Quattro o cinque centesimi

1. I miei due centesimi sulla guerra. Quante dittature, quanti conflitti e guerre nel mondo, in corso; e pur s’interviene ‘pacificamente’ solo là dove vi siano fonti di materia – o energia, che è lo stesso. Crepino i poveri!

2. I miei due centesimi sul nucleare. Conviene o no, è sicuro o meno, dimentichiamo sempre il problema imbarazzante delle scorie radioattive. Sono esternalità – sono costi nascosti che nessun attuale svelerà. Crepino i posteri!

3. Sono una mente morale, per cui, tra cinque morti per indifferenza o uno per mio intervento, preferisco i primi – che non ferisco. Sono una mente razionale, per cui, tra lo spauracchio delle centrali sotto casa e la concretezza di quelle a portata di vento, temo più queste.

4. Razionalmente, conviene sempre fare quello che è più conveniente. Il problema economico è che non sempre (si) riescono a calcolare i costi come si deve; il problema morale è che spesso quel che io giudico valere dieci per te potrebbe valere uno, o anche meno.

5. I conti non tornano. Così, moralmente, potrei sognare la fine di tutto (so bene che ci attendono focacce e supposte in pariglia). Qualcuno, tuttavia, può ben tradurre il sogno in realtà. Questione di quattro o cinque centesimi – di secondi.

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23 risposte a Quattro o cinque centesimi

  1. Razionalmente, conviene sempre fare quello che è più conveniente.

    Una volta ai passanti che per curiosare smettevano di “passare” i vigili gridavano: Circolare.
    Quello che mi permetto di notare e che la convenienza è un meccanismo di calcolo per cui viene esguito da una mente razionale… quindi il discorso mi sembra…. circolare….

    Un Sorriso

    Comunque i costi si riescono a calcolare, ma spesso il calcolo è …. sbagliato. ;-)

  2. Puah!! Puzza di dualismo lontano un miglio. Mi sbaglio?
    Sembra fare coppia con quell’altro simpaticone di Gigerenzer. Appoggiarsi ad un indimostrabile migliore di quanto sia invece dimostrabile. Un diavoletto cartesiano che sappia più (o addirittura meglio) cosa fare rispetto a quanto tu sappia. E’ l’approccio diametralmente opposto a quello da me preferito che potrebbe essere riassunto in altri due libri (che non sarebbero sufficienti e che trattano anche altro)
    Coscienza ed
    Tabula rasa

    Hai fatto una svolta “dualista” ?

  3. Nello scrive:

    inutile dire che sono in perfetto accordo, come spesso avviene

  4. Il più Cattivo: il nostro Alex ne parlava bene! Non è questione di dualismo; solo, facevo notare che il conto dei costi è spesso inficiato dall’emotività – in altre parole, il calcolo umano non è molto ‘razionale’…
    P.S. Quei due libri devo ancora leggerli; ma per adesso sono preso da altre letture, e i vari Dennett, Pinker e Hofstadter mi suonano quanto mai alieni… :-|

    Nello: dunque mi ospiterai nel bunker? ;-)

  5. Nello scrive:

    per ospitarti devo creare una paratia, non vorrai condividere lo spazio…

  6. Ahah! Beh, dipende dal tempo di permanenza… Ma visto che la Francia possiede armi nucleari, potrebbe non esserci neanche il tempo di rintanarsi.

  7. Cateno scrive:

    Riguardo al punto uno e due, be’, mi paiono ovvi.
    Circa al nucleare nostrano e a quello a portata di vento, meno nucleare c’è e meglio è. Intanto evitiamo di produrne noi; non credo si possa o debba ragionare su scala locale o nazionale.
    Per il resto, parli come se razionale e economia fossero la stessa cosa. Può darsi che razionalmente invece si rinunci a convenienze economiche. La convenienza è economica; e chi sa se l’economia non abbia nulla di razionale ma solo voglia di appagare istinti viscerali.

  8. Peccato che vi sia nucleare praticamente in tutto il mondo al di sopra dell’equatore: di conseguenza il (provvisorio) NO italiano diventa semplicemente un NIMBY (sempre valido). Non produrla ‘noi’ è vano, se poi la compriamo – e se continuiamo ad usare energia perlopiù da fonti non rinnovabili. Dovremmo ridurre i consumi alla mera sussistenza, per sopravvivere…

    Quanto all’economia, mi pare di aver fatto notare – soprattutto nei commenti – che non necessariamente è ‘razionale’. Tuttavia, tra i vari modi che abbiamo a disposizione per calcolare la convenienza – morale ed economica, dunque razionale – di ogni scelta, quello economico mi sembra quantomeno il meno peggiore – a patto di considerare, certo, esternalità e costi nascosti. Il problema è che ai politici, ai capitalisti e in definitiva ai più non frega nulla.

