Ci sono un sacco di falsi vegetariani in giro, un po’ per disinformazione un po’ per pigrizia. Assumiamo una cosa: è vegetariano chi non consuma prodotti derivanti dalla morte di animali1. Questo significa che chiamiamo tranquillamente vegetariano chi consuma latte e uova, benché prodotti spesso con maltrattamento di animali, ma tant’è.

Ora, un vegetariano convinto inorridisce di fronte alla proposta di ingerire una bistecca. Ma non si preoccupa affatto di ingurgitare pane, non sapendo che sovente è addizionato di strutto. O di lavarsi con una saponetta, salvo scoprire che anch’essa è fatta con grassi animali. Magari poi calza pure un bel paio di scarpe in cuoio e ha una borsa in pelle, e si esalta per l’ultima sciccosissima innovazione…
Note:
- “Animali” è impreciso, però – sospetto che ingeriamo inconsapevolmente un sacco di animaletti minuscoli quotidianamente –; “invertebrati” escluderebbe i cefalopodi; dire “animali superiori” è poco elegante… Ma tant’è; sono puntualizzazioni troppo pignole, forse.
Ho un giubbotto di VERA pelle; ce l’ho dal secondo liceo. Lo butto? Prevale la decrescita o il vegetarianesimo?
Bel dilemma. Io direi che buttarlo adesso non salverebbe la vita del vitello che fu; quindi – decrescita. (Anch’io ho comprato due poltrone di vera pelle. Usate.) (Ok, io non sono esattamente vegetariano…)
Dunque: è impossibile che il vegetarianismo sia “retroattivo”; però che vi sia almeno un po’ di coerenza nel presente!
Io conosco anche vegetariani che lasciano i propri animali soli a casa a morire di fame e sporcizia.
Dal canto mio vegetariana lo sono non peddaffinta ma peddavero, solo che procedo a gradi: ho iniziando non comprando più roba di pelle, poi eliminando la carne, poi il pesce…a breve smetterò di lavarmi
* per gradi
* ho iniziato
Perdonami, sono stanca.
Non è necessario smettere di lavarsi; basta stare attenti a comprare saponette 100% vegetali (niente sodium tallowate tra gli ingredienti); meglio ancora sarebbe farsi il sapone da sé – è quel che faccio io…
P.S. Ti ho corretto pure l’url: senza il www iniziale non funziona…
Ah vedi, questo non lo sapevo…d’ora in poi ci starò attenta.
Eh farmi il sapone da me sarebbe bello, forse quando sarò un po’ più libera.
P.S. Grazie, sono sempre più rimbambita.
Ci sei stata così attenta che hai dimenticato di nuovo il “www”…
Va’ a riposare, ti scongiuro. (Che poi, se non sei libera ora – subito dopo la laurea – quando speri più di esserlo?)
Penso che piu’ che altro sia disinformazione: molti non hanno idea in quanti prodotti sia presente la gelatina, o lo strutto (che poi, se uno ha serie intenzioni, il volersi informare viene da se’).
Per l’abbigliamento: io ho dato via due paia di scarpe (della mia adolescenza, ma ancora come nuove) che avevano elementi in cuoio e pelle, anche perche’ l’odore della concia mi dava la nausea. Non compro cuoio / pelle da molto tempo prima di essere diventata vegetariana.
Ho ancora un piumone in piuma d’oca, regalatomi anni fa… Oggi come oggi ovviamente non lo ricomprerei (le oche, pur non “morendo per la causa”, se la passano parecchio male durante e dopo la spiumatura), ma non credo che me ne liberero’ perche’ tanto se lo regalo a qualcuno, me ne servira’ un altro (sintetico) che nel suo ciclo di produzione avra’ comunque generato la sua dose di inquinamento. Tanto vale tenerlo, almeno diversamente dalla pelle, non puzza
Il periodo “subito dopo la laurea”, credimi, è finito…e va bene così
Ma quindi preferire la margarina vegetale a burro e strutto?
