a. Io davvero non so se siamo nani sulle spalle di giganti così riusciamo a vedere più lontano; temo tanto che i giganti siano di sabbia, e noi troppo impietriti di rabbia. So per certo tuttavia che sulle nostre teste incombono non delle spade di Damocle ma dei soffitti d’argilla cotta.
b. Qualcuno con la testa più dura del coccio può spuntarla, facendola spuntare oltre il tetto dorato1 della mediocrità – dell’essere nessuno per i più. Certo, talora la lotta è più letale della lotteria, se è vero che la letteratura è la più grande aspirazione del vero lettore2.
c. Il saggista saggio è solo – colui che viene riconosciuto tale grazie al filtro del tempo3. Ovviamente blandire il tempo crudele4 invocandolo per nome, con la maiuscola, è un sistema vecchio e stupido; sì come autoelevarsi al pantheon è ben poco divino – ma molto cristiano.
Note:
«Penso che vivere in Italia e aver scritto in italiano le mie opere, mi sconsola talmente tanto d’avermi fatto desiderare di morire» (da un’intervista ad Aldo Busi) (il resto l’ha citato Lucas).
Sura CII. Al-’Asr
(Il Tempo)
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
Per il Tempo!
Invero l’uomo è in perdita,
eccetto coloro che credomo e compiono il bene, vicendevolmente
si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.
Perdona la citazione, ma quel raccomandarsi la verità mi ha sedotto.
uh ma non avevo visto le funzioni, che rinco.
Oh, se ci mettiamo di mezzo pure la religione non ne usciamo più. Ci basti la genialata di Agostino:
Prendiamo poi quell’altra massima di Wittgenstein:
Tanto ci avanzi.
Mmm…che strana economia da parte tua, prende forma qualcosa?
Si mira al nocciolo. Se c’è.