LETTORE – E così stai leggendo la Repubblica.
TOMMY – Sì. L’ho quasi finita, ormai.
LETTORE – Non hai parlato d’altro, ultimamente.
TOMMY – Già.
LETTORE – Eppure hai già rallentato la pubblicazione di post platonici.
TOMMY – Vero. I libri centrali sono fin troppo teoretici per i miei gusti. E poi sono pieni di roba nota.
LETTORE – E i cari vecchi post ombelicali?
TOMMY – Ci ho dato un taglio.
LETTORE – Sicuro?
TOMMY – Come no! Molti di quelli passati li ho addirittura cancellati.
LETTORE – Suvvia, non venire a dirmi che non ti prudono le mani dalla voglia di parlare di te.
TOMMY – Certo. Come tutti. Ma non ho molto da dire.
LETTORE – Com’è mai possibile, una persona interessante come te…
TOMMY – Interessante un corno. C’è noia nera. Solite cose.
LETTORE – Niente di nuovo?
TOMMY – Ho reinstallato Ubuntu. Una bomba.
LETTORE – Tutto qui?
TOMMY – Certo che no. Sto impiantandovi anche diversi software.
LETTORE – Ah.
TOMMY – No, seriamente. Installalo: ne vale la pena.
LETTORE – Si vede che non hai altre pene.
TOMMY – Sarà. Però così lasci intendere che se lavorassi mortalmente una dozzina d’ore al giorno, sarei meno noioso e mi annoierei meno.
LETTORE – No, intendo solo che sei troppo ‘tranquillo’ e non hai sproni d’alcun tipo.
TOMMY – Vorrei essere ancor più quieto.
LETTORE – Morto?
TOMMY – Forse. Riappacificato col tempo, e con lo spazio.
LETTORE – E col cielo e con la terra.
TOMMY – Soprattutto con la terra. Di quella ne ho meno che tempo.
LETTORE – Comprane.
TOMMY – Dovrei lavorare di più. Molto di più. E poi non avrei tempo per curarla.
LETTORE – Non che adesso te la stia godendo…
TOMMY – Mi accontento di poco e poco godo – godo più d’accontentarmi di poco. Altrimenti soffro.
LETTORE – Ti vedo sciupato, infatti.
TOMMY – Vorrei campare d’aria. Ché non si paga (ancora).
LETTORE – Eppure il cibo non ti manca.
TOMMY – A differenza della chitarra.
LETTORE – Ti manca la panza, invece.
TOMMY – Potrei fare di meglio.
LETTORE – Come sempre.
TOMMY – Questo è il guaio.
LETTORE – Insormontabile?
TOMMY – Vedi, Socrate ripeteva – conosci te stesso. Il tuo corpo, i tuoi limiti. Ma il pensiero si espande ben oltre il corpo, ahinoi.
LETTORE – Rendendoci presuntuosetti.
TOMMY – Unici e insostituibili, tutti. Unti.
LETTORE – Mi stai sembrando più vecchio del dovuto.
TOMMY – Si avvicina il genetliaco.
LETTORE – Embè?
TOMMY – Sto per uscire dal Club 27.
LETTORE – Indenne.
TOMMY – Questo è il danno.
LETTORE – Vorresti suicidarti?
TOMMY – A che pro senza aver prima raggiunto la fama?
LETTORE – Proprio per ciò.
TOMMY – Mi basta l’idea.
LETTORE – Come Cioran.
TOMMY – Che a 22 anni aveva già scritto e pubblicato Al culmine della disperazione.
LETTORE – Proprio perché era al culmine della disperazione.
TOMMY – Ti sembro tanto più felice, io?
LETTORE – Non patisci la fame.
TOMMY – A sprazzi.
LETTORE – Il tetto non ti manca.
TOMMY – Non è mio.
LETTORE – Un letto ce l’hai.
TOMMY – La mattina mi sveglio col mal di schiena.
LETTORE – Bevi?
TOMMY – Non ho più il fegato.
LETTORE – Di fumare non fumi.
TOMMY – Sono abbastanza fumoso di mio.
LETTORE – Tutto fumo e niente arrosto.
TOMMY – Nemmeno. Il fumo è visibile, almeno.
LETTORE – Il vapore però è più salutare.
TOMMY – Non direi.
LETTORE – Ti senti una nullità.
TOMMY – Mi credi una celebrità?
LETTORE – Muoiono più ignoti che noti.
TOMMY – La morte di un noto è un’altra cosa.
LETTORE – Mi stai annoiando.
TOMMY – Vedi?
LETTORE – E poi la morte livella tutti.
TOMMY – Te la darei io, una bella livella in testa!
LETTORE – Dovresti fare del moto.
TOMMY – Non ho la moto.
LETTORE – Del nuoto.
TOMMY – Sono inetto.
LETTORE – Buttati in acqua.
TOMMY – Ci morirei.
LETTORE – È quel che vuoi.
TOMMY – Non saprei.
LETTORE – Il tuo male è sconoscere la volontà.
TOMMY – E sconoscere Schopenhauer.
LETTORE – E Chopin.
TOMMY – Mi hanno cresciuto con Chobin, ahimè.
LETTORE – Potresti fare un figlio e crescerlo con chi meglio credi.
TOMMY – Con chiunque, purché non con me.
LETTORE – Eppure…
TOMMY – Eppure mio padre alla mia età era già tale.
LETTORE – Erano altri tempi.
TOMMY – Si stava meglio.
LETTORE – Quando si stava peggio.
TOMMY – Giravano più soldi.
LETTORE – Ne sei certo?
TOMMY – Io sono il bancario, lei il banchiere.
LETTORE – Negli anni ’80 maneggiavi solo monetine da 200 lire.
TOMMY – Con cui infarcivo i videogiochi.
LETTORE – Ti mancano quei tempi?
TOMMY – La loro beata incoscienza, soprattutto.
LETTORE – Credevo il tuo fine fosse quello di incrementare la coscienza, conoscendo meglio te stesso.
TOMMY – Nonché gli altri. La libreria incombe.
LETTORE – Incubi!
TOMMY – Non li ricordo.
LETTORE – Addio inconscio?
TOMMY – Addio sogni.
LETTORE – Di rock ‘n roll.
TOMMY – Rochenròl.
LETTORE – Bisogna saper perdere.
TOMMY – Bisogna perdere i sogni e i bisogni.
LETTORE – Coltivando l’orto?
TOMMY – Concimandolo.
LETTORE – È ora di metterlo a riposo.
TOMMY – Ovvio: è maggio.
LETTORE – Ci si risente quando sarai uscito dai tempi bui.
TOMMY – O sia quando sarò entrato negli spazi luminosi.
Davide Tomasello
Suvvia, Davide, così m’intristisci.
Per me… o per te?
Geande!
Con ‘sta doppia citazione (Cremonini più Fracchia e la Belva umana credo) ti sei guadagnato la cancellazione dal mio feed reader!
E io che credevo di aver citato Lucio e Luciano…
Per entrambi!
Mal comune mezzo gaudio?
questo l’ho letto
E cosa ne hai concluso?