Una settimana lontano dai molti come non accadeva da mesi. Uno squarcio nella vita cittadina, un affronto alle locali consuetudini sociali per riconquistare il tempo e riappropriarsi dello spazio. Sono state soprattutto queste vittorie fugaci ad averci fatto percepire l’appartamento come innaturale, come nido non idoneo, come frigido rifugio. Niente ronzii, niente crepitii, nessuna traccia mielata che non fosse subito ricoverta di particolato. Qua, in vece, la tecnica è pervasiva. Tutto è trappola, sì come là è tutto fregola.
Qua tutto è volto in contesa. Il prossimo ha sempre la sua da dire. L’amabile prossimo – parente, amica, comare, cugina, vicina – ha i soliti buoni consigli da ammannire, e il primo obiettivo di un consiglio è quello di fare risparmiare tempo. Ma il tempo risparmiato è tempo sottratto ad altro. È tempo tolto a torto al ciclo delle stagioni; è tempo rubato allo spazio sacro e inviolabile del proprio tempo. Amici, sarò fuori dal tempo e dallo spazio, ma non sopporto più la città e la gente che contiene. A cominciare dalla più vicina.

io sono piuttosto lontano
(sto considerando l’eremitaggio… però si parte avvantaggiati con il vasto podere da filosofo ellenizzante in campagna! mi serve anche a me!)
(no ma sarebbe un eremitaggio balzano… ci va qualcosa di meno impegnativo…)
Immagino…Che posso dirti? cerca di trovare uno spiraglio. Qualsiasi aggregato urbano e sociale, caotico o ordinato che sia credo che faccia un effetto straniante per chi ha voglia di altro…
Resisti…
Alex: il problema dell’eremitaggio sarebbe il sostentamento (almeno per me che non sono ereditiero come la maggior parte dei filosofi storicamente esistiti…). Da ciò ogni dramma.
Miryam: resisterò. Chiuso nello stanzino, però.
Anch’io cercherò di resistere, tra lo stanzino ove si trova la mia brandina e lo “stanzone” a cinque piani in cui ogni mattina scalcio silenziosamente…
Buona fortuna…
m’era parso di capire che quando ti ritiri in aperta campagna sia un po’ come un eremitaggio, per questo ne avevo parlato. concordo che il vero eremitaggio sarebbe un lusso, ma è solo perché siamo abituati alle comodità
per curiosità: l’insofferenza te l’ha costruita la filosofia o ce l’avevi già? (io sono insofferente da sempre)
Sì, è un po’ come un eremitaggio, ma dura troppo poco.
E l’insofferenza è congenita. La filosofia l’ha solo accentuata.
Ma che vuoi dire con ‘più vicina’?
Vuoi sapere se spazialmente o temporalmente? (Entrambi.)