Cumuli di accumuli

Lei me lo dice sempre: «Hai la smania di accumulare cose!», e nel frattempo evoca anche qualche mio possibile trauma cerebrale. Io mi schermisco, le faccio notare che in fin dei conti non faccio del male a nessuno, e soprattutto che le cose che accumulo hanno un valore – se non pecuniario, quantomeno affettivo. Ora, so di non essere il solo a pensarla follemente così; oggi però, messo di fronte alla realtà di dovermi preparare di fretta e furia per il ritorno in città, le mie convinzioni hanno vacillato. Sono riuscito a trovare oggetti inutili persino tra i libri – ed erano libri. (Fortuna che la percentuale di libri da ardere s’è comunque mantenuta al di sotto del 2%.) Quel che più m’ha sconvolto è stato invece, nell’ordine:

  • i blocchi di fotocopie usati per preparare alla meno peggio parecchie materie universitarie;
  • la quantità di biglietti usati, depliant, coupon, brochure e simile roba volante;
  • quell’accozzaglia di tecnologia ormai inutilizzabile: videoregistratore con annesse videocassette, walkman con annesse musicassette, lettore dvd che non legge i divx, casse non amplificate, cavi non standard e cose così;
  • ninnoli rotti, orpelli inutili e portaoggetti scassati, inframezzati a una quantità industriale di pile esaurite;
  • documenti ormai privi di utilità, come ricevute di pagamenti, fotocopie di domande varie, certificati scaduti e via discorrendo.

E tutto ciò stava sotto al letto sul quale ho avuto l’onore di far giacere il Tempio dell’Ombra. Sono uno schifoso…

tempio dell’ombra
Nel mezzo, però, c’era anche roba della serie di cui ho parlato nel post precedente. Come molti di voi, infatti, prima di avere un computer usavo la carta (e la penna rigorosamente stilografica, o non c’era piacere). Ebbene, sono venuti fuori letteralmente blocchi di quella roba – scritta ai tempi in cui scrivevo davvero tanto, di getto e col piacere di tenere quei fogli tutti per me (o inviarli a persone care). Inutile dire che quei fogli non sono più miei: non mi rappresentano più, o non ne seguo il senso logico a causa della ristrettezza di memoria (e della mancanza immediata dei riferimenti esterni: niente link sulla carta!); se solo provo a leggerne più di poche righe, un senso di turbamento mi coglie con forza: ma davvero le ho scritte io quelle cose? Il fatto poi di non poterle formalizzare, magari rinchiudendole nel solito dvd da perdere e dimenticare, ma lasciarle alla mercé dell’umidità e degli scarafaggi me le fa sentire ancor più lettera morta. No, non porterò con me quei fogli. Ma li sigillerò per benino dentro qualche busta ermetica.

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5 risposte a Cumuli di accumuli

  1. Quel che non riesco ancora a fare è discernere ciò che ha valore da ciò che non ne ha. Ho il serio sospetto, perciò, che i valori non siano immutabili… ;-)

  2. Come osi pubblicare Il Tempio dell’Ombra in tutta la sua magnificenza!? Stolido!

  3. Cateno scrive:

    Io lo so perché ci hai pubblicati! Perché anche noi siamo roba accucchiata! Solo che stiamo sopra e non sotto il letto! Ahahah!
    Ad ogni modo, anch’io avevo questa mania. Poi un bel giorno presi quintali e quintali di roba, chiusi gli occhi e li buttai!

  4. Simone scrive:

    E io ne sò qualcosa di questa smania…
    Non ti elenco tutto quello che è uscito dagli armadi, ma di certo per me sono oggetti senza alcuna utilità (rotoli di carta igienica, lattine di tonno e confezioni di shampoo)

    Senza dimenticare, ovviamente, gli scatoli vuoti di pacchi arrivati non so quanti secoli fa………

    Una soluzione a tutto ciò? Fanne un falò :D

  5. Ma pezzu di cunnutu e sbirru, propiu tu parri, ca linchisti l’ammadiu di ciddì, ioca vecchi da pleistescion e scatulu di tutti i minchiati ca ti cattasti? Uò bruscili tu i tà cosi.

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