Come costruire una libreria in legno (e campare lieti ancora un anno)

Un filosofo ama i libri. Tutti – non solo gli Adelphi e i Bollati Boringhieri o Raffaello Cortina1 ma anche, giù giù, i più sciatti, quelli con le orride copertine lucide e dai colori sgargianti: come gli economici Newton Compton, con i quali cominciò la sua avventura di lettore compulsivo. Ad un filosofo, pertanto, piange il cuore a tenere i libri, fossero anche i più umili, dentro scatoloni in soffitta: li vorrebbe tutti esposti al suo modus legendi, al suo studio famelico e disordinato. E tuttavia non li terrebbe mai in una libreria che non sia costituita dalla stessa materia del libro: niente Billy, per carità – anche perché l’Ikea quaggiù non ha (ancora) aperto. Cosa fa dunque il filosofo? Compra il legno e se la fa da sé, la sua libreria.

Non è nuovo a simili costruzioni; tuttavia stavolta il budget è limitato, il tempo ancor più e non c’è voglia di fronzoli estetici. Massima funzionalità minima spesa: va da Brico e acquista una tavola di abete da 200×40×1,82 e cinque da 150×20×1,8, per una spesa complessiva di 59 €3. Prima di pagare, però, chiede all’addetto che gliele tagli4 a metà: la prima nel verso dell’altezza (in modo da ottenere due tavole lunghe due metri e larghe 20 cm), le altre in modo da dimezzarne la lunghezza (ricavandone dieci tavole lunghe 75 cm e larghe i soliti 20 cm). Compra pure un bel po’ di viti autofilettanti per legno bronzate da 4,5×505: in una confezione da 4 € ce ne stanno abbastanza (circa una sessantina). Passa infine dal colorificio sotto casa dove prende una latta da 0,750 l di impregnante di colore blu in cambio di una cartaccia di dieci euri. Il resto è tutta roba che ha già a casa: un pennello in pelo sintetico per vernici ad acqua, due cavalletti, un trapano con punta da legno da 4 mm e con innesto per punta avvitatrice a croce, un cacciavite a croce, una squadra e una matita; inoltre, quattro tasselli da parete da 6 mm, quattro viti da 5,0×20 e due staffe ad angolo.

L’indomani mattina si mette all’opera: passa la prima mano di impregnante, seguendo col pennello la direzione delle fibre del legno, su tutte le tavole che ha (meno una piccola che è avanzata), su ambo i lati; il pomeriggio, a distanza di sei ore dalla prima mano, dà la seconda – e il giorno dopo, per sicurezza, passa una terza mano soltanto sui bordini, ché là il colorante aveva aggrappato meno. Aspetta due giorni, in modo che la vernice asciughi per bene; quindi porta le tavole nell’appartamento (aveva lavorato in garage, per evitare le lavate di capo della consorte che il colore gocciolasse sul pavimento) e assembla la “cassa”, avvitando le due tavole più lunghe a due di quelle corte, ad angolo retto (la squadra è indispensabile).

A questo punto decide quanti ripiani avrà la libreria, e di che altezza ciascuno. Rapido calcolo: ipotizzando otto ripiani sui due metri a disposizione, ognuno verrebbe alto 23 cm6: alcuni libri vi entreranno a malapena; altri, davvero pochi, ne rimarranno fuori – ma va bene così (stavolta si vuole ottimizzare lo spazio!). Si procura dunque due libri di quella precisa altezza da usare come dime7 e comincia la scalata.

Ogni ripiano viene avvitato con tre viti per lato – non prima d’aver forato le spalle della libreria e dunque i lati dei ripiani! (Come sempre, un’immagine vale più di una riga di uno scritto di para-bricolage.)

Dopo un po’ si dovrebbe ottenere una struttura del genere, solida, lineare e razionale.

