Non preoccupatevi: giammai mi ritirerò su Facebook, per la gioia dei miei lettori più fidi – che avranno inteso la boutade – e la frettolosa mestizia degli avventori occasionali (quelli che su Feisbuc hanno messo radici, vista la cortezza dei loro apici). Questo blog ha ancora molto da dire – anche se tutto è sempre di minor conto. Questo blog ha anche da dire la sua, come hanno già fatto molti altri, su Feisbuc stesso, questo fenomeno di cui quasi non afferro le motivazioni e le finalità. Cosa spinge decine di migliaia di persone a offrire il proprio volto+nome-e-cognome (e spesso anche il recapito!) su internet? Semplice: la possibilità di farsi i cazzi degli altri. C’è altro motivo?
Io stesso ad esempio ho cercato un minimo di capire cosa fanno oggi i miei ex colleghi laureati in filosofia, per imparare dai loro errori (non pochi stanno marcendo con scarse speranze nella Sissis) o ispirarmi ai loro successi. (Mi sembra di capire tuttavia che non c’è granché da trarre da nessuno, ma non è una novità.) Sono un guardone? Anche. Mi piace però giustificarmi dicendo che sono mosso dalla curiosità, necessaria per procurarsi meraviglie e dunque piacere.

Capirete che proprio la scarsezza di sorprese – l’essere umano non mi procura più alcuno stupore – mi spinge a latitare da Feisbuc, a tenermene prudentemente alla larga, accettando solo qualche richiesta di “amicizia” in una terra di ipocriti volti. In realtà aspetto con ansia soltanto il giorno in cui tutti i miei ex compagni di liceo (Agliozzo, Ciraudo, Cozzo, Di Cataldo, Gullotta, La Mela, Lanaia, La Rosa, Minissale, Motta, Petralia, Petrelli, Platania, Putrino, Rapisarda, Spartà, Tomasello, Uccellatore, Uccellatore, Zammataro) avranno il loro bravo account. Solo allora si potrà organizzare la doverosa rimpatriata.
Così comprendo che in fin dei conti la vera ragion d’essere di Feisbuc è lo scorgere l’affronto del tempo sugli altri, visto che quello su di noi ci incute tanto timore e ci indigna profondamente. La curiosità non c’entra niente: è il terrore del proprio nulla – indistinto dal malcelato piacere per quello altrui – a spingerci a cercare e lasciare tracce sul gran libro delle facce.


È profondamente ingiusto sussumere degli atteggiamenti umani – in tutta la loro varietà, in tutte le loro sfumature – sotto due concetti generici e polemici come quelli di “apocalittico” e “integrato”. Certe cose si fanno perché la titolazione di un libro ha le sue esigenze (si tratta, lo vedremo, di industria culturale, ma cercheremo appunto di dire come questo termine vada assunto in una accezione il più possibile decongestionata); e si fanno anche perché, se si vuole impostare un discorso introduttivo ai saggi che seguiranno, occorrerà fatalmente identificare alcune linee metodologiche generali: e per definire ciò che non si vorrebbe fare, risulta comodo tipicizzare all’estremo una serie di scelte culturali, che naturalmente andrebbero analizzate in concreto e con maggiore serenità. Ma questo è compito dei vari saggi e non di una introduzione. D’altra parte a coloro che definiamo come apocalittici o integrati, rimproveriamo proprio di avere diffuso dei concetti altrettanto generici – dei “concetti feticcio” – e di averli usati come teste di turco per polemiche improduttive o per operazioni mercantili di cui noi stessi quotidianamente ci nutriamo.
Post che lascia un sorriso amaro (condivido con gran trasporto le battute finali).
Perchè? Prima o poi te lo dirò a voce (ma tu ricordamelo).
Il film di cui sopra è qualcosa di fantastico (Verdone, prof. di latino…che si definisce “docente” e viene totalmente deriso. No comment).
