Un anno tra i babbi

È passato un anno da quando sono tornato in città, mettendo da parte superbi anni vigneschi – praticamente la vita alla quale aspiravo in eterno. Un anno e non una parola sui concittadini; un motivo ci sarà. In effetti, per chi viene da Catania, Ragusa non è particolarmente interessante. È una cittadella che sonnecchia, in tutti i sensi. I ragusani, poi – forse mi sbaglio, forse generalizzerò – sono tra le genti più insignificanti che si possano immaginare. Cortesi, per carità (qualità sconosciuta agli etnei), tuttavia ipocriti; ottusi, mediamente ignoranti e mediocri tanto quanto ricchi (e si lamentano pure che i soldi non bastano!), amanti delle auto nuove (sin dalla più tenera età), esteriormente praticanti, in una parola puliti.

Ragusa Ibla

In questo senso coglie nel vero Nonciclopedia quando afferma che ai ragusani non interessa la cultura; e, più compiutamente, che «L’economia ragusana si fonda sui negozi, i quali vendono prodotti costosissimi, rendendo così il ragusano felice. Lo scopo di ogni cittadino infatti è sperperare le proprie ricchezze in abiti ricercatissimi, da poter sfoggiare con l’auto appena comprata». Azzardo l’ipotesi che tutto ciò derivi dal loro ancora recente passato di massari – nobile incombenza misera abbandonata a favore di ben altre masserie –, il che li rende oggi dei perfetti e perpetui parvenu1.


Note:
  1. A uso e consumo del ragusano qua incautamente capitato: “persona che ha acquisito una condizione economica e sociale superiore senza adeguarsi ai modi ed alle maniere del nuovo contesto di appartenenza” (da Wikizionario). Insomma: c’haviti i soddi, ma sempri gnuranti ristati
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15 risposte a Un anno tra i babbi

  1. renzo scrive:

    Ok, qua serve un fiero nativo della provincia di Ragusa per riequilibrare la faccenda.

    I serricultori vittoriesi, a partire da quel leggendario pioniere tornato dall’Olanda nei ’50, hanno rivoluzionato l’agricoltura della regione. Ridurli a parvenu è terribilmente snob e riduttivo. Sarebbe più esatto dirli coraggiosi e intraprendenti.

    Poi c’è la ricostruzione di Ibla in 10 anni, un modello per tutto il meridione. Forse non lo sai, ma Ibla nei ’90 era abbandonata, c’era un solo pub che si chiamava u’ risintuoriu, un appartamento valeva 10 milioni. Un mio amico ne ha comprato uno e oggi si trova un B&D a Ibla.

    Per non parlare del reparto di rianimazione dell’ospedale di vittoria, di Bufalino, del mercato ortofrutticolo più grande del meridione, di luca marin, della stagione teatrale del comunale di vittoria negli ultimi 30 anni, del Golden d’essai negli ultimi 30 anni, dell’olio Pianogrillo, della cioccolata modicana, di Ciccio Sultano, delle due dop e un docg ottenuti per cerasuolo, nero e frappato, di Francesco Cafiso, di note di notte, etc etc etc.

  2. renzo scrive:

    Ossidia, digli qualcosa, fagli qualcosa. Tutto ma non dargli ragione.

  3. Dunque. Anzitutto io ho parlato della città piuttosto che della provincia; e degli abitanti più che della città.

    Non conosco Vittoria se non per la pessima cronaca di questi ultimi tempi (o di sempre?). Sapevo invece di Ibla e del suo passato in abbandono; adesso è veramente piacente – ma ciò non va genericamente a vantaggio dei suoi abitanti!

