Prologo: un breve battibecco.
OSSIDIA (al telefono con un’amica) – Sì, dai, solo per pranzo però. Sai com’è lui, tutto il giorno meglio di no. Ok, a domani allora! Ciau!
TOMMY (prevenuto, come sempre) – Dimenticalo. Non-ci-ven-go.
OSSIDIA (quasi implorante) – Ma è solo per pranzo…
TOMMY – Me-ne-fo-tto1.
OSSIDIA – Ma che ti costa?
TOMMY – Minchia, avevamo detto che domani saremmo rimasti tranquilli, a casa, da soli. Già mi sono sacrificato per due giorni coi tuoi familiari – per un agnello davvero mediocre, in verità. Ma coi tuoi amici acquisiti, mi spiace: non ci vengo proprio.
OSSIDIA – Ma com’è che devi sempre guastare le feste!
TOMMY – Ma com’è che devi sempre scassare le palle?
OSSIDIA – Senti, devi capire che viene la mia amica da lassù e non posso non andarci e blablabla blabla bla bla e…
TOMMY (dissintonizzato già da un pezzo) – Senti, non capisci che mi stai imponendo di fare qualcosa che non mi va assolutamente? Cioè, io volevo stare coi colleghi, e tu mi appioppi i berlsuconiani!
OSSIDIA – Ma dai, non sono poi così malvagi. E poi…
TOMMY – E poi stai tentando di cambiarmi. Sono fatto così, cosa ci vuoi fare?
OSSIDIA (andando a farsi la doccia da sola, segno che è tutto finito) – Stronzo.

Epilogo: Proust sapeva già tutto.
Quando un giorno di feste comandate una coppia (che termine lezioso…) lo trascorre ognuno per i cazzi propri, c’è chi direbbe che qualcosa non va. Qualcosa è cambiato, impercettibilmente all’inizio ma invero in modo subdolo. Ma cosa? Sono forse cambiate le persone? È l’amore che muta? Forse entrambi, forse nessuna delle due. A essere cangianti sono i giudizi (delle persone sulle persone soprattutto). Essi soltanto riescono a far tramutare un ti amo sussurrato all’orecchio, o scarabocchiato dolcemente su un foglio passato sottobanco a lezione, in un FOTTITI frettolosamente appuntato su un post-it appiccicato sulla scrivania a mo’ di estremo congedo e di sferzante scudisciata per il risveglio2. Fortuna che proprio oggi è giunta la catarsi da una paginetta di Proust3.
«Parlandogli, scrivendogli, Odette non usava più quelle parole con le quali aveva cercato di illudersi ch’egli le appartenesse, provocando le occasioni per dire “mio”, “il mio” quando si trattava di lui: “Siete il mio bene, è il profumo della nostra amicizia, lo serbo su di me”, per parlargli del futuro, persino della morte, come di qualcosa che loro due avessero in comune. A quei tempi, a tutto ciò che lui le diceva, rispondeva con ammirazione: “Non sarete mai come gli altri, voi”; guardava la sua testa lunga, un po’ calva, di cui le persone che conoscevano i successi di Swann pensavano: “Non è di una bellezza regolare, d’accordo, ma è chic: quel ciuffo, quel monocolo, quel sorriso!”, e – curiosa di conoscere chi egli fosse più ancora che desiderosa di diventare la sua amante – diceva: “Se potessi sapere cosa c’è in quella testa!”.
Adesso, a tutte le parole di Swann faceva eco in tono a volte irritato, a volte indulgente: “Ah, non sarai mai come gli altri, tu!”. Guardava quella testa appena invecchiata dalle preoccupazioni (ma della quale, adesso, tutti pensavano, in virtù della stessa attitudine che permette di scoprire le intenzioni di un brano sinfonico attraverso la lettura del programma, e le somiglianze di un bambino quando se ne conoscono i genitori: “Non che sia propriamente brutto, d’accordo, ma è ridicolo: quel monocolo, quel ciuffo, quel sorriso!”, dando concretezza, nella loro fantasia suggestionata, alla demarcazione immateriale che, a pochi mesi di distanza, distingue la faccia di un amante corrisposto dalla faccia di un cornuto) e diceva: “Ah, se potessi cambiare, ridurre alla ragione quel che c’è in quella testa”» (I, 387)4.
Spiacente, mia cara: giammai mi ridurrai alla “ragione” condivisa.
Note:
- Perché le regole della suddivisione in sillabe impongono di separare le doppie? Io scandisco FO-TTO, non “fot-to”, che è tartagliante…
- In realtà m’ha frustato – e frustrato – di più non ritrovare in frigo la bottiglia di liquore al cioccolato da me preparato con tanto amore – e a mio esclusivo beneficio! – qualche giorno fa.
- Lo so, lo sto citando spesso. Snobismo? Macché. Solo voglia di trattenere qualche granello della sua saggezza. Del resto, per portare a compimento la lettura di oltre 3600 pagine (e che pagine!), è indispensabile prendere qualche appunto. Beneficiatene e godetene tutti.
- Ero tentato di abbreviare la citazione, tagliuzzando via le parti del giudizio sociale su Swann. Ma sarebbe stato un duplice delitto (e sicuramente la paginetta avrebbe reso meno).