@Maya: Già, la gelatina è un altro derivato animale diffusissimo…
Sollevi almeno altri due problemi interessanti. Primo: il fatto che spesso si è vegetariani per… egoismo. (Per evitare malattie derivanti dal consumo di carne ad esempio, o perché non si amano particolarmente carni e/o pelli d’animali…) Secondo: il fatto che l’alternativa spesso è peggio di quel che si vuole eliminare. (Penso ai diffusissimi saponi sintetici – quelli liquidi – derivati dal petrolio…)
Per ultimo, l’informazione. Essa spesso è parziale. Probabilmente anche il più ferreo veg(etari)ano si nutre, senza saperlo, anche con elementi animali. Purtroppo un controllo totale sul cibo è impossibile. (Temo che microscopicamente parlando anche alimenti insospettabili, come zucchero e farina, possano contenere parti animali – anche se sotto forma di feci…
)
@Zanna: Chiaramente! Il burro, se non altro, deriva dal latte (niente animali uccisi, insomma); ma lo strutto viene proprio dall’interno del maiale… (E bada bene che lì le piadine ne sono strapiene…
)
Il vegetarianesimo è come la religione, ognuno se ne inventa una variante personalizzata. Io ho eliminato carne e pesce dalla mia dieta per qualche mese, ma non riuscendo a togliere latte e uova (bisognerebbe cambiare del tutto cultura alimentare, e non me la sento), sono tornata indietro: che senso ha non mangiare carne e poi pasteggiare a uova e formaggi quando il trattamento degli animali per ricavare questi ultimi è ugualmente spietato che per ricavarne carne? Ricominciare a mangiare carne come se niente fosse mi faceva però sentire in colpa, e allora il mio geniale compromesso: non compro carne, non la cucino a casa mia, ma se mi invitano a pranzo e trovo la carne me la mangio. Ovviamente non mi definisco vegetariana, sono una moderata consumatrice di carne.
Sta’ a vedere che adesso (ri)cominceremo a parlare della necessità di comprare “bio”. Peccato che un uovo di gallina ruspante costi al consumatore almeno cinque volte più rispetto all’uovo del supermercato…
Tralasciamo poi il fatto che nessuno ti può garantire l’evitato maltrattamento di animali. Dovremmo allevarli da noi? Ma non abbiamo terra…
(L’unica triste verità è non tanto che ognuno personalizzi il suo credo, quanto che tutti sono costretti a scendere a patti con la realtà. Gente, viviamo nell’emisfero nord, nel mondo occidentale; forse già questo è un delitto!)
Già, la fottutissima realtà.
(Aggiungo – e provoco: forse è un delitto la vita in sé…)
Sapevatelo: la gelatina, in quanto additivo, viene spesso indicata in etichetta come E441…
Oh, qui per fortuna ci sono quasi sempre a disposizione uova ‘di casa’.
Credevo che in quanto uova avrei potuto mangiare serenamente il caviale. Ma quando ho letto come lo fanno m’è venuto da vomitare: http://it.wikipedia.org/wiki/Caviale
Oh quanto ti invidio le uova! (Culuto…)
Non mi è mai fregato nulla invece del caviale, per ovvi motivi egoistici
– e adesso che so come si fa, mi fa anche più schifo…
Noi la terra ce l’abbiamo: il nostro obbiettivo ultimo e’ di essere quanto piu’ possibile autosufficienti (ma siamo ancora ben lontani).
Purtroppo non abbiamo trovato soluzioni (nemmeno teoriche) per la farina: pane e pasta si fanno in casa, ma coltivare il frumento (ma anche il riso) sufficiente al nostro fabbisogno, e macinarlo per ricavarne farina in quantita’, mi pare un po’ difficile.