    In altre parole: non è che la bontà del cosacavadu può farmi ricredere sui suoi produttori (diciamo – sulle loro peculiarità mentali) più di tanto… (Probabilmente la cosa è reciproca. Qua da laureati siamo guardati quasi con timore, misto a curiosità e forse disprezzo…)

    A proposito, la consorte concorda; anzi mi ha detto se forse non è stato addirittura il suo giudizio ad avere influenzato il mio…

    P.S. Perché non ti fai assumere come ambasciatore degli Iblei nel mondo? :lol:

  4. Miryam scrive:

    …impietoso come sempre…

  5. renzo scrive:

    Con la mia “lista di cose buone” volevo farti notare che l’eccellenza esiste anche in provincia di Ragusa.

    Tu dirai che ti riferivi al ragusano medio, che sarebbe più mediocre e ottuso dell’italiano medio.

    E chi sarebbe costui? Il mio consiglio è CAMBIATE FREQUENTAZIONI.

    La rinnegata concorda, pfui!

  6. @Miryam: pensa a quelle capre dei tuoi allievi del rinomatissimo liceo: quanti 8 avrai messo, uno, due? E quanti 3 e 4 invece? :-P

    @renzo: senza esclusione, tutti quelli che abbiamo frequentato erano mediocri (parliamo all’imperfetto, suvvia, così non si offende nessuno…). Certo, forse è dovuto al fatto che Ragusa non è esattamente una città universitaria – del resto a Catania le (poche) persone interessanti mica le avevamo conosciute per strada…

    Ad ogni modo, ti ripeto, è un’impressione generica, per quanto granitica. Non escludo che possano esservi eccellenze anche qui. Probabilmente però non hanno siti internet – così come la maggior parte dei ragusani non hanno la connessione… ;-)

  7. Ossidia scrive:

    Renzo, tu sei lontano e vedi tutto avvolto in una patina di malinconia, torna a stare qui sei mesi e ne riparliamo.

  8. Se ci fai caso ha parlato più di cibi che di persone… :-P (E tra quelle poche che ha citato, uno è cuoco…) :lol:

  9. renzo scrive:

    Sgrunt, sgrunt e ancora sgrunt!

    Ad ogni modo escludo che a Pavia sia meglio. E di catania è meglio non parlare, poffarbacco, ci ho vissuto 4 anni.

    Che di parvenu a catania c’è una lunghissima tradizione.

  10. Eh, ma infatti di Catania non si fa parola. Si può solo dire che i suoi abitanti siano mediamente più “genuini” dei ragusani… :lol:

    Comunque ribadisco che il problema più serio di Ragusa è che la cultura vi latita. Per il resto la dorata borghesia che la abita, se non altro, è “tranquilla” (pure troppo…).

  11. E comunque non credo che Pavia sia tagliata dal mondo come Ragusa. Qualcosa ve la organizzeranno (convegni, concerti ecc.); ad ogni modo vedo che non è troppo lontana da centri “importanti” (tre quarti d’ora di autostrada da Milano, mi dice Google Maps, e meno di due ore da Torino – nello stesso tempo io arrivo a malapena a Catania, e tramite una strada di merda…).

  12. renzo scrive:

    Avà, e si ti ricu ca a Rraùsa ci fanu noti ri notti tu m’arrispunni: ma su’ i rrausani ca su babbi, e si ti ricu ca rrausani, catanisi, pavisi e italiani su tutta na rrazza tu mi parri di cuncerti e manifistazziuna!

  13. Eheheh… forse hai ragione. Ma una sola manifestazione non rende i ragusani migliori (e poi, hai visto che prezzi, e che “artisti” – la Ferreri! – c’erano quest’anno? E poi i concerti costavano tutti uno sproposito. Inoltre, nessuno si è tenuto a Ragusa!).

    Insomma, le due cose si influenzano: gente più interessante vivrebbe in un contesto più culturale, e viceversa…

    (Ok, sono razzista, determinista e lamintusu…) :lol:

  14. Miryam scrive:

    Non so se te la stai passando meglio tu o io…
    Quando ci vedremo faremo bilanci…

  15. Meglio? Peggio? Dobbiamo cominciare seriamente ad attribuire valori qualitativi alle nostre misere esperienze?

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