Quotidiane disquisizioni postlaurea tra me e lei

Tommy: Che c’hai?
Ossidia: Angoscia.
Tommy: Ancora?
Ossidia: E come posso uscirne?
Tommy: Calmati. Leggi.
Ossidia: Non riesco a stare senza far nulla!
Tommy: E allora? Che facciamo?
Ossidia: Andiamocene.
Tommy: Dove?
Ossidia: Lassopra.

Tommy: Non ci vengo. Non senza prospettive.
Ossidia: Ma andiamo, almeno guardiamo, vediamo cosa c’è da fare…
Tommy: Cosa vuoi che ci sia? Non ci vuole nessuno per insegnare.
Ossidia: Ma almeno proviamo…
Tommy: E dunque? Come, cosa?
Ossidia: Voglio andare a parlare con qualche preside.
Tommy: Vuoi farti ridere in faccia?
Ossidia: Voglio proporgli qualche corso.
Tommy: Ecco, vuoi farti ridere in faccia.
Ossidia: E poi tu puoi vedere cosa…
Tommy: Lascia stare me!
Ossidia: …cosa potresti fare…
Tommy: Ma pensa e parla per te!

Ossidia: Beh, secondo me parlando di persona coi presidi…
Tommy: Cosa, li impietosisci? O ti assumono per la tua bella faccia?
Ossidia: Ma intanto vediamo…
Tommy: Ma cosa? Non siamo buoni a nulla. Non serviamo a un cazzo.
Ossidia: Ma chi te lo…
Tommy (cominciando ad alterarsi): Ma la smetti di rompere la minchia? Che poi, dico io: almeno l’avessi mandata una messa a disposizione…
Ossidia: Ho pensato che è meglio andare a parlare di persona…
Tommy: E io dovrei stoccarmi il collo per andare a farmi ridere in faccia?
Ossidia: Ma la mia amica dice…
Tommy: E il mio amico dice che alle superiori non chiamano.

Ossidia: Ma allora cosa vuoi fare? Mi esaspero così!
Tommy: Aspettare. Tirare a campare, qualche altro mese. E poi così almeno avrò tempo per colmare qualche lacuna, per leggere un po’.
Ossidia (rattristandosi): È un periodo angosciante…
Tommy: Ti sbagli, è il periodo migliore. Finalmente mi sento libero di leggere quel che voglio, e cominciare a farmi una cultura.
Ossidia: Ma io mi angoscio!
Tommy: Allora vai a fare la cassiera al nord, vedi come sarà bello.
Ossidia: Ma…
Tommy (paonazzo, sbraitando): MA CHE COSA! Minchia, vorrei vederti io, se ti chiamassero a fare la supplente, cosa cazzo sapresti insegnargli a quegli alunni!
Ossidia (quasi in lacrime): Ma… ma almeno là ci sono più prospettive.
Tommy: Sì, per fare gli sguatteri. Preferisco restare qua senza fare un cazzo.
Ossidia: Così muori di fame.
Tommy: Ho un gruzzolo da parte per sopravvivere qualche altro mese.
Ossidia: E poi appena finisce che fai, coglione?

Tommy: Poi vediamo. Magari la situazione si aggiusta.
Ossidia (esasperata): Ma come, come deve aggiustarsi?!
Tommy: Dovranno riaprirle quelle cazzo di graduatorie, prima o poi.
Ossidia: E se non le riaprono?
Tommy: Magari mi sarà venuta un’idea.
Ossidia: Come no. E con quali soldi la realizzi?
Tommy: Lascia stare, torniamo a te. Cos’è che vuoi andare a fare? E dove poi? Modena, Torino, Alessandria, Como, Parma?
Ossidia: Mi faccio un giro, parlo coi presidi…
Tommy (alzando la voce): Ma come te lo devo dire che non te la sei fidata manco a mandare una cazzo di messa a disposizione! Avresti potuto mandarle. Intanto così vedevi se ti chiamavano.
Ossidia: Ho pensato che forse è meglio andarci di presenza.
Tommy: Hai pensato che sei una cretina. Cosa vai a offrirgli? Manco un cazzo di curriculum hai. Ma tanto che dovresti scriverci, laureata in filosofia a Catania? Credi di essere l’unica? Ce n’è a migliaia come te!

Ossidia: Bestia, intanto andiamo. Ci saranno più prospettive, più possibilità. Ti metti a costruire siti…
Tommy: Ma parliamo di te, non di me! Tu che farai?
Ossidia: Vediamo.
Tommy (alterandosi nuovamente): Ma lo vuoi capire che là dobbiamo anche pagarci un affitto? Quattrocento euro per un tetto, devi fare uscire! Dovrai schiavizzarti per abitare!
Ossidia: Ma qui allora che facciamo? Niente possiamo fare!
Tommy: Intanto aspettiamo. Apprendiamo qualcosa. Non lo vedi che non sappiamo fare un cazzo? UN CAZZO DI NIENTE! Solo buoni per fare i commessi, siamo…
Ossidia (scoppiando in lacrime e scappando via): Dov’è finito il Davide Tomasello che conoscevo!

