<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss
version="2.0"
xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
> <channel><title>Commenti a: Io, il lavoro e i mestieri</title> <atom:link href="http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/</link> <description>Narrazioni filosofiche e filosofie narrate</description> <lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 23:34:21 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1482</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Thu, 23 Oct 2008 16:47:12 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1482</guid> <description>Quel post mascherato da commento è sempre stato uno dei miei preferiti, e l&#039;avevo anche &lt;a href=&quot;http://www.davidetomasello.it/2008/03/05/daniel-dennett-tra-filosofia-e-scienza/#comment-3425&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;segnalato&lt;/a&gt;. (Comunque, nella nuova dimora dove andrò, c&#039;è il serio rischio che non uscirò mai dal soggiorno.)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quel post mascherato da commento è sempre stato uno dei miei preferiti, e l&#8217;avevo anche <a
href="http://www.davidetomasello.it/2008/03/05/daniel-dennett-tra-filosofia-e-scienza/#comment-3425" target="_blank" rel="nofollow">segnalato</a>. (Comunque, nella nuova dimora dove andrò, c&#8217;è il serio rischio che non uscirò mai dal soggiorno.)</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Sim Dawdler</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1481</link> <dc:creator>Sim Dawdler</dc:creator> <pubDate>Thu, 23 Oct 2008 15:45:26 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1481</guid> <description>Ah, non dimenticare mai quel che è scritto &lt;a href=&quot;http://sviluppina.co.uk/scrivilo-tu-se-ne-hai-voglia/#comment-113253&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ah, non dimenticare mai quel che è scritto <a
href="http://sviluppina.co.uk/scrivilo-tu-se-ne-hai-voglia/#comment-113253" rel="nofollow">qui</a>.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1480</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 22:46:08 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1480</guid> <description>Sui libri: non solo. Anche musica e fotografia, se posso. (E comunque non posso vaticinare per la mia intera vita -- come anche tu hai detto di te stesso. Per adesso la voglia di studiare c&#039;è; più avanti non saprei.) E comunque sarebbe &quot;du&#039; palle&quot; leggere sempre lo stesso libro, a mo&#039; di teologi.
Sul dinamismo: forse, come direbbe qualcuno, ambisco a raggiungere la Bianca Pace della Morte. :-D (Più semplicemente, per me dinamismo è &lt;i&gt;affanno&lt;/i&gt;. E poi è un lessico troppo manageriale e industriale per me. Nel senso buono del termine potremmo però dire che c&#039;è più &quot;dinamismo&quot; in un buon libro che nelle vite di troppa gente.) ;-)
Sul &lt;abbr title=&quot;lavorare&quot;&gt;travagghiari&lt;/abbr&gt;: non è detto, c&#039;è il serio rischio che io rimanga disoccupato a vita (e come me parecchi miei colleghi). Sarà un bene? Un male? Ci arrangeremo meglio o peggio? Il tempo dirà. :-P</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sui libri: non solo. Anche musica e fotografia, se posso. (E comunque non posso vaticinare per la mia intera vita &#8212; come anche tu hai detto di te stesso. Per adesso la voglia di studiare c&#8217;è; più avanti non saprei.) E comunque sarebbe &#8220;du&#8217; palle&#8221; leggere sempre lo stesso libro, a mo&#8217; di teologi.</p><p>Sul dinamismo: forse, come direbbe qualcuno, ambisco a raggiungere la Bianca Pace della Morte. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> (Più semplicemente, per me dinamismo è <i>affanno</i>. E poi è un lessico troppo manageriale e industriale per me. Nel senso buono del termine potremmo però dire che c&#8217;è più &#8220;dinamismo&#8221; in un buon libro che nelle vite di troppa gente.) <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /></p><p>Sul <abbr
title="lavorare">travagghiari</abbr>: non è detto, c&#8217;è il serio rischio che io rimanga disoccupato a vita (e come me parecchi miei colleghi). Sarà un bene? Un male? Ci arrangeremo meglio o peggio? Il tempo dirà. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: galfy</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1479</link> <dc:creator>galfy</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 21:28:09 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1479</guid> <description>Quindi se ho ben capito il tuo ideale di vita è passare tutti gli anni della tua vita sui libri e null&#039;altro che libri e solo libri?!? du&#039; palle :(