Questa gabbia, libreria in fieri, viene finalmente messa “in piedi” e trascinata fino alla parete su cui dovrà poggiare; viene quindi tassellata al muro per evitare che si ribalti e seppellisca il filosofo tra i libri – benché sia proprio questo il suo desiderio più recondito…

(La serenità del filosofo – e della filosofa – tuttavia non è completa finché i libri non sono sistemati in maniera iridescente…)

Ora, se ce l’ha fatta un filosofo, inetto per definizione, può farcela davvero chiunque. Come sosteneva già Ivan Illich, uno dei problemi delle nostre società è il consumismo, il quale deriva in ultima istanza dal professionalismo che, in nome della tecnica, toglie a chiunque la possibilità e il piacere di costruirsi cose da sé, rendendoci poveri – poiché davvero incapaci – e di conseguenza consumatori di merce prodotta da altri (e quindi sempre più poveri, di tempo e di denaro!)8. Certo, è vero che comprare del legno è pur sempre un atto di consumo9; pertanto il filosofo si ripropone di costruire presto qualcosa con i pallet10 – magari la libreria del 2011…


Note:
  1. Come? Dite che ospitano troppe pubblicazioni scientifiche? A me garbano – così come i Codice.
  2. Cioè alta due metri, larga quaranta centimetri e di quasi due centimetri – 18 millimetri – di spessore.
  3. La tavola grande costava 14 €; le piccole, 9 € ciascuna – giusto perché della linea “ecologica”.
  4. È gratis, per fortuna…
  5. Cioè lunghe cinque centimetri e con un diametro della filettatura di quasi mezzo centimetro.
  6. Il calcolo esatto è: [200 – (1,8 x 9)] : 8 = 22,975.
  7. Per la cronaca, i due libri – rivelatisi più utili per questo utilizzo che come “cibo per la mente” – sono stati Gerusalemme di K. Armstrong e L’anima del cervello di E. Goldberg.
  8. Questa teoria è esposta compiutamente in Disoccupazione creativa – magari ne parleremo meglio in seguito, o nei commenti…
  9. Preferibile, tuttavia, al segare gli alberi della piazzetta sotto casa. (E comunque, avete dato un’occhiata ai prezzi delle librerie in vero legno?)
  10. Per fortuna il web è pieno di spunti e progetti: venti, anzi trenta modi per riutilizzarli, alcuni progetti (tra cui una casa!), delle istruzioni, una discussione, opere di design architettonico, un blog dedicato… e chissà quanto altro ancora
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18 risposte a Come costruire una libreria in legno (e campare lieti ancora un anno)

  1. Lex scrive:

    1-Ci voleva un fondo – il cartone pressato che si trova nel piazzale del mercato sui fondi delle cassette della frutta.

    2-La prossima la vogliamo con gli sportelli in vetro per evitare l’accumulo di polvere.

    3-Sto cercando di capire in base alle dimensioni della libreria le tue di dimensioni – meno di 2m di altezza e meno di 75cm di largezza (un filosofo dunque entrerebbe in una libreria).

    4-Con le pedane si possono fare dei letti matrimoniali favolosi e rigidi al punto giusto.

    5-Un lavoro eccellente come al solito :D

  2. Davide scrive:

    Ben fatto, Davide! Ora hai due belle librerie! Ne hai in mente allora una terza o i libri sono tutti ben disposti sugli scaffali?

  3. Antonio scrive:

    Tutti potrebbero farcela eccetto che il sottoscritto, che per inciso giudica sin troppo altera l’espressione del novello homo faber nella penultima foto (ecco quali conseguenze morali ha il versarsi nel mondo della tecnica; lungi da me cadervi).

  4. Cateno scrive:

    Sei un fanciullo libresco. Pensa a come campare (anche) facendo librerie.

  5. Lex: uno: niente fondo, non mi piace (e poi la masonite fa proprio schifo… meglio un compensato, che ha pure le venature); due: eh, per ora vanno oltre le mie possibilità (e comunque è vero che la polvere è un nemico, ma combatterla col vetro, che è amico del grasso dei polpastrelli…); tre: sì, un filosofo della mia stazza entrerebbe nella cassa (uno della stazza di un certo Alex… no!); quattro: quella pagina l’avevo adocchiata anch’io (e che dire di questo?); cinque: grazie! (Quando avrai una settimana libera ci costruiremo qualche cassa, però…) ;-)

    Davide (grazie anche a te!): per ora i libri sono quasi tutti a posto (alcuni stanno ancora sui comodini; altri sui ripiani della prima libreria, davanti alle file; le opere di consultazione – dizionari, testi scolastici e quant’altro – hanno un loro mobiletto…). Per la terza… mi regolerò in base ai prossimi acquisti – o doni:-P

