Sei anni fa cominciavo a scrivere sui blog (era ancora tempo per i blog, già). Adesso comincia il settimo anno con tutti i legittimi pruriti – specie al cavo orale. Bisogna tuttavia saper dominare la propria lingua, ammoniva Joseph Antoine Toussaint Dinouart: il ne faut parler que si cela vaut mieux que le silence. Quando si scrive, poi, è anche peggio: «spesso si scrive male, talvolta si scrive troppo, e non sempre si scrive abbastanza»1. Azzeccare la misura non è semplice – è questione d’abito. E per far sì che calzi a pennello si dev’essere grandi artisti, o sodi studiosi. La nostra grande presunzione – concordo ancora con l’abate – è infatti «quella di voler parlare e scrivere di tutto, spesso senza altre conoscenze che quelle acquisite da alcune rapide letture o dalle conversazioni con la gente»: è bene tacere ciò che si ignora. Nella dialettica (forse falsa, come sempre) tra creare e commentare, dunque, o c’è arte o c’è studio. Non detenendo l’una e non esercitando l’altro, resta solo il silenzio – il resto è mera opinione.
Note:
- Abate Dinouart, L’arte di tacere, trad. di M. Bertolini, ed. Castelvecchi.
Auguri.
Sagge parole: che non si scriva affatto!
Basta farlo con infermità dell’anima – tanto per sparlare di cose che si ignorano -. Auguri e lunga vita al cinguettìo.
Finalmente un segno e una ricorrenza
Allora…buon anniversario tommydavid.com
A presto!
E io che pensavo che i blog servissero soltanto a scambiarsi opinioni. Considerando che anche dopo arte o studio le proprie restano sempre tali.