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> <channel><title>Commenti a: Della filosofia (e) della noia</title> <atom:link href="http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/</link> <description>Narrazioni filosofiche e filosofie narrate</description> <lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 22:58:02 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3415</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sun, 13 Dec 2009 15:58:37 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3415</guid> <description>Red Or(d): esaltante la tua testimonianza. Un po&#039; mi rincuora; mi fa baluginare, in un futuro remoto, dei ripensamenti - delle letture che credevo impensabili e che magari considererò indispensabili. Ma per ora la penso in quel modo...
Interessante anche il suggerimento dell&#039;ultimo paragrafo - la ricerca della continuità filosofica. Non ne sono molto convinto; ma probabilmente è vero che è una visione storica, o peggio manualistica, a porre soverchie distinzioni. Ora come ora mi sembra assai più monolitica la scienza. Ma probabilmente, fino a non troppi decenni addietro, era la filosofia - unica scienza - ad apparire solida e salutare.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Red Or(d): esaltante la tua testimonianza. Un po&#8217; mi rincuora; mi fa baluginare, in un futuro remoto, dei ripensamenti &#8211; delle letture che credevo impensabili e che magari considererò indispensabili. Ma per ora la penso in quel modo&#8230;</p><p>Interessante anche il suggerimento dell&#8217;ultimo paragrafo &#8211; la ricerca della continuità filosofica. Non ne sono molto convinto; ma probabilmente è vero che è una visione storica, o peggio manualistica, a porre soverchie distinzioni. Ora come ora mi sembra assai più monolitica la scienza. Ma probabilmente, fino a non troppi decenni addietro, era la filosofia &#8211; unica scienza &#8211; ad apparire solida e salutare.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Red Ord</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3414</link> <dc:creator>Red Ord</dc:creator> <pubDate>Sat, 12 Dec 2009 14:13:05 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3414</guid> <description>Che magnifica discussione avete imbandito,rilanciandovi acute confessioni di disagio e d&#039;amore per la filosofia !
Io per tanto tempo, quando la mia unica occupazione era cercare di capire qualcosa della filosofia, in realtà mi annoiavo a morte, come un forzato ai lavori. Avevo L&#039;impressione di cercare qualcosa nel posto sbagliato o di venir preso in giro, o semplicemente di non comprendere il linguaggio. Oscurità gratuite o banalità insulse e disarmanti raccoglievo. E soprattuto curiosità e polemiche arbitrarie.
Poi, quando per necessità mi sono dovuto occupare di altro, sospendendo la mia forzata vicinanza, quando ho rimosso e cancellato l&#039;imperativo morale di capirci qualche cosa, ecco l&#039;illuminazione,
Quelle volte che ritornavo ad un testo, come tutto scorreve bene, con un senso di libertà, fantasia, come una eccitante avventura, sempre nuova e meravigliosa, e in tutti i filosofi (quasi tutti). Finalmente ascoltavo, senza pregiudizi.
Da ciò ho tratto la convinzione che la filosofia è emanazione della nostra libertà.
Sono fermamente convinto che se ci si approccia alla filosofia come ad una rivelazione di &quot;verità&quot;, come pretende Sgalambro, la filosofia non può che annoiare, essere insostenibilmente pretenziosa, ripugnante o ridicola.
Se invece la si prende come una architettura del pensiero, come un gioco, come una composizione musicale, allora se ne comprende il valore insostituibile.
Dalla filosofia non mi attendo più &quot;la verità&quot;, figuriamoci, la verità è un fatto che può essere detto in due parole, nasci e crepi; ma &quot;la critica&quot;, la libertà, l&#039;origine di una seconda nascita spirituale, la messa in dubbio e la pretesa a richiedere la giustificazione finale di ogni fatto (così trovo ora Cartesio, il noiosissimo, di una vitalità insopprimibile e perdurante, e scopro che in questa ottica  la critica al pensiero oggettivante e rappresentativo fatta magistralmente da  Hegel vale quanto la critica al dominio della volontà di fatta Schopenhauer o la critica al linguaggio di Wittgenstein).
Attualmente se per esempio leggo Kierkegaard non mi faccio impressionare dalla superficie antihegeliana, ma mi lascio sedurre, per esempio dall&#039;uso della critica dialettica che Soren fa e che è assolutamente hegeliano. In sostanza a me non interessa se Soren aveva fede o no, ognuno si prega chi vuole, ma se mi fa fare un giro nell&#039;otto volante della speculazione. E lui il biglietto lo stacca, eccome. Ti capita così di leggere Derrida che in &quot;Donare la morte&quot; rifa il movimento di pensiero di Kierkegaard, senza il contenuto pesante dell&#039;apologia cristiana.
