Ammazzare i libri

1. Adoro i libri: sono una delle cose migliori per colmare lo spazio e il tempo. Purtroppo sono anche uno dei modi più sicuri e rovinosi per svuotare le proprie tasche – pensiero e capitale raramente vanno di pari passo. Pertanto, se posso acquistarli a un prezzo inferiore a quello di copertina, non posso che esserne lieto.

2. Tra le libertà che questo governo di criminali bipartisan ci sta per togliere, vi è quella di poter comprare libri con oltre il quindici per cento di sconto. È per tutelare la cultura, dicono, ché internet la sta distruggendo, deprezzandola. Detto altrimenti: ammazzano Amazon che stronca la cultura – dei bottegai.

3. Quel libro da venti euri che giusto ieri ho potuto far mio a quattordici, domani non lo ricomprerei a diciassette, né nell’e-commerce né nel commercio invaso dai megastore che già da tempo hanno rimpiazzato le vecchie librerie da tutelare – pagando per intero. Non mi fanno un favore, come lettore.

4. Dovrebbe spiacermi l’inevitabile fine delle piccole librerie? Sì, se offrono opere non commerciali – ma per quelle esistono ancora nicchie: basta cercarle –; no se non fanno altro che propinarmi i medesimi Einaudi – gruppo Mondadori dal 1994 – che posso acquistare più economicamente con un clic da casa.

5. Tanti affanni per della carta straccia che ancora ci affanniamo a pagare. Nell’adolescenza dilapidavo i miei danari nei magazzini Nannucci; ora i cd stanno negli scatoloni, la musica nel lettore mp3. Quando come tutti avrò un lettore ebook, però, i libri comprati fino a ieri li lascerò a bella vista: fanno tanto retrò.

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27 risposte a Ammazzare i libri

  1. alex scrive:

    io sto resistendo a stento alla tentazione di farmi un kindle…

  2. Io sto aspettando che calino i prezzi, ma soprattutto che si diffondano seriamente gli ebook – l’Italia, non a caso, è messa male. (Forse è ora di imparare seriamente l’inglese…).

  3. Lex scrive:

    Ma come e io che da mediaworld ci compro più libri che tecnologia varia ed eventuale.

  4. ESC scrive:

    Se consideri i libri come “riempitivi dello spazio e del tempo”, capisco che l’unico tuo cruccio sia che costino meno, in tal modo che riempiano sempre più spazio e sempre più tempo. Che triste spettacolo, il consumismo che scende in piazza con il pugno alzato, per rivendicare la libertà dei propri lussi.

  5. Lex: anch’io compro, generalmente, più libri che tecnologia; per questo non mi dispiacerebbe acquistare, una volta per tutte (o almeno una ogni dieci anni), una sorta di ‘libro universale’ che di volta in volta assuma esattamente la forma di ciò che vorrei leggere. Al fascino della carta subentrerà quello dell’e-ink: sarà inevitabile, così come il vinile ha lasciato posto ai nastri, poi ai cd e infine agli mp3 – rivelando così lo spazio la sua vera capienza.

    ESC: mi pare che tu non faccia i conti col fatto che tanto lo spazio quanto il tempo sono risorse limitate: per questo la tua analisi non coglie nel segno; oltretutto prendi un po’ troppo alla lettera quella frase iniziale: vedrò di limarla, ché ‘riempitivo’ si addice piuttosto agli inerti – e i libri sono tutto tranne che immobili. Per finire mi fai un torto a darmi, seppur velatamente, del comunista-consumista…

  6. Lex scrive:

    Sarà ma preferisco la carta che gratta, la puzza di muffa e le pagine ingiallite.

  7. Lex, anch’io preferisco la carta che gratta e che puzza – dentro il portafoglio.

  8. Lex scrive:

    Quella sì che è carta che riempie – mettiti il pulsante per le donazioni su paypal così ti riempio senza occupare spazio -. Ad ogni modo credo che non ci sia niente di male a “riempire” lo spazio con cose – inerti – che piacciono, siano esse banane o libri. Chi avrà a cuore le banane desidererà un accesso alla risorsa più economico possibile, lo stesso vale per il bibliofilo.