  9. Dai non regge!

    1) se altri hanno fatte scelte sbagliate in passato cosa aiuterebbe continuarle noi? Se poi la tua idea è che la fine del mondo è ormai arrivata e non ci sia più niente da fare, allora lasciamo perdere.
    2) avevo apprezzato la vignetta di “curiositas” perchè mi ha fatto venire in mente l’idea di migliaia di tecnici che dopo terremoto e tsunami si affannino per vedere il livello di sicurezza delle “strutture” ( e non centrali) fotovoltaiche o similari.
    3) l’idea della “decrescita felice” mi appassiona da tempo. Essendo un fautore del concetto generalizzato di “ciclo di vita”, ritengo che l’unico futuro davvero sostenibile sia con un umero di abitanti decisamente inferiore rispetto all’attuale. Riconosco che la questione sia complessa, ma le alterntive sono ridicole e fuorvianti.
    4) L’economia, l’unica che conosco e riconosco, è una scienza umana (nel senso che gli appartenenti alla specie homo sapiens insipiens siano gli unici a praticarla). Come tale tenta di avvalersi di strumenti e come tale vi sono molti cialtroni che sostengono, come per tutte le altre scienze umane (dalla medicina alla geofisica) di usare metodi diversi che hanno però il triste merito di funzionare in modo consolatorio o giustificativo, ma mai predittivo. Come recita un detto affibbiato ad Einstein “mi occuperò di metereologia soltanto quando verrà chiamata metereonomia”. Quindi parlare di altro che non sia “razionale” nel senso scientifico mi interessa soltanto al bar, tra l’esaltazione del gol di Del Piero e gli insulti al cardinale di turno che predica contro la procreazione assistita (a proposito ma se la chiamassimo maternità riusciremmo a toglierci un po’ di pregiudizi ed intromissioni?)

  10. Riccardo, temo che qua ci si stia fraintendendo!

    1) Non ho mai detto che è bene continuarle. Semmai auspico, se veramente siamo convinti che le scelte altrui siano sbagliate, di contrastarle. (Esatto, dovremmo entrare in guerra con mezzo mondo!).
    2) Ho apprezzato anch’io quella vignetta. A proposito: da queste parti sono sorte molte pale eoliche; i commenti più ‘illuminati’? «Che brutte, deturpano il paesaggio» (che stupro, che porcheria!). Ma il peggio è che sono affari mafiosi.
    3) Mi pare che tra noi ho più contribuito alla decrescita demografica io, finora. ;-)
    4) Ovvio che l’economia è una scienza umana; il problema è che spesso molti suoi risultati ribaltano certe nostre intuizioni o sovvertono i nostri valori. (Tuttora, nello schifo generale, non capiamo se facciamo più danno con l’uranio o col petrolio…).

  11. Weissbach scrive:

    Riccardo, che c’entra il dualismo se Motterlini descrive in modo chiaro e utile dei meccanismi reali e quotidiani?

  12. Partiamo dal punto 3: I conti si fanno alla fine. Sei troppo giovane e non mi risulta che tu abbia fatto vasectomie o simili per poter pontificare. Comunque la decrescita felice non è il suicidio o l’estinzione.
    Riguardo ai fraintendimenti essendo un appassionato della commedia degli equivoci, finché non viene a noia …. non mi spaventa.
    Tornando ai “punti”: Il nucleare l’ho già “votato” e sono piuttosto seccato di sentire che dovrò tornare a votargli contro a distanza di una ventina d’anni. Il problema delle scelte sbagliate è che spesso si portano appresso scelte obbligate che sembrano tali ma spesso sono ancora sbagliate. La questione libica è dal mio punto di vista una condizione esemplare che forse andrebbe messa, come esempio, nei libri di storia e scienze politiche. I Francesi, al solito, sbagliano più degli altri…. come sul nucleare.
    Sulle centrali e le loro “estetiche”, partendo dalla nota che le fonti riportate non mi trovano ben disposto alla lettura (che mi troverò comunque a leggere, con calma … nella notte … di raiuno…), non è che dato che una fonte è “rinnovabile” di conseguenza qualsiasi vincolo paesaggistico e progettuale debba essere cancellato…. tieni presente che se hanno fatto dei danni con delle “innocue pale” cosa potrebbero fare con delle centrali da terawatt con gestione di materiale radioattivo e similari.
    Riguardo l’ultimo punto sembrerebbe che siamo molto più “vicini” rispetto ad altri… però sul petrolio la mia posizione resta che … non ce lo meritiamo… transizione docet.