Io non temo nulla: la mia non è mai stata una classe,ergo nessun presagio circa rimpatriate e co.
A presto, anzi al prossimo fine settimana;-)
Dimenticavo doveroso commento alla foto di almeno 10 fa (dammi conferma): ……………………..
@Sim Dawdler: mio caro (integrato?), non parlare proprio tu, ché il tuo blog puzza tremendamente di cadavere. (Almeno prima era in animazione sospesa…) Comunque non ho (quasi) nulla contro i feisbucchini: può anche darsi che là in mezzo ci sia qualcuno in grado di comunicare notevolmente. Ma come trovarlo in tutto quell’anonimato?
@Miryam: ma quale classe può mai essere classe per noi che si sentiamo molto più di classe rispetto al resto della classe? Comunque la rimpatriata è doverosa proprio per poter godere dell’altrui mancanza di classe (e di capelli, in qualche caso…).
La foto dovrebbe essere di nove anni fa (natale ’99, se non vado errato), e il tuo commento è azzeccatissimo. (Intanto attendo ancora la tua foto che ritrarrebbe me alle tragedie greche con la musicassetta dei Radiohead in mano.
)
Giammai, ma neppure apocalittico.
Perché non lo aggiorno da due mesi? Mi sa che sei tu quello integrato.
(E poi che c’entra, scusa?)
I feisbucchini? I feisbucchini? Ma come parli? COME PARLI? Le parole sono importanti! (Per la cronaca, a me invece i feisbucchini stanno sul cazzo.)
Eh già, come trovare il feisbocchino in grado di comunicare notevolmente? Risposta sincera e spassionata: ma va da via el cul!
Ma se ne fai parte anche tu! (Poi non so, magari odi profondamente te stesso, come ogni filosofo che si rispetti…)
come hai già scoperto, pure io sono su fb. ma non per curiosità di rintracciare veccchi compagni di classe: non andavo neanche alle feste, le cene o le minchiate di classe, nemmeno all’ultima della maturità.
e non per la motivazione “mi si nota di più se non vado o se vado” eccetera, proprio per asocialità conclamata.
sono su fb per motivi di lavoro.
non ridere.
dove lavoro han fatto un gruppo e mi hanno coinvolto tra gli amministratori, visto che sono un amministratore del gruppo di ricerca non solo virtualmente.
come dire, mi tocca.
non ho cercato nessuno su fb, tutti quelli collegati come “amici” mi hanno trovato – tu compreso
vedi dunque che si può fare un uso delle tecnologie senza diventare dipendenti.
per la tua formazione, ti linko un filmato su com’è la vita da supplente di filosofia:
http://it.youtube.com/watch?v=zLj_DZTUfts
Uha, pure io ero asociale (e lo sono tuttora), ma non a quel livello! Diciamo che a volte gli altri sono utili.
Come ho cercato di sottolineare, anche una rimpatriata può essere utile per motivi di piacere personale (a meno di non essere un Fabris, s’intende…). Ad ogni modo, ti dirò che su Facebook praticamente tutti i miei contatti sono “amicizie” posteriori al liceo (degli ex compagni di liceo solo quattro hanno l’account, per adesso…); perlopiù si tratta di gente conosciuta precedentemente via web grazie a blog e forum.
P.S. (anche per Sim): vedrò i filmati quando scroccherò qualche adsl.
Sì, ma mi sono registrato eoni fa (quando non era ancora scoppiata la moda e ad essere iscritti eravamo io, lui e pochi altri) e l’ho fatto per motivi bizzarri e contorti.
(Sì, mi odio molto e sono apocalitticamente sul disintegrato andante.)
Leggere per intiero codesto post, please.
E se invece leggessimo codesto altro?
Bello, ma che c’entra?
Niente, tranne il fatto che il passato è sempre più bello e più autentico.
Già, proprio così. Si stava meglio quando si stava peggio.