Necessità trascurata

Non v’è spazio per annoiarci, non c’è tempo per sollazzarci. Così ribalterei, dopo il titolo, il contenuto del post precedente. Quella stessa sera, infatti, giunse l’inattesa ma tanto attesa notizia della disponibilità di uno spazio, se non edificabile, perlomeno arredabile. E cominciarono le pene.

cucina

La perdita della pace è la conquista della casa. Specie, va da sé, se la conquista non è ancora avvenuta – ecco il senso bellico: dispiegamento di forze per occupare uno spazio altrui, cioè differente e non indifferente. Perché la prospettiva dovrebbe apparire allettante? Nella misura in cui preluderebbe, senza illusioni, a un avvenire borghese – se è vero che «borghese non è chi vive in un certo modo ma in un certo mondo, uno qualsiasi».

stanza da letto

Abitare è dispiegare il tempo nello spazio. È la messa in opera degli archi e dell’archivio – degli eventi morti nelle cose vive, nelle case giulive. Così annoto certosinamente il da farsi – para bellum, Tommy! – e immagino vettovaglie utili e meno. Una faticaccia. Le cose più costose, infatti, sono anche le più care, dunque le più semplici da tenere a mente. E le piccolezze? Le minutaggini della vita di tutti i giorni. I comfort. Robe così: posate e piattini, abat-jour e cuscini. Micragna. Gramigna. Che gran minchia.

Post simili:
Questa voce è stata pubblicata in www.davidetomasello.it e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

23 risposte a Necessità trascurata

  1. Triad scrive:

    Abitare è dispiegare l’abitudine nello spazio, secondo me. Poi leggerai. :-)

  2. Leggerò. :-)

    P.S. A te la teoresi, a me la prassi però. :-P

  3. BeaX scrive:

    Ma che brutto sto sito adesso!!!troppo scuro…cambia sfondo ke fa cagarissimo :D

  4. Scusa, ma era così anche l’ultima volta che hai commentato… :-?

  5. antonio scrive:

    Le ultime due delle tre frasi sottolineate col tratteggio (non so come si dica nel gergo tecnico) sono da incorniciare; non meno della chiusa.

  6. Tecnicamente, grassetto; cordialmente, ti ringrazio. :-)

  7. hooverine scrive:

    Negli ambienti editoriali non si chiama grassetto ma neretto (o nero). Giusto per la precisione. A proposito di abitare e arredare mi chiedo che differenza ci sia tra questa nuova situazione e le precedenti (alle vigne, nella vostra attuale abitazione). Arredare è anche circondarsi di libri. Io, nel frattempo, gratto via la vecchia carta da parati nella casa dai soffitti alti, che è stata eletta mia residenza fisica et soprattutto spirituale.

  8. Secondo Roberto Lesina (Il Nuovo Manuale di Stile, Zanichelli) si chiama Nero “(Sinonimo: grassetto)”; con la puntualizzazione che “si usano anche i più specifici termini neretto, nero, nerissimo per indicare differenti gradazioni del rinforzo del carattere” (4.6.2). Giusto per la precisione, eh. ;-)
    (Diciamo semplicemente, nel caso di questo blog — e del web in genere — che si tratta di bold, o sia di strong.)

    La differenza tra la nuova prossima situazione e la precedente è che stavolta non abbiamo le stanze già ammobiliate. :-(

    Circondarmi di libri sì che lo farò, diamine! Ma ciò non risolve il problema di come preparare il nutrimento meno spirituale… :-P

    P.S. Fammi capire, sei ritornata catanese?

  9. Darklady scrive:

    TommyDavid, potresti gentilmente dirmi come potrei contattarti “live”???Visto che msn non lo usi più, non so più come poter parlare con te, tantomeno con Simona :-s.Tuo padre mi ha detto di consultarmi con te per qualche idea “geniale” per aprire qualche nuova attività che possa fruttare….Mi ha anche accennato qualcosa su un asilo???!!!!Che è sta novità??!!Fatti sentire e spremi le meningi :-o
    A presto—————->Darklady!