  9. Lex, per carità: m’hai già riempito un vuoto in libreria (e un altro nel cervello)!
    Comunque, giusto per esplicitare il ragionamento economico: se riescono a venderti un libro col 30% di sconto, vuol dire che quello è ancora un prezzo che non manda in perdita il venditore (che sia all’ingrosso o al dettaglio, mi venderebbe comunque le stesse cose: per me acquirente cambierebbe solo il prezzo). E finché un mercato resta libero – non compromesso da finanziamenti cioè – tutto va per il meglio (che non significa sempre l’ottimo, ma almeno l’ottimale). Ma in questo modo, con questi patetici incentivi ad acquistare in libreria (se vedessi quel paio che ci stanno da queste parti…), otterranno l’effetto opposto: IBS e Amazon venderanno comunque, con sconti più ridotti, e diventeranno sempre più ricchi, alla faccia dei librai da tutelare e dei legislatori che nonostante risultino ‘specializzati in economia‘ mostrano di non capirne granché.

  10. Cateno scrive:

    Non credo riuscire ad abituarmi ai libri elettronici.

  11. Anch’io pensavo che non avrei mai saputo fare a meno dei cd (così come i nostri erano affezionati ai vinili…); alla fine, per fortuna e purtroppo, l’economia vince sempre – e l’abitudine farà il resto.

    Ad ogni modo, la prospettiva di poter avere tutta la mia biblioteca (o almeno la bibliografia) in un unico, comodo supporto sinceramente mi alletta. Se il lettore di ebook sostituirà del tutto i libri non saprei; tuttavia sogno già consultazioni immediate (a volte è un problema trovare il libro nelle cataste, e ancor più reperire il passaggio che interessa; per tacere del fatto che devi essere a casa per poterlo fare!); poi, vuoi mettere la possibilità di visualizzare il testo col font preferito? Insomma: come sempre, solo dopo averlo provato potremo decidere cosa farne – se affiancarlo o sostituirlo ai libri o ignorarlo o addirittura (vanamente) osteggiarlo. ;-)

  12. Aggiornamenti: l’email dell’onorevole Levi è LEVI_R@camera.it (almeno secondo OpenPolis, e ammesso che il nostro senatore ne faccia uso). Vogliamo provare a farci spiegare il ragionamento che sta dietro la sua proposta?

    Inoltre, leggendo meglio il DDL sulla ‘Nuova disciplina del prezzo dei libri’, sembrerebbe che la situazione non sia troppo drammatica (benché comunque spiacevolissima):

    Il comma 5 esclude dalla disciplina in materia di prezzo di vendita al dettaglio e di sconti alcune categorie particolari di prodotti librari, quali libri per bibliofili, libri d’arte, libri antichi o edizioni esaurite, libri usati, fuori catalogo, pubblicati da almeno venti mesi, edizioni destinate a rapporti associativi o libri venduti attraverso il commercio elettronico.

    A parte l’ultima frase enigmatica, che non lascia intendere se Amazon e IBS verranno colpiti o meno – oltretutto qua non è presente – sembra chiaro (?) che basterà aspettare un paio d’anni o rivolgersi ai remainders.

  13. Cerco di chiarire le idee: il link riportato dal Post risale alla proposta di legge del 2008; nell’attuale DDL 2281 viene ribadito che il divieto di sconto è valido per «chiunque e con qualsiasi modalità effettuata» (è stato pure richiesto di aggiungere esplicitamente: «compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui la vendita abbia luogo mediante attività di commercio elettronico»). I casi in cui non si applicherà saranno i seguenti:

    a) libri per bibliofili, intesi come quelli pubblicati a tiratura limitata per un ambito ristretto e di elevata qualità formale e tipografica;
    b) libri d’arte, intesi come quelli stampati, anche parzialmente, con metodi artigianali per la riproduzione delle opere artistiche, quelli con illustrazioni eseguite direttamente a mano e quelli che sono rilegati in forma artigianale;
    c) libri antichi e di edizioni esaurite;
    d) libri usati;
    e) libri posti fuori catalogo dall’editore;
    f) libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio;
    g) edizioni destinate in via prioritaria ad essere cedute nell’ambito di rapporti associativi.