Beh del resto non sei mai stato il massimo esempio di dinamismo :P
Cmq prostituzione o no sempre a tutti a travagghiari ni va a finisci (o no?)!!!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quindi se ho ben capito il tuo ideale di vita è passare tutti gli anni della tua vita sui libri e null&#8217;altro che libri e solo libri?!? du&#8217; palle <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /><br
/> Beh del resto non sei mai stato il massimo esempio di dinamismo <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /></p><p>Cmq prostituzione o no sempre a tutti a travagghiari ni va a finisci (o no?)!!!</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1478</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 19:58:39 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1478</guid> <description>Quanto alle tue domande che sostieni io abbia eluso:
&lt;blockquote&gt;ammettiamo che tu fossi un pittore o un musicista e riuscissi a vendere senza patemi le tue opere (bada non opere ad hoc per il mercato, ma quelle che tu senti più tue), permettendoti così di campare dignitosamente e poter continuare a dedicarti alla tua arte (che poi è quello che faresti in ogni caso, lavoro o no), ti sentiresti ancora un ‘prostituto’?&lt;/blockquote&gt;
Uno dei più fortunati, visto che la gente, per procurarsi le mie opere, probabilmente dovrebbe prostituirsi assai più di me. :-D
&lt;blockquote&gt;Se isolato in cima alla montagna [...] riuscissi a diventare indipendente coltivando il mio orto in maniera autosufficiente, non sarebbe più lavoro perchè non circolerebbe moneta e non ci sarebbero scambi verso l’esterno?&lt;/blockquote&gt;
Considerando il denaro come mezzo di scambio, e i prodotti dell&#039;orto come merce dotata di valore pecuniario, sarebbe ancora lavoro. Anzi, sarebbe quanto più vicino a ciò che il lavoro è sempre stato (ed è in molti casi tuttora) per la maggior parte degli uomini: faticare per mangiare e poter ri-faticare. Ma nati e cresciuti come siamo nella società occidentale, il sogno dell&#039;autosufficienza/indipendenza/autarchia è poco meno che un&#039;utopia. :-(
P.S. Tutti i miei commenti sono prodotti con immutato affetto verso un permaloso come te. ;-)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto alle tue domande che sostieni io abbia eluso:</p><blockquote><p>ammettiamo che tu fossi un pittore o un musicista e riuscissi a vendere senza patemi le tue opere (bada non opere ad hoc per il mercato, ma quelle che tu senti più tue), permettendoti così di campare dignitosamente e poter continuare a dedicarti alla tua arte (che poi è quello che faresti in ogni caso, lavoro o no), ti sentiresti ancora un ‘prostituto’?</p></blockquote><p>Uno dei più fortunati, visto che la gente, per procurarsi le mie opere, probabilmente dovrebbe prostituirsi assai più di me. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /></p><blockquote><p>Se isolato in cima alla montagna [...] riuscissi a diventare indipendente coltivando il mio orto in maniera autosufficiente, non sarebbe più lavoro perchè non circolerebbe moneta e non ci sarebbero scambi verso l’esterno?</p></blockquote><p>Considerando il denaro come mezzo di scambio, e i prodotti dell&#8217;orto come merce dotata di valore pecuniario, sarebbe ancora lavoro. Anzi, sarebbe quanto più vicino a ciò che il lavoro è sempre stato (ed è in molti casi tuttora) per la maggior parte degli uomini: faticare per mangiare e poter ri-faticare. Ma nati e cresciuti come siamo nella società occidentale, il sogno dell&#8217;autosufficienza/indipendenza/autarchia è poco meno che un&#8217;utopia. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /></p><p>P.S. Tutti i miei commenti sono prodotti con immutato affetto verso un permaloso come te. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1477</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 19:47:39 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1477</guid> <description>Caro Galfy, evidentemente sono in errore se indulgo a pensare che preferiresti impiegare quelle otto ore al giorno suonando-dipingendo-fotografando piuttosto che &lt;b&gt;facendo l&#039;&lt;i&gt;impiegato&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Che sciocco pre-giudizio.
