8217;apprendimento di uno specifico sapere, che richiede una lunga e costante informazione. Ma sono pochi gli ingegneri dotti&#8230;).<br
/> Qua però stiamo solo auspicando che venga meno l&#8217;obbligo di relegare i bambini in quei casermoni dove vanno soprattutto ad imparare la disciplina per essere dei perfetti sudditi!</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Descolarizziamoci tutti di Nello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2011/09/12/descolarizziamoci-tutti/#comment-5009</link> <dc:creator>Nello</dc:creator> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:15:54 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=4796#comment-5009</guid> <description>La corrispondenza potrebbe non essere lineare nè biunivoca.
Non è detto che essere scolarizzati significhi non essere capre, ma non essendo scolarizzati è molto probabile che lo si possa essere.
O qualcosa di simile...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>La corrispondenza potrebbe non essere lineare nè biunivoca.<br
/> Non è detto che essere scolarizzati significhi non essere capre, ma non essendo scolarizzati è molto probabile che lo si possa essere.<br
/> O qualcosa di simile&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Descolarizziamoci tutti di Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2011/09/12/descolarizziamoci-tutti/#comment-5008</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:53:38 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=4796#comment-5008</guid> <description>Nello, sono certo che conoscerai anche un gran numero di laureati - che per decenni hanno acquisito cultura in maniera ordinata - che sono delle autentiche capre.
(Piccolo suggerimento: probabilmente la &quot;caprinità&quot; ha delle basi genetiche, se è vero che la si riscontra trasversalmente tanto tra gente &quot;ben&quot; istruita quanto tra analfabeti).</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nello, sono certo che conoscerai anche un gran numero di laureati &#8211; che per decenni hanno acquisito cultura in maniera ordinata &#8211; che sono delle autentiche capre.</p><p>(Piccolo suggerimento: probabilmente la &#8220;caprinità&#8221; ha delle basi genetiche, se è vero che la si riscontra trasversalmente tanto tra gente &#8220;ben&#8221; istruita quanto tra analfabeti).</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Descolarizziamoci tutti di Nello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2011/09/12/descolarizziamoci-tutti/#comment-5007</link> <dc:creator>Nello</dc:creator> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:22:50 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=4796#comment-5007</guid> <description>conosco persone che al grido di &quot;imparare cosa e dove meglio si crede&quot; sono delle autentiche capre; mi  stato insegnato (ma potrebbe essere una strategia con subdoli intenti dominatori) che la cultura si acquisisce in maniera ordinata e organica, il che difficilmente può accadere facendo da sè</description> <content:encoded><![CDATA[<p>conosco persone che al grido di &#8220;imparare cosa e dove meglio si crede&#8221; sono delle autentiche capre; mi  stato insegnato (ma potrebbe essere una strategia con subdoli intenti dominatori) che la cultura si acquisisce in maniera ordinata e organica, il che difficilmente può accadere facendo da sè</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Leggere nel tempo (del diario) di Facebook di Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2012/01/09/leggere-nel-tempo-del-diario-di-facebook/#comment-5006</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:14:46 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=5043#comment-5006</guid> <description>Riflessioni Urbane: non so se è solo una mia sensazione, ma mi sembra che sia sempre più difficile trovare contenuti originali nella rete. Non che non ne esistano; il problema è che si assiste a uno scopiazzo generale e diffuso che mi ricorda tanto l&#039;omologazione televisiva.
Forse il conformismo è il destino dell&#039;umanità, come sembra suggerire anche Monsieur en rouge. Questa mia stessa opinione, del resto, è un po&#039; troppo omologata: magari è tutta colpa mia se non trovo contenuti originali. O forse il problema è che il tempo è denaro, e un sito difficilmente paga...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni Urbane: non so se è solo una mia sensazione, ma mi sembra che sia sempre più difficile trovare contenuti originali nella rete. Non che non ne esistano; il problema è che si assiste a uno scopiazzo generale e diffuso che mi ricorda tanto l&#8217;omologazione televisiva.<br
/> Forse il conformismo è il destino dell&#8217;umanità, come sembra suggerire anche Monsieur en rouge. Questa mia stessa opinione, del resto, è un po&#8217; troppo omologata: magari è tutta colpa mia se non trovo contenuti originali. O forse il problema è che il tempo è denaro, e un sito difficilmente paga&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Leggere nel tempo (del diario) di Facebook di Monsieur en rouge</title><link>http://www.davidetomasello.it/2012/01/09/leggere-nel-tempo-del-diario-di-facebook/#comment-5005</link> <dc:creator>Monsieur en rouge</dc:creator> <pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:21:08 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=5043#comment-5005</guid> <description>Sulla distorsione del tempo, o meglio della percezione che abbiamo di esso, &lt;a href=&quot;http://culturaliberta.wordpress.com/2011/01/21/atemporalitafacebook/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;scrivevo&lt;/a&gt; già pochi mesi dopo aver iniziato a utilizzare Facebook quasi quotidianamente.