    Da segnalare che in questo elenco è stata soppressa la lettera h: editoria scolastica. Giusto per capire con che razza di governanti abbiamo a che fare.

  14. Il testo definitivo che è stato approvato in Senato lo si può trovare qua, in pdf.

  15. Più rileggo il punto f più resto perplesso: «libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio». Mi sa che c’è poco da sperare anche per i libri pubblicati due anni prima, visto che pare subordinato agli acquisti effettuati (presso l’editore?). Mah.

  16. playwords scrive:

    Mi fa tornare in mente il momento in cui presero il sopravvento i centri commerciali. Non mi pare che si fecero leggi per favorire i “piccoli commercianti”, anzi, i permessi per costruire supermercati uno appiccicato all’altro fioccano copiosamente tutt’ora.

    Bisognerebbe vedere se politici di questo tipo non abbiano dei ritorni, favoriti da questo tipo di legge stessa.

    Personalmente compro libri sempre dove costano meno, spesso non compro libri di editori che non mi piacciono a meno di casi “estremi”. Nella maggior parte dei casi capita che il luogo d’acquisto sia il supermercato, dipende dal libro ovviamente, ma su pubblicazioni recenti trovo spesso sconti del 15% (almeno).

    Peròe acquisto più volentieri via internet, mediamente ogni 6 mesi, facendo un elenco di ciò che mi interessa e portando a termine un acquisto in blocco unico. Soprattutto attendo sconti, oppure approfitto delle spese di spedizione “gratuite”.

    Se posso dire la mia anche sugli e-book… partendo dal presupposto che amo la carta ed in casa credo di avere almeno 400 libri “veri”, da alcuni mesi sto sperimentando un e-reader. Ho trovato moltissimi titoli liberi da diritti d’autore, certo, classici, ma che non avevo mai letto, ed un poco per volta mi sto portando in pari. Leggo in e-book anche libri recenti, ma ne trovo pochi che mi interessano in italiano, la causa è prettamente commerciale quindi. Anche perché, a livello di differenza di prezzo, in Italia non ci siamo… non si risparmia, non c’è intenzione, quasi, di invogliare la diffusione del formato elettronico, come invece accade da tempo in altre nazioni. Mi trovo bene, ripeto, amo la carta ma amo anche l’elettronica ed amerei molto risparmiare, forse investirei comunque il mio solito budget, ma se costassero meno leggerei più libri. Ad ogni modo, con l’e-reader, non so perché, ma leggo più velocemente. Il mio lettore è abbastanza semplice, non è un tablet, non si collega con l’aldilà, non ha funzioni “sociali”. Appositamente scelto per leggere. Fa solo quello ed è quello che volevo. Ad oggi sono contento dell’esperienza e credo possa solo migliorare.

  17. Pingback: Once upon the time, in Nazi occupied France : eschaton

  18. Bisognerebbe vedere se politici di questo tipo non abbiano dei ritorni, favoriti da questo tipo di legge stessa.

    Playwords: basta vedere a chi appartiene il più grande gruppo editoriale italiano…

    Personalmente, negli ultimi mesi ho approfittato non poco delle offerte di Amazon (inizialmente tutti i libri erano al 30% di sconto; poi si sono mantenuti spesso attorno al 20-25%). Al contempo le mie letture, quantitativamente e qualitativamente, sono aumentate: sarà un caso? No, come non è un caso che IBS ha cominciato ad offrire spedizioni gratuite senza soglia minima di ordine (al momento, però, solo per i clienti che hanno speso l’anno scorso almeno 150 € in libri).

    L’esperienza dell’ebook reader purtroppo ancora mi manca (ma non ho dubbi sulle sue potenzialità positive). Per curiosità: quale stai usando?

  19. playwords scrive:

    Si appunto… quando salta fuori una legge ad minchiam, stai sicuro che da qualche parte c’è chi si intasca i benefici. E quei tali non siamo certo noi che i soldi ce li mettiamo.