Nessuno nega che esista gente a cui piaccia la propria &quot;prostituzione&quot;; personalmente non posso che ammirarli per la loro &lt;i&gt;convinzione&lt;/i&gt;. Il mio dramma, se vuoi, è che non sopporto le direttive eteroimposte; il dramma altrui è riuscire ad accettare il fatto di essere dei prostituti. :-P
Inoltre continui a equivocare sul tipo di vita alla quale aspirerei. Se mi gratto la pancia è solo perché mi prude il libro che vi piggia sopra... ;-) (Effettivamente non ho mai &lt;i&gt;studiato&lt;/i&gt; come adesso. Penso che anche tu abbia provato una sensazione simile nel mezzo anno dopo la laurea, no?)
P.S. Ultima domanda &quot;esperimento mentale&quot; per te: immagina di poter guadagnare tanto quanto adesso dedicando lo stesso tempo in una o più delle suddette attività artistiche che adesso chiameresti &quot;hobby&quot;. Ti terresti ancora stretto il tuo attuale e grato lavoro? (Non barare, e non uscirtene fuori col fatto che ciò sia &quot;impossibile&quot; e dunque la domanda è stupida.)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Galfy, evidentemente sono in errore se indulgo a pensare che preferiresti impiegare quelle otto ore al giorno suonando-dipingendo-fotografando piuttosto che <b>facendo l&#8217;<i>impiegato</i></b>. Che sciocco pre-giudizio.</p><p>Nessuno nega che esista gente a cui piaccia la propria &#8220;prostituzione&#8221;; personalmente non posso che ammirarli per la loro <i>convinzione</i>. Il mio dramma, se vuoi, è che non sopporto le direttive eteroimposte; il dramma altrui è riuscire ad accettare il fatto di essere dei prostituti. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /></p><p>Inoltre continui a equivocare sul tipo di vita alla quale aspirerei. Se mi gratto la pancia è solo perché mi prude il libro che vi piggia sopra&#8230; <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> (Effettivamente non ho mai <i>studiato</i> come adesso. Penso che anche tu abbia provato una sensazione simile nel mezzo anno dopo la laurea, no?)</p><p>P.S. Ultima domanda &#8220;esperimento mentale&#8221; per te: immagina di poter guadagnare tanto quanto adesso dedicando lo stesso tempo in una o più delle suddette attività artistiche che adesso chiameresti &#8220;hobby&#8221;. Ti terresti ancora stretto il tuo attuale e grato lavoro? (Non barare, e non uscirtene fuori col fatto che ciò sia &#8220;impossibile&#8221; e dunque la domanda è stupida.)</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: galfy</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1476</link> <dc:creator>galfy</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 19:25:06 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1476</guid> <description>Beh caro David io giudico a posteriori, tu giudichi solo a priori e vista la mia formazione preferisco parlare ed esprimermi dopo l&#039;esperienza piuttosto che prima.
Poi non capisco perchè a tutti i costi dovete perseverare nel definire coloro che amano  il loro lavoro (e ne esistono tanti) come dei prostituti, mi sembra un segno irrispettoso e non onesto; probabilmente la società non vi offre libertà e spazi nei campi in cui voi vorreste applicarvi (e questo e senz&#039;altro un limite della società) ma ritengo sbagliato generalizzare.
(chiariamo la mia condizione: a me piace il mio lavoro, forse tra qualche anno non la penserò più così e probabilmente se avrò la possibilità farò qualcos&#039;altro, ma non bramo in ogni caso una vità di ozio con risorse economiche a sufficienza per poter stare tutto il giorno a grattarmi la pancia o quant&#039;altro, non è la vita che desidero...)
P.S.