Concordo con fabristol sulla massificazione dell&#039;informazione (intesa come flussi): paradossalmente, uno tipo di strumento come i social network, che dovrebbe garantire la circolazione libera di contenuti proposti dalla comunità degli iscritti, finisce col restringerla attraverso meccanismi di omologazione (in parallelo mi verrebbe anche da affermare che in generale la libera circolazione da sola non basta a garantire un bel nulla).
Di questi meccanismi e della struttura di Facebook che impedisce agli utenti, anche quando lo vogliono, di scardinarli, si sta discutendo ultimamente in calce a &lt;a href=&quot;http://culturaliberta.wordpress.com/2011/12/02/il-popolino-del-web-2/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questo&lt;/a&gt; mio post, che parla di strategie di controllo a scopo di lucro (e quindi anche di distorsione del tempo e correlata dipendenza, processi che in ultima analisi garantiscono il successo commeriale dell&#039;azienda Facebook).</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sulla distorsione del tempo, o meglio della percezione che abbiamo di esso, <a
href="http://culturaliberta.wordpress.com/2011/01/21/atemporalitafacebook/" rel="nofollow">scrivevo</a> già pochi mesi dopo aver iniziato a utilizzare Facebook quasi quotidianamente.<br
/> Concordo con fabristol sulla massificazione dell&#8217;informazione (intesa come flussi): paradossalmente, uno tipo di strumento come i social network, che dovrebbe garantire la circolazione libera di contenuti proposti dalla comunità degli iscritti, finisce col restringerla attraverso meccanismi di omologazione (in parallelo mi verrebbe anche da affermare che in generale la libera circolazione da sola non basta a garantire un bel nulla).<br
/> Di questi meccanismi e della struttura di Facebook che impedisce agli utenti, anche quando lo vogliono, di scardinarli, si sta discutendo ultimamente in calce a <a
href="http://culturaliberta.wordpress.com/2011/12/02/il-popolino-del-web-2/" rel="nofollow">questo</a> mio post, che parla di strategie di controllo a scopo di lucro (e quindi anche di distorsione del tempo e correlata dipendenza, processi che in ultima analisi garantiscono il successo commeriale dell&#8217;azienda Facebook).</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Leggere nel tempo (del diario) di Facebook di Riflessioni Urbane</title><link>http://www.davidetomasello.it/2012/01/09/leggere-nel-tempo-del-diario-di-facebook/#comment-5003</link> <dc:creator>Riflessioni Urbane</dc:creator> <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:59:32 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=5043#comment-5003</guid> <description>Personalmente non credo che la Rete, da un oceano, possa diventare uno stagno. Forse dipende da chi ci naviga. Allo stesso modo non mi sento di denigrare Facebook, perchè non bisogna dimenticare che le stesse discussioni si sono fatte quando uscirono i primi veri &quot;diari&quot;, ossia i blog.
Il Facebook del mio profilo personale, ad esempio, lo uso semplicemente per &quot;copiaincollare&quot; quello che scrivo nel blog perchè (è innegabile il vantaggio pratico) si ha più immediatezza nel far circolare attraverso il proprio &quot;status&quot; un aggiornamento o un link tra la &quot;cerchia&quot; dei propri contatti, e a loro volta, &quot;condividendo&quot;, possono poi replicare tra i loro.
