Attentato e moralità

In queste ore mi sto divertendo a seguire e collezionare le reazioni al mancato attentato. Quasi mi stupisce vedere che molti dei miei contatti prediletti – tutti antiberlusconiani, sia chiaro – si siano dichiarati sdegnati e contrariati. A caldo. Mi hanno fatto una strana impressione – come di virtuosi, che inibiscono il piacere immediato; o di comunisti d’un tempo, che presagiscono il bene futuro e ad esso consacrano ogni energia; o, ancora, di storici che sanno che gli attentati anarchici hanno scatenato solo male immediato (costo necessario per futuri miglioramenti, però).

berlusconi ferito e sanguinante

Hauser ipotizza tre tipi di creature morali: la kantiana (morale dell’intelletto), la humiana (morale del sentimento) e la rawlsiana (morale ponderata e innata). In un primo momento ho pensato che dalle reazioni avrei potuto classificare moralmente i compagni: un test sul campo. Poi però ho avvertito che non è così semplice. Vedere quel volto, adesso sì da joker, adesso davvero da settantatreenne, scatena sentimenti ambigui. Non ci suscita pena sincera, no; di più, non solleva l’orrore morale per la povera vittima, ma solo quello pavido del dente per dente.

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