Sei tu piuttosto che sfuggi alle mie domande ribattendo con altre domande intrise di se e di ma ;)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Beh caro David io giudico a posteriori, tu giudichi solo a priori e vista la mia formazione preferisco parlare ed esprimermi dopo l&#8217;esperienza piuttosto che prima.<br
/> Poi non capisco perchè a tutti i costi dovete perseverare nel definire coloro che amano  il loro lavoro (e ne esistono tanti) come dei prostituti, mi sembra un segno irrispettoso e non onesto; probabilmente la società non vi offre libertà e spazi nei campi in cui voi vorreste applicarvi (e questo e senz&#8217;altro un limite della società) ma ritengo sbagliato generalizzare.</p><p>(chiariamo la mia condizione: a me piace il mio lavoro, forse tra qualche anno non la penserò più così e probabilmente se avrò la possibilità farò qualcos&#8217;altro, ma non bramo in ogni caso una vità di ozio con risorse economiche a sufficienza per poter stare tutto il giorno a grattarmi la pancia o quant&#8217;altro, non è la vita che desidero&#8230;)</p><p>P.S.<br
/> Sei tu piuttosto che sfuggi alle mie domande ribattendo con altre domande intrise di se e di ma <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Leandro</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1475</link> <dc:creator>Leandro</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 14:39:38 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1475</guid> <description>Stavo scherzando ma relativamente, hai capito perfettamente dove volevo arrivare</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stavo scherzando ma relativamente, hai capito perfettamente dove volevo arrivare</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1474</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 14:27:31 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1474</guid> <description>@&lt;b&gt;Leandro&lt;/b&gt;: ok, allora stavi scherzando. Se c’è una cosa che la filosofia mi ha insegnato è che, per esprimere le proprie potenzialità, le si devono &lt;i&gt;attualizzare&lt;/i&gt;. E per poter passare all’atto è indispensabile la &lt;b&gt;volontà di agire&lt;/b&gt; (oltre alle capacità, s’intende). Bene: quella devo trovarla in me...
@&lt;b&gt;galfy&lt;/b&gt;: sull’artista il discorso è davvero complesso. Riesco difficilmente a immaginare un artista che non vada incontro ai gusti del pubblico (soprattutto in questi ultimi tempi in cui l’arte, in ogni sua pretesa e pretestuosa forma, è prodotto di massa) e/o della critica. (Anche un artista che in qualche modo “impone” il proprio gusto deve comunque riuscire a vendere, o non camperebbe.) Quanto alla tua domanda ti rispondo così: se questo artista un giorno non avesse più ispirazione? Ne convieni che per continuare a campare dovrebbe forzare sé stesso – prostituirsi. ;-)
Sul nostro “suonare” mi sono espresso varie volte, tra cui &lt;a href=&quot;http://www.davidetomasello.it/2007/12/04/puntualizzazioni-neuromusicali/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. (Valutazioni “postume”, certo.) Era piacevole? In parte. Era una fonte di guadagno? Anche. (Per persone come noi lo fu.) Ci prostituivamo? Sì, e col culo altrui. (Avessimo avuto le palle – o le capacità – avremmo suonato roba nostra. Anche gratis, se ci credevamo veramente.) Risuonerei ancora? Sì, ma consapevole della sua dimensione “hobbistica”.
Quanto al lavoro/prostituzione: il tuo come lo giudichi? Più “gratificante e soddisfacente” o più “&lt;b&gt;attività di chi offre abitualmente prestazioni fisiche e/o mentali a fini di lucro con carattere di abitualità e professionalità&lt;/b&gt;”? (Ottima questa ri-definizione di &lt;b&gt;Oblomov&lt;/b&gt;!) Comunque continui a sfuggire alla domanda alla quale ha risposto onestamente &lt;b&gt;alex&lt;/b&gt;. Non vorrei, invero, che divenissimo dei campioni nel giustificare &lt;i&gt;a posteriori&lt;/i&gt; ciò che ci accade, giungendo a farci piacere una cosa alla quale non riusciamo a sfuggire – vuoi per mero bisogno, vuoi per &lt;b&gt;convenzioni sociali e pastoie economiche&lt;/b&gt;.