    Per l’e-reader, all’inizio ero tentato dal Kindle di Amazon, per qualità del prodotto, anche se comunque avevo dei dubbi su alcune questioni. Ricordi quando a diversi utenti era sparito dal vecchio Kindle “1984”? Ecco… questioni del genere mi puzzano. Nonostante quello ero giunto alla decisione finale, pochi giorni prima avevo visto che lo si poteva far arrivare da Amazon UK, senza spese di spedizione, era un’ottima offerta, così, vado per ordinarlo ed invece avevano cambiato la politica delle spedizioni verso l’Italia… dicendo che era necessario che noi italiani lo acquistassimo dal sito USA.

    Facendo due conti non conveniva economicamente, inoltre erano pieni di ordini e prospettavano un’attesa di un mese e mezzo per la spedizione.

    Alla fine, dopo numerose ricerche mi sono stabilizzato sulla Bookeen, azienda francese che fa e-reader da tantissimi anni, mi sembra addirittura 20. Ho letto un po’ di recensioni in giro ed ho deciso per il modello Orizon, che ha pure un firmware Linux, il che, da appassionato, ha fatto acquisire parecchi punti a favore. Link.

    A gennaio c’è stato un upgrade firmware interessante, e sono state aggiunte le funzioni di evidenziatore e note, più alcuni miglioramenti alla definizione dei font ed alcune altre cose…

    L’unica pecca, e non è colpa dei lettori ebook, è la lettura dei pdf, che non impaginandosi dinamicamente come gli epub o gli altri file di testo, non mi risultano comodi se devo ingrandire il font. Infatti il pdf funziona come un’immagine, zoomando, le parti in eccesso vanno fuori schermo ed è necessario continuamente far scorrere la pagina per leggere. Ma dopotutto a me della Adobe mi importa ben poco… diciamo che mi arrivano delle riviste in formato pdf, e se le potessi leggere più agevolmente non sarebbe male. Ma niente di essenziale. Mi concentro sui libri che è meglio.

  20. Da linuxiano ti ringrazio per avermi fatto conoscere i lettori della Bookeen: li terrò d’occhio! Tuttavia aspetterò ancora un bel po': considera che il mio primo lettore mp3 l’ho comprato solo l’anno scorso…

    Quanto ai pdf hai ragione: la loro ‘non scalabilità’ è una noia. Però, in compenso, il pdf è l’unico formato che rende fedelmente l’aspetto, l’impaginazione, la grafica e la scelta dei font originari del libro cartaceo. Anche l’occhio vuole la sua parte: è questione di carattere. ;-)

  21. playwords scrive:

    Si ti capisco, anche la leggibilità oltre al fattore estetico comunque, è da tenere in considerazione. Nel mio caso non sempre le due cose vanno pari passo. Però diciamo che potendo scegliere tra una decina di font, forse qualcosa di valido si trova ;-). Certo, se poi vuoi un carattere particolare, per ora, non credo di possa inserire. Sicuramente a breve usciranno sul mercato soluzioni molto valide, già hanno prodotto e-paper a colori… quindi c’è solo da attendere e vedere cosa combinano.

    Poi, come ripeto, da noi, l’ebook è poco conveniente all’acquisto. Va meglio se leggi in inglese ed acquisti da Amazon UK o USA.

    Buona giornata!

  22. Esatto: nel dubbio, attenderò. Anche perché di libri cartacei da leggere, per ora, non me ne mancano. ;-)

    Buone letture!

  23. LadyAileen scrive:

    L’unica alternativa è cominciare ad imparare a leggere in inglese. I libri costano meno e le versioni tascabili escono a breve tempo.

  24. Già.
    Personalmente, per ora approfitto degli ultimi (?) sconti Amazon; poi valuterò seriamente l’opportunità di passare agli ebook. (Mi mancherà la carta? Beh, come un po’ mi mancano le copertine dei cd; ma l’alternativa è che manchino altre carte…).

  25. antonino scrive:

    e servirsi di una biblioteca?

  26. Ce ne fossero di decenti, da queste parti… E poi comunque sono dell’idea che molti libri sono comunque da possedere.
    Risultato: mi vergognerei a prendere in prestito i classici; le ultime uscite è vano sperare di trovarle in biblioteca. :-(

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