2011: un libro a settimana Le mie migliori letture del 2011

Il proposito non esposto per il 2011 è stato rispettato: sono riuscito a leggere (la media di) un libro a settimana, per un totale di 13507 pagine – così dice aNobii. Ho dovuto un po’ impormelo, altrimenti sarebbe stato l’ennesimo proposito irrealizzato: ma è stato un giogo desiderabile e confortevole – il peso della cultura, quando ben bilanciato e non pedante, raddrizza gli animi (per il resto della goffa retorica da bibliofilo si rilegga quanto scritto l’anno scorso). Dei 52 libri intendo suggerirne dodici – uno al mese, in mero ordine di pubblicazione – con non più d’un tweet di postilla.

Esiodo, Le opere e i giorni
Il Greco sapeva già che è bene rifuggire gli onori e tornare alla terra, fonte di sofferenze e piaceri impagabili.

Thomas Hobbes, De cive
Il trattato da cui partire per ogni critica dello Stato – a patto di riuscire a sfuggire al sortilegio della sua stringente logica.

Henry D. Thoreau, Walden
Prezioso resoconto di uno che ebbe il coraggio di sfuggire allo Stato e alla società conformistica.

Marcel Proust, Il tempo ritrovato
Degna conclusione del Libro – e non c’è altro da aggiungere quando c’è così tanto (tutto) da leggere.

Ivan Illich, La convivialità
Come va la società (oggi come negli anni ’70) e come dovrebbe andare in un mondo affrancato dal consumismo capitalistico.

Raymond Carver, Principianti
Tra i racconti più veri che abbia mai letto, prima che passassero dalle forbici dell’editor minimalista.

Robert B. Cialdini, Le armi della persuasione
Per capire che non è la retorica verbosa ad essere convincente per il nostro cervello buggato.

Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica
L’unico scrittore in grado di farti riscoprire la tua terra in ogni sfumatura possibile.

Jared Diamond, Collasso
Disamina sul tracollo che stiamo rischiando, nella speranza che non sia ormai troppo tardi, per noi e per il pianeta.

Serge Latouche, La scommessa della decrescita
Possibili vie d’uscita all’imperativo della crescita tanto sbandierata dai politici e auspicata dagli insipienti.

Jonathan Haidt, Felicità: un’ipotesi
Il miglior libro di psicologia che mi sia mai capitato tra le mani. Forse perché l’autore è (anche) filosofo…

Pippo Gurrieri, L’anarchia spiegata a mia figlia
Dialogo platonico sulla realizzabilità dell’utopia anarchica – l’umanità libera non soggiogata ai poteri tirannici.

P.S. Segnalo il post di Cateno Tempio, scritto contemporaneamente al mio, all’insaputa l’uno dell’altro.

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