Pesci

Domenica sera, una temperatura prossima allo zero (in Sicilia!), un b(r)anco di proletari in una mastodontica chiesa in cemento armato linda e possente, una neonata incappottata e guarnita di cartine geografiche (sì, regalatele da lei). Tre mesi di vita, ed è già tempo di battesimo. Affinché Satana venga scacciato da quel corpicino (parole del parroco, eh) (che poi, mi chiedo: se hanno abolito il limbo, cosa rischiano i neonati a non farsi battezzare?). Per accogliere una nuova cristiana nel seno della Madre Chiesa (sempre detto dal suddetto) (ecco cosa rischiano, i cristiani: meno cristiani). Trattengo a stento le lacrime (di tristezza in un occhio, d’ilarità nell’altro). Chi non smette di versarne è la bimba, con la benedizione e la simpaticissima battuta conclusiva e maschilista del prete («si vede che sono femmine – si fanu sientiri») vestito di viola che quest’anno è tanto fèscion e occhieggia qua e là per tutta la chiesa. Reprimo moti di sdegno, vorrei spernacchiare nel bel mezzo del mistero (la “luce di Cristo che scende sull’infante”: io non la vidi…), poi invece finisco per inveire contro la consorte e tutte le incombenze sociali alle quali mi costringe. Purtroppo non è nemmeno consolatorio il pranzo, come potrebbe suggerire il buon Antonio (il massimo esperto di bon ton ch’io conosca): ormai è mediocre e insipido – a dispetto della bella parvenza – nonché in esagerata quantità, come la gente che mi tedia e m’assedia.

antipasto

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8 risposte a Pesci

  1. aracnor scrive:

    dove avete mangiato? 318? :D

  2. renzo scrive:

    Marò, tuttu stu burdellu ppi na vattiata?
    Pardon, ma tu, io, la tua consorte, le meglio menti che tu e io si conosca, non sono tutti vattiati? Questo fatto ti ha turbato, condizionato, cambiato in qualche modo? Perché a me NO. Ti dirò, mi sento più consapevolmente a-teo del mio unico amico non battezzato all’origine: mi hanno iscritto ad un club e io ne sono volontariamente uscito.

    Ma forse è l’obbligo che ti ruga, il DOVER partecipare a codesti riti sociali, interagire con le persone, far parte della società accettandone aspetti poco graditi. Be’, Tommy, mi pare che ognuno sia libero di scegliere in che misura accettare di venire a compromessi con gli obblighi della società e che non siamo nell’ottocento. Nessuno ti costringe VERAMENTE a intrattenere rapporti con nessuno. Basta non aver paura a passare per stronzi, basta non voler piacere a tutti, compresi quelli che non ci piacciono.
    Rifiutati ad ogni costo e avrai tutta la mia stima. Oppure accetta la cosa e demoliscila dall’interno. Io mi diverto un mondo a intavolare discussioni su fede e ateismo a matrimoni e battesimi.

  3. Aracnor: no, al Baglio, il nuovo sciccosissimo luogo dei ragusani in (o sia dei massari arrinisciuti).

    Renzo: stronzi i nostri genitori allora (tanto più quelli di Ossidia che, già atei, hanno deciso di farle fare la trafila catechistica per non farla sentire “diversa” – dicono).
    Quanto al partecipare: è vero, nessuno mi obbliga (a parte in pratica la consorte che sennò poi piange e mi tiene il muso per mesi). Consapevoli di ciò, mi dicono – vienici almeno per il “mangiare”. Ma anche la qualità di questo è scemata, ahimè.
    P.S. Niente discussioni; non c’è abbastanza materia grigia (e io non sono tipo da comizi).

  4. antonio scrive:

    Tommy, sante parole le tue quando sveli il motivo già non nascosto del perché nostra Madre Chiesa impone il battesimo ai neonati. io sono convinto che non c’è niente che la mette più in imbarazzo del dover dare spiegazione di questa violenza. Se la cavano con maggior disinvoltura quando gli obietti che il loro dio non è compatibile col male o l’imperfezione del mondo o quando gli spiattelli in faccia che l’universo non ha bisogno di essere definito “creato”.
    Infine un consiglio: in simili consessi devi divertirti, anche quando il cibo non mantiene quel che promette. Io ti suggerisco di mostrarti ipergentile, quasi stucchevole, superrafinnato ma in una maniera tale che nessuno ti possa rimproverare di essere scortese o insocievole e che al contempo i diretti interessati (almeno una parte di loro) possano percepire come per intuizione che il tuo in realtà è solo disprezzo e senso di superiorità di chi non si abbassa a cercare lo scontro con creature insignificanti. Io l’ho provato di recente, sapessi come ci restano male…

  5. Già, il battesimo dei neonati è tra le cose più ingiustificabili e meno giustificate, di fatto – a maggior ragione che, come ho detto, non esiste più (sic!) il limbo. Ma è anche una delle cose di cui la moltitudine dubita meno: si deve battezzare, punto. (Più che altro mi chiedo se la moltitudine dubiti mai di qualcosa, specie se proveniente da siffatte autorità…)

    In simili consessi, purtroppo, non riesco proprio a divertirmi. Non sono un bravo attore, no; non so simulare cordialità né cortesia. Riesco solo a star chino sul piatto con espressione che dall’annoiato vira all’impaziente (perché tra una portata e l’altra tutta quell’attesa?) e infine all’occhio spento del satollo; poi la notte, a casa, son pure cazzi per digerire tutto quello schifo.

  6. Ossidia scrive:

    @Tommy: mi pare di averti detto più volte che eri libero di non venirci, avrei inventato una febbre o un qualsiasi malanno ipercontagioso. Nonostante questo, sei venuto lo stesso, perché? Due possibili risposte: 1)ti deprimi a restar solo la domenica 2)vieni per avere nuovo materiale con cui tormentarmi e compiacerti diquantofaschifolagentetuinveceseimoltomeglio, roba da adolescente frustrato.

  7. Mia cara, chi è che ha detto: «almeno i miei sono i meno buzzurri, là dentro»? :lol:

    Come sai, ciò di cui t’accuso è l’avermi fatto entrare in contatto esclusivamente con gente di tale schiatta. Da questo punto di vista posso solo concludere, logicamente, che tutti i ragusani che conosco fanno schifo. E la logica non è né adolescenziale né roba da frustrati…

    Tornando all’imposizione del battesimo e alla sua giustificazione, notare le finezze del Teologo.

  8. Al solito, la pagina più interessante sulla questione rimane sempre quella dell’UAAR dedicata allo sbattezzo.

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