  13. alex scrive:

    solo una precisazione: non citate MAI gigerenzer a motterlini! :D
    fumo negli occhi!

  14. Motterlini non lo conosco e non ho letto nulla di lui. Il titolo del libro ed alcune recensioni di aNobii mi avevano lasciato presumere che potesse rappresentare un tentativo di “ottenere un gancio dal cielo”. Ovviamente potrei essere in errore ed il fatto che Alex ne parli “bene” potrebbe essere un indicatore di senso contrario. Quello che mi puzzava di dualsmo era tutto lì. Vorrei cogliere l’occasione per confermare che il dualismo non è “una condanna” ma un approccio che mi manda sui nervi. Ritengo però di non essere così importante da dover costringere tutti ad ossefvare dei principi “rigidi” come io cerco, in generale, di applicare. Un amico/collega una volta mi disse riguardo una procedura di verifica che quello che contava era che ” in cuor suo” era stato fatto il meglio che si potesse. A quell’amico/collega voglio assai bene, ma il suo approccio che prevede un accesso facilitato alla conoscenza non lo ho mai mandato giù….

    Un Sorriso

    P.S. Alex : Motterlini se non sopporta Gingerenzer mi risulta simpatico assai…magari se ci scappa l’occasione potremmo organizzare un “meeting-alcoolico-filosofico” dove con l’ausilio di una bottiglia di quelle buone potrei rivedere alcuni preconcetti…

  15. Weissbach scrive:

    Ma infatti il libro di Motterlini non ha niente a che vedere con locuzioni apparentemente affini quali “Intelligenza emotiva”.
    Invece mette in guardia contro le euristiche e i cortocircuiti che condizionano le nostre scelte economiche, spesso proprio quando crediamo di farle in modo razionale.

  16. alex scrive:

    il riferimento di motterlini è kahneman, ed è esattamente come dice weissbach: si analizzano i “sistemi” che “disturbano” la scelta puramente razionale. in pratica un agente (anche economico) non è in grado di raggiungere la perfetta razionalità, quindi le teorie razionalisssssssssssime sono belle da vedere, eleganti e tutto ma non servono (es teoria dei giochi).

    con la bella stagione, esimio cattivo, si troverà l’occasione di una gita modenese carpigiana o sassolina. magari dopo la pubblicazione del mio libercolo così ti porto pure una copia (ho finito oggi di correggere le bozze).

  17. Bene, o forse male. Questo dimostra (almeno a me) che fidarsi di titoli ed assonanze è pericoloso assai.
    Riguardo le “gite” sono GIA’ pronto… aspetto solo uno squillo.
    Ovviamente per il libro, Alex, per me é un onore.
    Davide, ho visto che hai letto il libro di Motterlini successivo, se ho capito, stavolta, c’è chi l’ha trovato sovrapposto, come temi trattati, al libro qui in oggetto. Fatemi sapere se sia davvero così e in tal caso quale sia meglio o suggerito leggere, che a questo punto, direi sarà per me MANDATORIO.

    Un Sorriso

  18. Sì Riccardo, ho letto entrambi i libri di Motterlini, però prima il più recente, Trappole mentali, che mi ha entusiasmato di più. Tra i due testi ci sono fin troppe sovrapposizioni, è vero; l’effetto che ne ho avuto io è che Economia emotiva è più incentrato sull’irrazionalità che sull’economia. Comunque è esattamente come dice Alex: lo scopo è quello di confutare – o meglio corrodere – il paradigma economico razionalista.

    P.S. Per una gita, aspettatemi a settembre! ;-)

  19. Nello scrive:

    …a settembre??? :O

  20. Nello, si parlava di gite continentali… Per quelle isolane sono sempre disponibile (lo sanno oramai anche i cisalpini). ;-)

  21. Nello scrive:

    ah meno male, mi stavo preoccupando :)

  22. Per settembre siete tutti già prenotati.
    Riguardo cose più vicine, anche estemporanee, l’inrteresse è sempre aperto.
    Mi piacerebbe anche venire come già preannunciato sulle “pendici dell’Etna”, ma avendo famiglia la cosa potrebbe essere più complessa… ci sentiamo.

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