    Antonio: suvvia, questa è tecnica di livello davvero elementare (almeno per me!). E comunque una libreria del genere nella tua cameretta starebbe davvero bene. :-)

    Cateno: effettivamente avevo già ricevuto mezze richieste; forse, però, dovrei prima rendere più ostiche le istruzioni… :mrgreen:

  6. Ophelia scrive:

    Ma quella è una Barbie? O_o

  7. Che vista! (Sì, è una Barbie che adottammo – e rivestimmo.)

  8. Giofilo: prima dovresti volere una casa… (Ci stiamo attrezzando anche per far fronte alle esigenze abitative: ne parleremo…) :-P

  9. Pingback: Come costruire una libreria in legno (e campare lieti ancora un anno) | Davide Tomasello | FRANCESCO DI FUSCO

  10. Alessio scrive:

    Grazie dell’esaustiva spiegazione! Io ne ho costruita una più grande (250cm altezza, 100 cm largezza) ho raddioppiato lo spessore delle mensole e della struttura (2,9 cm) onde evitare l’effetto flessione derivante dall’eccesivo carico distribuito in una larghezza maggiore rifacendomi al momento di una forza( anche la fisica ha un suo perchè).
    Come dime ho usate la mia tesi di laurea e quella della mia compagna (almeno servono a qualcosa) il risultato è ottimo. Il gusto dell’homo faber rimane ineguagliabile

  11. Caro Alessio, complimenti per la costruzione. Avresti qualche foto da mostrarci?
    P.S. L’uso delle tesi di laurea è il migliore possibile! :-D

  12. Andrea scrive:

    vorrei un chiarimento: come l’hai fissata per evitare il ribaltamento? secondo te basterebbe fare la base più larga? mi sto attrezzando per replicare il tuo modello davvero efficace :) grazie per la pubblicazione… nessuno ancora lo aveva fatto mi sembra :D

  13. Ciao Andrea, io fisso sempre le mie librerie (anche quelle più larghe) al muro con due staffe angolari come queste avvitate sullo scaffale in cima e tassellate alla parete!
    Buon lavoro! (e non dimenticare di mostrarci il risultato!)

  14. Mario Salfo scrive:

    Bella, ma attenzione alla possibile rottura delle mensole sotto il troppo peso, infatti le viti lavorando così rischiano di strappare il legno sotto il peso…del peso! Per farne una versione che regge anche enciclopedie si può prendere spunto da questo forum: http://www.il-legno.it/forum/viewtopic.php?f=13&t=42623

  15. Una ad incastro è certamente più robusta, ma anche meno semplice da costruire!
    Alla fine, per quello che volevo ottenere io (una libreria di certo più resistente di quella dell’Ikea, da riempire comunque soltanto con libri), la tecnica di assemblaggio con le viti mi è sembrata quella col migliore rapporto costo/benefici. ;-)

  16. Asimov78 scrive:

    Ciao Davide,
    volevo chiederti due cose sperando non siano troppo stupide e darmi il tuo parere:

    1) Si può realizzare identica alla tua ma da 15 cm? (il mio scopo sarebbe quello di dare una degna sistemazione a tutti i tascabili tipo urania)

    2)è necessario dipingerla con l’impregnate?

    3) come mai non hai aggiunto giù uno zoccoletto o dei piedini sottosedia? ti chiedo questo perché altrimenti posso pensare che (sopratutto se non la dipingerò potrebbe assorbiere acqua, dico bene?

    ancora grazie e sei un mito!

  17. Ciao Asimov78! Ecco le mie opinioni.

    1) Puoi farla anche da 15, se la tasselli al muro in alto non rischia di ribaltarsi. Io l’avevo fatta da 20 anche perché partivo da tavole larghe 40 che mi sono fatto segare in due al Brico.

    2) Non è strettamente necessario, ma l’abete non impregnato non è un legno resistentissimo: tenderebbe a sporcarsi anche col solo sfregare dei libri e delle mani.

    3) Se ben ricordo ho messo solo dei feltrini di sotto, giusto per stabilizzare l’appoggio. Si trovava in una stanza da letto, senza rischio di bagnarsi (basta stare attenti a come si maneggia il mocio…). Volendo puoi mettere i piedini da sottosedia, ma potrebbe risultare un po’ più traballante.

    Buon lavoro e buone letture!

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