Da qui una ulteriore audacia. Credo che nei manuali, come nei giornali, si risolva molto nella polemica di dettaglio e si sorvoli assolutamente sui tratti di continuità tra pensatori quando esercitano questa arma micidiale ed inquietante che è il pensare. Ma per una didattica filosofica all&#039;altezza della tradizione quello che prima si dovrebbe affrontare sarebbe proprio fsr emergere cosa hanno in comune i filosofi, e non ciò su cui si distinguono. Così si potrebbe vedere come Aristotele ha in comune con Platone tutto l&#039;essenziale. E&#039; questo essenziale che non è noioso. Essenziale in Aristotele e Platone è l&#039;idea di forma. Immanenza o trascendenza sono queastioni di dettaglio, e in definitiva noiose e stucchevoli, facilmente ribaltabili. Tanto è vero che i neoplatonici poi consideravano Aristotele e Platone integrabili.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che magnifica discussione avete imbandito,rilanciandovi acute confessioni di disagio e d&#8217;amore per la filosofia !</p><p>Io per tanto tempo, quando la mia unica occupazione era cercare di capire qualcosa della filosofia, in realtà mi annoiavo a morte, come un forzato ai lavori. Avevo L&#8217;impressione di cercare qualcosa nel posto sbagliato o di venir preso in giro, o semplicemente di non comprendere il linguaggio. Oscurità gratuite o banalità insulse e disarmanti raccoglievo. E soprattuto curiosità e polemiche arbitrarie.</p><p>Poi, quando per necessità mi sono dovuto occupare di altro, sospendendo la mia forzata vicinanza, quando ho rimosso e cancellato l&#8217;imperativo morale di capirci qualche cosa, ecco l&#8217;illuminazione,<br
/> Quelle volte che ritornavo ad un testo, come tutto scorreve bene, con un senso di libertà, fantasia, come una eccitante avventura, sempre nuova e meravigliosa, e in tutti i filosofi (quasi tutti). Finalmente ascoltavo, senza pregiudizi.</p><p>Da ciò ho tratto la convinzione che la filosofia è emanazione della nostra libertà.<br
/> Sono fermamente convinto che se ci si approccia alla filosofia come ad una rivelazione di &#8220;verità&#8221;, come pretende Sgalambro, la filosofia non può che annoiare, essere insostenibilmente pretenziosa, ripugnante o ridicola.</p><p>Se invece la si prende come una architettura del pensiero, come un gioco, come una composizione musicale, allora se ne comprende il valore insostituibile.</p><p>Dalla filosofia non mi attendo più &#8220;la verità&#8221;, figuriamoci, la verità è un fatto che può essere detto in due parole, nasci e crepi; ma &#8220;la critica&#8221;, la libertà, l&#8217;origine di una seconda nascita spirituale, la messa in dubbio e la pretesa a richiedere la giustificazione finale di ogni fatto (così trovo ora Cartesio, il noiosissimo, di una vitalità insopprimibile e perdurante, e scopro che in questa ottica  la critica al pensiero oggettivante e rappresentativo fatta magistralmente da  Hegel vale quanto la critica al dominio della volontà di fatta Schopenhauer o la critica al linguaggio di Wittgenstein).</p><p>Attualmente se per esempio leggo Kierkegaard non mi faccio impressionare dalla superficie antihegeliana, ma mi lascio sedurre, per esempio dall&#8217;uso della critica dialettica che Soren fa e che è assolutamente hegeliano. In sostanza a me non interessa se Soren aveva fede o no, ognuno si prega chi vuole, ma se mi fa fare un giro nell&#8217;otto volante della speculazione. E lui il biglietto lo stacca, eccome. Ti capita così di leggere Derrida che in &#8220;Donare la morte&#8221; rifa il movimento di pensiero di Kierkegaard, senza il contenuto pesante dell&#8217;apologia cristiana.</p><p>Da qui una ulteriore audacia. Credo che nei manuali, come nei giornali, si risolva molto nella polemica di dettaglio e si sorvoli assolutamente sui tratti di continuità tra pensatori quando esercitano questa arma micidiale ed inquietante che è il pensare. Ma per una didattica filosofica all&#8217;altezza della tradizione quello che prima si dovrebbe affrontare sarebbe proprio fsr emergere cosa hanno in comune i filosofi, e non ciò su cui si distinguono. Così si potrebbe vedere come Aristotele ha in comune con Platone tutto l&#8217;essenziale. E&#8217; questo essenziale che non è noioso. Essenziale in Aristotele e Platone è l&#8217;idea di forma. Immanenza o trascendenza sono queastioni di dettaglio, e in definitiva noiose e stucchevoli, facilmente ribaltabili. Tanto è vero che i neoplatonici poi consideravano Aristotele e Platone integrabili.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3413</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sat, 12 Dec 2009 11:46:49 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3413</guid> <description>Sì, sono una noia anche loro. Soprattutto loro.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sì, sono una noia anche loro. Soprattutto loro.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Conosci</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3412</link> <dc:creator>Conosci</dc:creator> <pubDate>Sat, 12 Dec 2009 08:44:27 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3412</guid> <description>Filosofi del Circolo di Vienna, Rudolf Carnap, Willard Van Orman Quine.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Filosofi del Circolo di Vienna, Rudolf Carnap, Willard Van Orman Quine.