Piccola precisazione: il fatto che l’odore della pelle conciata mi dia la nausea, e’ strettamente legato al fatto che so cosa c’e’ dietro, all’idea che quell’oggetto mi suscita
non sono vegetariana per egoismo, e infatti la motivazione del “salutismo” non mi appartiene. E’ un “bonus”, certo, ma non e’ il motivo principale, ne’ e’ stato il motore della mia scelta.
Non intendevo sostenere che l’egoismo fosse l’unico motivo; tuttavia spesso è uno dei principali – come molte cose nella vita…
L’autosufficienza, ahimè, è un sogno. Chi di noi avrebbe le palle di fare a meno dell’automobile? (E di solito chi ha la terra ce l’ha lontana dalla città…)
Quanto ai cereali, forse l’unica soluzione è comprare il grano da un piccolo produttore locale (ce ne sono qua nei dintorni; a proposito, noi compriamo al GAS – hanno anche la farina…).
Avete pensato che uno può essere vegetariano per il semplice fatto che non gli piace la carne? Io, per esempio, non sono vegetariana per ideologia. A me il sapore della carne non piace, non mi è mai piaciuto. Ricordo che da piccola mia madre mi costringeva a mangiare la bistecca esattamente come mi costringeva a mangiare il minestrone. Così appena sono diventata grande abbastanza per autodeterminarmi ho deciso di abolirla.
La carne non mi piace. Esattamente come non mi piace il farro, il finocchietto selvatico o la frutta candita. Le borse di pelle, invece, quelle mi piacciono un sacco…
Tommy, meno ti vedo e più saggio diventi. E’ vero, è la vita ad essere un delitto in sè. Non c’è morale che tenga: qualsiasi siano le nostre coordinate etiche è impossibile rispettarle perchè la realtà impone la sua presenza oppositoria (fosse la nostra anche la morale del lupo che divora l’agnello più inerme). E’ una questione pragmatica e non di debolezza del soggetto morale. E poi che qualcuno si comporti in una maniera per così dire più morale del consueto per egoismo che sorpresa costituisce? Non è forse l’amore, qulasiasi tipo di amore, solo ed esclusivamente l’incontro e la compatibilità di due egoismi?
@grigia norma: Certo che c’ho pensato! Però in quel caso è troppo semplice essere vegetariano…
(Con ciò rientri pienamente nella casistica dei “vegetariani per egoismo”…)
P.S. Non sapevo del tuo blog; quando comincerai a riempirlo?
@antonio: Questo tuo commento è da incorniciare, assolutamente. Hai ragione: perché dovrebbe esserci vanto nella coerenza, o nella pretesa moralità? Il problema è che vi sia vanto nell’incoerenza; molti rincoglioniti che ci governano professano ideali che non seguono – il danno è pretendere che gli altri obbediscano alle loro “idee”!
Su tutto il resto – sulla realtà che si impone, sul pragmatismo, sulla morale, sull’amore opportunistico – non basterebbe un blog per discuterne. Prima o poi ci vedremo…
Quindi sono egoista perché non mi piace la frutta candita!?
P.S: neanch’io sapevo di avere un blog…Comincerò a riempirlo non appena avrò un po’ di tempo per farlo. Cioè a breve (almeno si spera)
Sì, prima o poi ci vedremo. Videmus nunc per speculum in enigmate, tunc autem facie ad faciem.
@grigia norna: No, sei egoista in quanto vegetariana per piacere…
@antonio: Stai diventando biblico?
Vogliamo parlare della seta?
Troppo cara per le mie tasche.
(Poi magari per alcuni i bachi non sono animali “degni”…)
Se per “biblico” intendi figlicida, guerrafondaio, stupratore, genocida, abusatore della credulità popolare nonchè sporcaccione non ancora, ma attendo le prossime iniziative dell’ufficio legale di Berlusconi (alias parlamento), con tanto di riduzione dei tempi di prescrizione per i reati, per dar libero corso ad alcune azioni, a detta del popolino mafioseggiante, non improntate a intransigente rettitudine morale. Spero tu sia conetnto lo stesso.