Ah questi filosofi, sempre a menar il can per l’aia… vacci, vedrai che ti divertirai. I berlusconiani sono gente simpatica!
ma che palla che sei…proprio fai sdegno…
@camu: come no. Simpatici tanto quanto può essere grato un comunista a uno di loro.
@BeaX: pensa agli insulti che tu indirizzavi nel tuo (ex?) blog a tutte e tutto…
Indeciso; ecco come sarei: indeciso. Il bene che voglio alla mia zita o cedere ai berlusconiani? Ahimé che bivio l’esistenza.
Secondo te le zite si pongono il bivio “accontento l’amato o gli amici”?
L’anno scorso Oblomov e io passammo la Pasqua separati, perché ciascuno di noi desiderava stare con la propria famiglia. I miei gridarono allo scandalo e si preoccuparono tantissimo, pensando ci fossimo lasciati.
Quest’anno siamo stati in casa. Da soli.
L’importante è prendere le decisioni all’unisono e pacificamente.
(Per inciso: a me non scandalizza passare giornate separatamente; semmai urta dovere trascorrere le giornate in base ai dettami di uno solo dei due.)
Ahimè, Tommy, come fai ad illuderti che ci possa essere pace dove suona in un sola maniera? E’ forse pace quella imposta dall’impero, sia esso costruito con le armi o con le buone intenzioni di una coppia? C’è pace se si diverge e tuttavia si coesiste. Solo chi va per mete distinte non si scontra con alcuno (che il malefico Dell’Ombra stia facendo apostolato col sottoscritto?).
Mio onesto amico, si vede che non hai mai avuto un frontale in automobile.
Ricorda sempre che le intersezioni (e dunque gli scontri) tra viandanti divergenti sono più di quante possiamo immaginare.
Splendida osservazione e obiezione!
Volessimo poi completare la metafora, diremmo che le vie — i metodi, se è vero che μέθοδος contiene la strada — più sicure ci impongono di volare, o strisciare.
Cioè l’estremo distacco e l’estremo contatto.
visto che non ti trovo mai su msn…mi consigli qualche marca buona di colori ad olio?
guarda:
link
link
tu usi quelli in polvere e poi li mischi con altre sostanze?
vengono cose fantastiche che sembrano stampate perchè non si vedono pennellate,il colore è tutto uniforme!!!bello davvero l’aerografo,solo che ogni tubetto di colore da 60ml mi costa €5,30
che palle…+ l’aggrappante(€4,70),+il lucido(€5,30),+il fissante buono(€10,00) se ne vanno un casino di soldi!!!poi ti faccio vedere i due caschi che sto finendo 
Spiegami un po di cose,perchè quelli ad olio ancora non li ho mai usati…
invece devo dire che con l’aerografo faccio progressi
Io usavo i Ferrario (la stessa marca della valigetta più costosa) perché ad Adrano, nell’unico negozio d’arte a portata di piedi miei, c’erano solo quelli. Erano poco costosi ma anche abbastanza mediocri. Purtroppo non ho poi avuto modo di provarne altre marche (tranne qualche tubetto occasionalmente)…
Ho usato pure le terre e gli ossidi, ma non mi sono piaciute: forse aggiungevo troppo olio di lino, e così il colore veniva una pappetta vomitata…
Prossimamente mi farai vedere i lavori con l’aerografo (ma quello di papà, col compressore? O ne hai preso un altro?).
+ o – che prezzi hanno i colori ad olio??
si usano tipo tempere??
Per quanto riguarda l’aerografo “purtroppo” è tutto mio,e dico purtroppo perchè l’ho comprato quando non parlavo con papà…quando abbiamo iniziato a parlare è entrato nella mia stanza e mi ha chiesto sorridente:
-Ti interesserebbe l’aeropenna?
e io scioccata:
-
:-O
…perchè?
e lui:
-Perchè se vuoi,io ce l’ho,ti regalo anche il compressore
e io:
_
:’-( …l’ho già comprato coi miei soldi…
cmq quando gliel’ho fatto vedere mi ha detto che il suo faceva un po cacare rispetto al mio,e che il mio compressore è ottimo,piccolo,silenzioso,a due motori e va senza olio;lui mi avrebbe dato qualcosa di disastroso suppongo…cmq gli avevo detto di darmi l’aeropenna che l’avrei accettata…ma non la trova +
cmq i colori che uso per l’aerografo sono i createx…e sono ottimi!non lasciano grumi e non fanno bollicine a contatto con l’aria…
Invece hai mai provato gli ecoline??
io li avevo presi ma non li ho mai usati perchè non ne ho avuto l’occasione e non li vorrei consumare in minchiate solo per provarli,anche perchè costano un occhio (€3,20 30ml)!!!
Mi stai costringendo a entrare su Msn…
P.S. I colori costano un fottìo. Tutti.
Vabbè stasera se non ti colleghi troppo tardi fammi uno squillo nel mio num (ti ho appena fatto uno squillo,finisce626,salvatelo perchè non ne cambio +) che mi collego e ne parliamo su msn…non mi squillare dopo le 23:00 che sono in coma…da domani di nuovo alle 6:00 devo alzarmi