Ateofobia

Talvolta mi chiedo come mai gli atei1 facciano (ancora?) così paura. Non può essere solo questione di mera diversità, di gruppi sociali o di naturali avversioni tra tifoserie: un interista, un suonatore di oboe, un sostenitore della democrazia, uno che crede nella reincarnazione non provocano alcuna reazione negativa o angosciata. Un ateo, invece, suscita scandalo più d’un islamico, e nella migliore delle ipotesi è guardato con compassione2, come uno a cui è morto qualcuno. Certo, Dio è morto per l’ateo. E con ciò?

papa cattivo

Un ragionamento diffuso è che senza Dio non possono esservi valori. Come se senza valori potesse darsi vita sensata3. O che senza Dio non c’è morale. Come se è Dio a fermare la mano dell’omicida, o se essere prete garantisca contro la pedofilia. Insomma, non capisco. O il religioso, debole come non mai (eppure a me paiono ben pasciuti…), vede nell’ateo una seria minaccia alla sua sopravvivenza; oppure le gerarchie temono che davvero poche povere pecore nere possano portare la massa altrove4. Empia illusione, invero…


Note:
  1. Tra essi annovero anche gli agnostici, essendo, di fatto, senza dio. Nonché i pagani, che credono in dei “inesistenti”…
  2. Ma senza alcuna comprensione.
  3. Anch’io credo di non avere valori, ma inconsapevolmente ne seguo e perseguo più di quanti voglia ammetterne… (Poi certo, c’è da capire se si tratti di valori buoni o cattivi, o sia cattolici o meno. Io, ad esempio, sono per il sesso extramatrimoniale. Ma sono in compagnia di buoni cristiani…)
  4. A leggere seriamente la Bibbia, ad esempio.
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