Per finire: ammetto senza problemi che, nell’ottica di un &lt;i&gt;progetto&lt;/i&gt; (come il tuo della tavola calda esportata o quello di alex del trasferimento dove i quattrini valgano), il lavoro-prostituzione è una delle poche vie &lt;i&gt;praticamente&lt;/i&gt; percorribili. È la prospettiva di protrarlo per 35 anni della propria vita che è totalmente deprimente.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>@<b>Leandro</b>: ok, allora stavi scherzando. Se c’è una cosa che la filosofia mi ha insegnato è che, per esprimere le proprie potenzialità, le si devono <i>attualizzare</i>. E per poter passare all’atto è indispensabile la <b>volontà di agire</b> (oltre alle capacità, s’intende). Bene: quella devo trovarla in me&#8230;</p><p>@<b>galfy</b>: sull’artista il discorso è davvero complesso. Riesco difficilmente a immaginare un artista che non vada incontro ai gusti del pubblico (soprattutto in questi ultimi tempi in cui l’arte, in ogni sua pretesa e pretestuosa forma, è prodotto di massa) e/o della critica. (Anche un artista che in qualche modo “impone” il proprio gusto deve comunque riuscire a vendere, o non camperebbe.) Quanto alla tua domanda ti rispondo così: se questo artista un giorno non avesse più ispirazione? Ne convieni che per continuare a campare dovrebbe forzare sé stesso – prostituirsi. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /></p><p>Sul nostro “suonare” mi sono espresso varie volte, tra cui <a
href="http://www.davidetomasello.it/2007/12/04/puntualizzazioni-neuromusicali/" rel="nofollow">qui</a>. (Valutazioni “postume”, certo.) Era piacevole? In parte. Era una fonte di guadagno? Anche. (Per persone come noi lo fu.) Ci prostituivamo? Sì, e col culo altrui. (Avessimo avuto le palle – o le capacità – avremmo suonato roba nostra. Anche gratis, se ci credevamo veramente.) Risuonerei ancora? Sì, ma consapevole della sua dimensione “hobbistica”.</p><p>Quanto al lavoro/prostituzione: il tuo come lo giudichi? Più “gratificante e soddisfacente” o più “<b>attività di chi offre abitualmente prestazioni fisiche e/o mentali a fini di lucro con carattere di abitualità e professionalità</b>”? (Ottima questa ri-definizione di <b>Oblomov</b>!) Comunque continui a sfuggire alla domanda alla quale ha risposto onestamente <b>alex</b>. Non vorrei, invero, che divenissimo dei campioni nel giustificare <i>a posteriori</i> ciò che ci accade, giungendo a farci piacere una cosa alla quale non riusciamo a sfuggire – vuoi per mero bisogno, vuoi per <b>convenzioni sociali e pastoie economiche</b>.</p><p>Per finire: ammetto senza problemi che, nell’ottica di un <i>progetto</i> (come il tuo della tavola calda esportata o quello di alex del trasferimento dove i quattrini valgano), il lavoro-prostituzione è una delle poche vie <i>praticamente</i> percorribili. È la prospettiva di protrarlo per 35 anni della propria vita che è totalmente deprimente.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: alex</title><link>http://www.davidetomasello.it/2008/10/16/io-il-lavoro-e-i-mestieri/#comment-1473</link> <dc:creator>alex</dc:creator> <pubDate>Sun, 19 Oct 2008 06:44:36 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/?p=416#comment-1473</guid> <description>confesso che se potessi vivere senza lavorare lo farei.
e anzi progetto, non appena messi da parte un po&#039; di soldi, di trasferirmi dove questi possano bastare per tutta la vita.
purtroppo prima tocca metterli da parte. sempre per la storia &quot;non sono figlio del padrone&quot;, ma di due operai. che peraltro hanno portato me e mio fratello alla laurea (io mi sono aiutato con le borse di studio tutti gli anni, però non è che coprano tutto). e non è che fosse tradizione: sono il primo laureato della famiglia. soldi altrove non ce n&#039;è (non ho zii d&#039;america).
condivido la definizione tommydavidiana del lavoro come male necessario e, in queste condizioni, inevitabile.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>confesso che se potessi vivere senza lavorare lo farei.</p><p>e anzi progetto, non appena messi da parte un po&#8217; di soldi, di trasferirmi dove questi possano bastare per tutta la vita.</p><p>purtroppo prima tocca metterli da parte. sempre per la storia &#8220;non sono figlio del padrone&#8221;, ma di due operai. che peraltro hanno portato me e mio fratello alla laurea (io mi sono aiutato con le borse di studio tutti gli anni, però non è che coprano tutto). e non è che fosse tradizione: sono il primo laureato della famiglia. soldi altrove non ce n&#8217;è (non ho zii d&#8217;america).</p><p>condivido la definizione tommydavidiana del lavoro come male necessario e, in queste condizioni, inevitabile.</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