  10. c'ha_pò_fari scrive:

    Ahahhahahahhahahahahha l’asilo!!
    Solo questa gli mancava…

    Ma non era lui quello che snobbava le professioni “mediocri”?

    Zazdzadzdazdazdazdazd

  11. Idea geniale?
    L’unica attività che può fruttare è l’ozio… ;-)

    P.S. Asilo? Ma quando mai? (Questo è valido anche per la mia nemesi: sì, snobbo le professioni mediocri, infatti i troll mi stanno sul cazzo. Perché non vai a rompere i coglioni a quelli che i tuoi commenti li incassano senza pubblicarli?)

  12. chapofari scrive:

    quote:
    …quelli che i tuoi commenti li incassano senza pubblicarli

    Fino a prova contraria, TU non hai pubblicato i miei commenti diverse volte (ma non diciamolo in giro, altrimenti perdi la nomea che con cotanta fatica hai cercato di conquistare nel tempo)!

    BUONA CAMOMILLA (si consiglia: Filtrofiore Bonomelli)

  13. Prova contraria?
    Portami tu la prova favorevole, semmai.

    Sono tutti disponibili, e se vuoi te li rielenco uno per uno, così rileggi quanto sei coglione.

    A meno che tu non stia parlando dei commenti che lasci su Sitosophia…

  14. chapofari scrive:

    Tutti disponibili?
    Che dire, allora, di quel breve commento che faceva leva sul tuo grasso post-banchetto pasquale?
    Come eran carine quelle donne obese che danzavano a cerchio… Le hai già dimenticate? Che peccato non poter adesso visionare quel mio lontano commento che luce qui non vide…

    Non conosco il sito(?) che citi alla fine.
    Non vedo alcuna connessione logica con ciò che scrivi – il tuo è solo mero esibizionismo, forse.
    Alludi? (cosa vuoi propormi?)

  15. Quello?
    Era finito nell’antispam.
    Càpita, specie quando il sistema non riconosce il commentatore.

    Tra l’altro sono io a non vedere connessione logica nei tuoi commenti. Cosa c’entrerebbe il mio esibizionismo? Ti urta così tanto? Vòltati dall’altra parte.

  16. chapo_fari scrive:

    mi basta una colomba per non vederti

  17. Se tu la usassi per via anale godresti anche di più.

    P.S. È andato nuovamente in antispam. La prossima volta non lo recupererò.

  18. La volgarità è il tuo forte (…e si legge)

    Rimani nel tuo brodo (inventati ANCORA la scusa dell’antispam) e continua ad inzozzare questo blog amatoriale dalla grafica emo.

    CIAO

  19. Coglionazzo, coi link che non metti è una botta di culo non incappare nell’antispam.
    Io continuerò a fare quel che dici, ma è notevole la tenacia con cui tu vieni a succiar la mia brodaglia. Se il tuo disio è ch’io t’irrumi, basta dirlo.

  20. Tipico turpiloquio di soggetto sessualmentre frustrato e praticante parafilie.
    Non vorrei mai essere il tuo edicolante…

    Continua pure a scrivere zozzerie, se ciò ti manda cotanto in estasi (MEGLIO DI FARE CERTE COSE CON L’AUSILIO DELLE MANI O DI LEGGERE DETERMINATE RIVISTE V.M.18).

    Poveretto, guarda come ti sei ridotto (il vizio annulla l’essere)…
    Ciao

  21. Dedica anche il tuo tempo libero a prostituirti, starai meglio pure tu.

  22. Puzzi di volgarità, ti è bastato poco per toccare il fondo.
    VERGOGNA!

    Non riuscirai mai, malgrado le tante fatiche, a sublimarti.
    In questi casi, non posso non provare pena per i poveri di spirito e miseri di cuore.
    Arrivederci

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.