Se la metti così, potremmo subito allestire un’azienda.
P.S. A proposito del passo che hai citato, non sapevo che Paolo fosse così caritatevole…
Dici sarcasticamente o davvero non conoscevi quelle paroli paoline?
Entrambe le cose.
(Conoscevo quelle parole, ma non tutto il passo da cui sono tratte…)
Troppi commenti, non ce la faccio a leggerli tutti… comunque secondo me tu ti riferisci ai VEGANI, che sono gli ortodossi di questa “religione”
No, no, mi riferisco proprio ai vegetariani – che ho ridefinito, sinteticamente nel post, come chi non consuma prodotti derivanti dalla morte di animali. I vegani eliminano, grossomodo, anche latte e uova. Poi comunque ne esistono di varie tipologie – davvero, come scrive Ossidia, “ognuno se ne inventa una variante personalizzata”…
Si, sono d’accordo… io ne ho incontrato di vari tipi. Da quello integralista talebano, che non indossava neppure cinture di pelle o altri prodotti derivati dagli animali, a chi si limita a non mangiare la bistecca
Manco io mangio bistecche – a casa mia.
io sono stato vegan per 3 anni. e avrei continuato se non fosse stato per una malattia (grave. molto. altrimenti non avrei cambiato). niente prodotti di derivazione animale, né mangiati né indossati né usati in altro modo. ormai da 3 anni non lo sono più.
la soluzione di ossidia non è campata in aria e ha delle discrete pezze d’appoggio: i buddisti non mangiano carne, perché implica la sofferenza di esseri viventi (e capaci, appunto, di provare dolore). ma c’è una eccezione: quando la carne proviene da un animale che non è stato ucciso per loro, anche i buddisti “possono” mangiarla. se per esempio capitano a un banchetto dove il cibo è preparato per altri invitati, e i buddisti ci capitano per caso senza averlo progettato, e c’è arrosto e salumi, li mangiano.
Ua! Non sapevo di avere i buddisti dalla mia!
@alex: Spero che la malattia non abbia alcuna attinenza con l’essere vegan!
Interessante l’atteggiamento dei buddisti. Però, come dire: quando càpito in salumeria (l’unico sfarzo carnivoro che mi concedo personalmente) mica penso che i ripieni degli insaccati sono stati preparati per me!
(Ok, sto minchioneggiando. E’ che ai salumi non resisto…)
Tommy, anche a me certi salumi piacciono molto, però mi sforzo di non mangiarne più da quando ho letto che sono ancora più dannosi per la nostra salute di quanto non lo sia in genere quasi ogni altro tipo di carne. Infatti, per i procedimenti di preparazione e conservazione con cui vengono preparati, sono tra i principali responsabili del cancro all’apparato digerente. Tanto per fare un esempio: la zona dell’Italia in cui si registra la più alta incidenza di tumori allo stomaco è, ed in maniera netta, l’Eimila-Romagna. Chissà perchè. Ma naturalmente i cummenda si salami e mortadelle fanno sì che il poplo non sappia.
Beh, in realtà, a quanto ne so, la maggiore incidenza di tumori in Val Padana è dovuta più che altro alla sua conformazione geografica (terreni piatti e al livello del mare, scarsa ventilazione) il che, unito alla concentrazione di fabbriche, inceneritori ecc., la rende un luogo poco salubre (ma non peggio di certe nostre zone…).
In ogni caso hai ragione, i nitriti non sono esattamente salutari… (Comunque non ti credere, ingerisco non più di 60 g. di pancetta a settimana…)
Ma l’incidenza dei tumori allo stomaco di cui parlavo io era riferita alla sola Emilia-Romagna, non tutta la pianura Padana. E’ in quella regione che è più radicata la tradizione del consumo di salumi.
Capisco.
P.S. Non ti facevo così salutista…