1982. Conquisto lo spazio: è uno strazio; è uno sfratto dall’utero materno in un dì assai afoso, mi dicono. Per vendicarmi affetterò freddezza per il resto della mia vita. 1983. Dormo. Mordo. Frattanto la madre terge merda. 1984. Non demordo. 1985. Neuroni caparbi registrano il mio primo ricordo: cacca al circo. O sia: vita tra sterco e risa. 1986. Al mare dalla bici casco e m’accascio: due denti mi sfascio (questo spiega gli incisivi scadenti). Disegno, sogno ma all’asilo non torno, dopo tre dì di traumi sociali. 1987. Trascorro mesi a casa, non corro, imparicchio a leggere e scrivere, evito i contatti coi coetanei eppure alfine approdo alle elementari. Nomino il mio primo fratello.
(continuerà…)