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: antonio</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3411</link> <dc:creator>antonio</dc:creator> <pubDate>Fri, 11 Dec 2009 07:35:10 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3411</guid> <description>Evidentemente, sicuramente una depravata questa tizia.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Evidentemente, sicuramente una depravata questa tizia.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3410</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:41:01 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3410</guid> <description>Evidentemente vantare la lettura di Hegel fa figo. O risolleva d&#039;un tratto dall&#039;accusa di ignoranza.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Evidentemente vantare la lettura di Hegel fa figo. O risolleva d&#8217;un tratto dall&#8217;accusa di ignoranza.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: alex</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3409</link> <dc:creator>alex</dc:creator> <pubDate>Thu, 10 Dec 2009 21:20:06 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3409</guid> <description>io ricordo qualche anno fa un&#039;intervista di sara tommasi, che aveva fatto il calendario (che &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; ho acquistato perché non mi piace) e che diceva di essere laureata bene in bocconi e che la sua lettura preferita era hegel.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>io ricordo qualche anno fa un&#8217;intervista di sara tommasi, che aveva fatto il calendario (che <em>non</em> ho acquistato perché non mi piace) e che diceva di essere laureata bene in bocconi e che la sua lettura preferita era hegel.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3408</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Thu, 10 Dec 2009 18:20:39 +0000</pubDate> <guid
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isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3407</guid> <description>Appunto, attento filologo! A parte il significato più triviale della frase va considerato quello più profondo: in genere il testo filosofico è niente, inconsistente. In genere.
Chi si godesse la vita con Hegel sarebbe un depravato, nonchè, più semplicemente, uno sciocco: Hegel impone un impegno, fatica, dolore; del resto ipse dixit che la filosofia, la vera filosofia, si intende, non può suscitare autentico entusiasmo o, peggio ancora, gioia.
Chi gode con Selen è un depravato, nonchè, più semplicemente, uno sciocco. Come ci si può sollazzare guardando qualcuno che fornica, che per di più si fa pagare per farlo e che ignora bellamente che tu esisti così come sei, proprio tu, con la tua impudicizia tutta singolare?
Chi godesse con entrambi sarebbe incommentabile. Ma in verità, per il punto 1, questa è una situazione che non si può verificare.
Ad ogni modo, &quot;nessuno gode, perchè ognuno sente e quindi pena&quot; (dalla &quot;Quadruplice radice di ragion sufficiente della saggezza spicciola per vecchiette&quot;, risentite, aggiungerei io).</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Appunto, attento filologo! A parte il significato più triviale della frase va considerato quello più profondo: in genere il testo filosofico è niente, inconsistente. In genere.<br
/> Chi si godesse la vita con Hegel sarebbe un depravato, nonchè, più semplicemente, uno sciocco: Hegel impone un impegno, fatica, dolore; del resto ipse dixit che la filosofia, la vera filosofia, si intende, non può suscitare autentico entusiasmo o, peggio ancora, gioia.<br
/> Chi gode con Selen è un depravato, nonchè, più semplicemente, uno sciocco. Come ci si può sollazzare guardando qualcuno che fornica, che per di più si fa pagare per farlo e che ignora bellamente che tu esisti così come sei, proprio tu, con la tua impudicizia tutta singolare?<br
/> Chi godesse con entrambi sarebbe incommentabile. Ma in verità, per il punto 1, questa è una situazione che non si può verificare.<br
/> Ad ogni modo, &#8220;nessuno gode, perchè ognuno sente e quindi pena&#8221; (dalla &#8220;Quadruplice radice di ragion sufficiente della saggezza spicciola per vecchiette&#8221;, risentite, aggiungerei io).</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2009/12/10/della-filosofia-e-della-noia/#comment-3406</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:51:04 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=1827#comment-3406</guid> <description>Temo che tu parli da logico, o sia da latino, nella tua (pen)ultima sentenza. Cionondimeno apprezzo, come sempre, la coerenza cosmica e dolorosa del tuo pensiero. E&#039; il richiamo finale a lasciarmi perplesso: gli uni si godono la vita con Hegel, sinceramente; gli altri con Selen. Alcuni con ambodue, peraltro...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Temo che tu parli da logico, o sia da latino, nella tua (pen)ultima sentenza. Cionondimeno apprezzo, come sempre, la coerenza cosmica e dolorosa del tuo pensiero. E&#8217; il richiamo finale a lasciarmi perplesso: gli uni si godono la vita con Hegel, sinceramente; gli altri con Selen. Alcuni con ambodue, peraltro&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
