CRISTINA – Ne sono innamorata follemente!
ATENA – Ma se non l’hai mai incontrato!
CRISTINA – Non mi ha ancora invitata (sta a lui decidere quando chiamarmi). E poi a me basta sentire la sua parola. Tra l’altro, il mio amico Benedetto m’ha assicurato che è l’essere più bello che si possa immaginare.
ATENA – Io sono convinta che manco esiste: ti stai illudendo vanamente. E poi Benedetto spara sempre un sacco di balle.
AGNESE – Non credi di essere troppo estrema?
ATENA – E perché mai? La nostra cara Cristina ci dice di stare per ore e ore a parlare con questo tipo, ’sto Dino, e ne decanta le virtù, la bontà e la ricchezza: ma chi di noi l’ha mai visto?
AGNESE – Ciò non significa che non esista.
ATENA – Ma nemmeno che esista.
AGNESE – Già. Però il tuo problema è che sei troppo spietata con Cristina: concedile almeno il beneficio del dubbio.
ATENA – Dubbio un corno! (Quelle sono cose per te.) Ce lo mostri, e cambierò idea (forse).
AGNESE – Ecco, vedi? Sei proprio come lei…
CRISTINA – Atena, ho sempre tentato di farti leggere le sue lettere, ma tu…
ATENA – Sue? Come no! Ma se te le ha sempre consegnate quel furfante di Benedetto… Per me ti sta ingannando spudoratamente. Quell’uomo è astuto, veniale, disonesto. Vuole tenerti in suo potere.
AGNESE – Dici bene, Atena. Ma allora il problema non è Dino, ma Benedetto – e lui sì che possiamo conoscerlo!
CRISTINA – Non credo che avrei mai potuto trovare Dino da sola. Benedetto è stato davvero una benedizione, un intermediario santo: sempre sia lodato!
PATRIZIA – Cristina, secondo me Dino potevi trovarlo in natura, in una passeggiata tra i boschi…
ATENA – Patrizia, ma cosa dici?
AGNESE – Eppure, così dicendo, potrebbe rendere il problema sensato.
ATENA – Buona ricerca.
CRISTINA – Guardate che io l’ho già trovato, il mio grande amore. Peggio per voi che siete cieche… L’avreste amato anche voi, se solo l’aveste conosciuto.
ATENA – Ed egli avrebbe ricambiato noi tutte, credi?
AGNESE – Atena! Ma ti sembrano domande da fare?
ATENA – E il tuo, ti sembra un atteggiamento degno?
AGNESE – Se non altro non urta nessuna.
ATENA – Dunque eviti di esprimere un parere per paura?
PATRIZIA – Ma smettetela di litigare! In fin dei conti la pensate quasi alla stessa maniera…
ATENA – Non mi sembra.
AGNESE – Neanche a me. Anche se in pratica è così.
PATRIZIA – Già. Voi non riuscite neanche a immaginarvelo, Dino. Io ne vedo il volto nelle nuvole; ne scorgo il corpo negli alberi e nella pietra…
ATENA – Dunque, se tocchi quel ramo, è come se ne tastassi…
CRISTINA – Ma come vi permettete!
PATRIZIA – No Cristina: Atena in un certo senso ha ragione.
CRISTINA – Orrore! Dino è un essere puro. Che anche tu sia maledetta!
ATENA – Come no: maledetta da Dino. Ahahah!
AGNESE – Siete davvero insopportabili. Tutte. Non c’è niente di cui parlare.
DAVIDE – Sagge parole, Agnese.
AGNESE – E tu chi saresti?
DAVIDE – Il vostro creatore…

Tutto più che apprezzabile, ma la chiusa è stupefacente!!! È più intelligentemente blasfemo questo post che non i filmacci di Ciprì e Maresco di cui ho appena visto delle scene.
Bello davvero il finale!
Grazie, cari!
P.S. Antonio, secondo me Ciprì e Maresco sono molto più spirituali – nonostante l’apparenza carnale – di tanti religiosi. (Se non l’hai ancora visto, per “tutti i santi” e “i morti” potremmo gustarci assieme Totò che visse due volte…)
Complimenti al creatore!
Io penso che possa diventare un film gustoso solo se vista in gran compagnia, ma a vedere da solo le scene che ho visto sono assalito da un senso di ripugnanza.
Davvero ancora complimenti per la chiusa, stimato quanto carnale creatore!
Antonio, lo gusteremo. E ci sarai anche tu, Adriana – nevvero?
(Vi mando gelosi ringraziamenti da parte del creatore…)
Solo se il creatore mi proporrà il ruolo di Cristina e costringerà Antonio a recitare la parte di Dino.
Veramente per Cristina pensavo piuttosto a Miryam. Tu potresti fare Patrizia…
Tomasello…geniale…Però quanto all’ispirazione che mi riguarda…sei rimasto indietro…peccato, mi hai davvero deluso…:D
Le nostre serate ti stanno cambiando?
…anche….eheh…:) ma non solo