Per quanto riguarda la tesi di Carr non sono d&#039;accordo perchè uno degli aspetti più interessanti della Rete, secondo il mio modesto punto di vista, è arrivare a leggere e discutere un articolo del genere in un blog dove l&#039;approfondimento è fatto in maniera garbata e colloquiale da diversi lettori....ma ciò non toglie che lo stesso articolo potrebbe essere faticosamente letto da altre 5.420 persone, perfette &quot;cinture nere&quot; di ignoranza (non solo scolastica), di professione &quot;troll&quot;, che hanno chissà usato nella loro vita una penna solo per riempire le schedine del Superenalotto, e bramosi di scrivere la prima cazzata che passa per la mente. Siccome i numeri non ci danno ragione e gli stolti (già di loro, internet a prescindere) sono la maggioranza, allora dobbiamo per forza parlare di &quot;Rete come uno stagno&quot;? Non direi proprio.
O forse, come ricordava Giovanni Sartori nel suo saggio &quot;Homo Videns&quot;, i media in generale hanno &quot;villaggificato&quot;, messo insieme, un esercito di persone che non ha nulla da dire, ma che può permettersi il lusso di aprire un blog (non si sa come poi facciano!) e di inquinare la Rete con le loro banalità.
Io propendo a credere alla seconda che ho detto.
Ciao a tutti
Salvatore</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente non credo che la Rete, da un oceano, possa diventare uno stagno. Forse dipende da chi ci naviga. Allo stesso modo non mi sento di denigrare Facebook, perchè non bisogna dimenticare che le stesse discussioni si sono fatte quando uscirono i primi veri &#8220;diari&#8221;, ossia i blog.<br
/> Il Facebook del mio profilo personale, ad esempio, lo uso semplicemente per &#8220;copiaincollare&#8221; quello che scrivo nel blog perchè (è innegabile il vantaggio pratico) si ha più immediatezza nel far circolare attraverso il proprio &#8220;status&#8221; un aggiornamento o un link tra la &#8220;cerchia&#8221; dei propri contatti, e a loro volta, &#8220;condividendo&#8221;, possono poi replicare tra i loro.</p><p>Per quanto riguarda la tesi di Carr non sono d&#8217;accordo perchè uno degli aspetti più interessanti della Rete, secondo il mio modesto punto di vista, è arrivare a leggere e discutere un articolo del genere in un blog dove l&#8217;approfondimento è fatto in maniera garbata e colloquiale da diversi lettori&#8230;.ma ciò non toglie che lo stesso articolo potrebbe essere faticosamente letto da altre 5.420 persone, perfette &#8220;cinture nere&#8221; di ignoranza (non solo scolastica), di professione &#8220;troll&#8221;, che hanno chissà usato nella loro vita una penna solo per riempire le schedine del Superenalotto, e bramosi di scrivere la prima cazzata che passa per la mente. Siccome i numeri non ci danno ragione e gli stolti (già di loro, internet a prescindere) sono la maggioranza, allora dobbiamo per forza parlare di &#8220;Rete come uno stagno&#8221;? Non direi proprio.<br
/> O forse, come ricordava Giovanni Sartori nel suo saggio &#8220;Homo Videns&#8221;, i media in generale hanno &#8220;villaggificato&#8221;, messo insieme, un esercito di persone che non ha nulla da dire, ma che può permettersi il lusso di aprire un blog (non si sa come poi facciano!) e di inquinare la Rete con le loro banalità.<br
/> Io propendo a credere alla seconda che ho detto.</p><p>Ciao a tutti<br
/> Salvatore</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Felicità: un proposito di Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2012/01/16/felicita-un-proposito/#comment-5002</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 13:24:30 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.davidetomasello.it/?p=5150#comment-5002</guid> <description>Eh, c&#039;ho pensato, eccome! Ma del resto in quel passo si cercava solo di capire cosa spingesse gli individui all&#039;azione.
Poi non vorrei sbagliarmi, ma sia crociate che nazismo sono stati movimenti eterodiretti da personalità carismatiche, resi possibili da interessi reciproci. Ma forse è l&#039;unico modo per smuoversi...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Eh, c&#8217;ho pensato, eccome! Ma del resto in quel passo si cercava solo di capire cosa spingesse gli individui all&#8217;azione.</p><p>Poi non vorrei sbagliarmi, ma sia crociate che nazismo sono stati movimenti eterodiretti da personalità carismatiche, resi possibili da interessi reciproci. Ma forse è l&#8217;unico modo per smuoversi&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