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76 risposte a Quotidiane disquisizioni postlaurea tra me e lei

  1. Piccolo esperimento mentale: anche lei ha scritto il suo bravo resoconto di disquisizione dal suo punto di vista, e abbiamo ben pensato di pubblicarlo nello stesso istante, senza che l’uno leggesse quello dell’altro prima della pubblicazione — per un maggiore effetto sorpresa…

  2. Triad scrive:

    Preoccupante… è esattamente quello che farò io: il disoccupato. E’ un lavoro faticoso ma non pagato. Tra l’altro, forse, è il più culturale – come rileva bene Tommy. Perché si può studiare davvero.
    Il fatto è che dovremo veramente inventarci qualcosa. Voi siete i miei mentori – fatemi vedere che vi inventate, così potrò imitarvi. Per ora non ho davvero idee, a parte fare un lavoro umile e per il quale non ho studiato ma che mi permetterò di studiare per poter scrivere qualcosa di interessante. Bel sogno, vero?
    Ragazzi, mi spiace davvero che litighiate e che vi troviate nella mia futura medesima posizione di merda. Ma non può durare per sempre.

  3. Beh…
    non so se baccherti dicendoti che comunque meglio schiavi che nullafacenti, se darti ragione perché in vertià non sappiamo fare un cazzo, se spacchìarmela per quello che sto facendo io (anche se guadagno molto poco).

    Fai tu, ma respect per le tue idee e le tue decisioni!
    .-)

  4. @Triad: sulla questione dell’otium ci ritroviamo pienamente. Solo adesso che sono spariti fotocopie e libri (pochi, invero) coatti posso leggere e studiare ciò che voglio.

    Concordo anche sulla necessità dell’invenzione, del poros, ma non è facile — anche perché implica comunque un soggiacere ai dettami della società.

    Il lavoro umile è molto spinoziano. A me andrebbe bene anche coltivare un po’ di terra, purché part-time: trovo inconcepibile dedicare un terzo del proprio dì (che poi, togliendo il sonno e altri soddisfacimenti di bisogni naturali, risulta occupare oltre metà della giornata) ad attività odiose, frustranti e di nessuna utilità personale — solo per poter aver cibo da mangiare e un letto e un tetto per dormire! (In questi momenti quasi invidio Diogene.)

    Sul nostro essere apripista rassègnati: pensavamo lo stesso noi dei nostri colleghi più precoci. Adesso, la metà sono a disperarsi in una Sissis che manco più li abilita; l’altra metà sono donzelle che si stanno maritando, o l’hanno già fatto (alcune erano pure figlie di facoltose famiglie). Immancabili poi i (le) leccaculo per un posto al sole (invero tiepido) del dottorato.

    Sulle liti, è lei a farmi incazzare, data l’incomprensibilità (in base alle mie attitudini) delle sue proposte.

    @Antonio Patti LdF: conosco la tua posizione: l’hai espressa in questo post e anche in altri. Ora, non mi sento portato a grandi cose, ma non per questo ho voglia di abbassarmi a piccole cose. E capirai: non disistimo i camerieri, ma non mi avvalgo mai dei loro servigi (non frequento ristoranti né tantomeno pub: essere filosofo significa non saper fare un cazzo, ma anche saper fare da sé quel poco che occorre…).

    Quindi, l’unico motivo che mi farebbe pesare la “nullafacenza” (o meglio, l’improduttività economica, che in questa nostra cara società è tutto…) è la dipendenza dai genitori. Cosa che tenterò di aggirare andando, alla bisogna, ad aiutare mio padre nelle sue faccende, nei limiti delle mie capacità.

    In sostanza, tornando alla questione della “schiavitù”, vorrei tanto evitare di ritrovarmi in situazioni a me odiose: mi pare che ne hai passate anche tu

    P.S.: scusa se non ho colto il meme. L’avrei fatto, se solo avessi avuto le palle di strappare i bambini che vediamo per strada dalle grinfie degli sfruttatori nostrani (spesso familiari, altrettanto spesso no): evidentemente gente che pensa che sia meglio schiavizzare la gente piuttosto che vederla nullafacente.

  5. ferrigno scrive:

    Ehm. Siete messi bene, un’ansiosa e un fatalista. Però sono le coppie che durano, pare ;)

    Io tifo master. Durano poco e non è detto che costino.

    http://www.unipv.eu/on-line/Home/Navigaper/Laureati.html

    Da queste parti funziona che ho sei figlio di gente ricca oppure studi e lavori: commesso, magazziniere, barista.
    Solo per noi siciliani lavorare e studiare è un mezzo disonore ;)

    Però datevi una mossa, che il tempo passa.

  6. ferrigno scrive:

    “ho” sei figlio, certo.
    Il bello è che ho copincollato il commento anche dall’altra parte…

  7. alex scrive:

    da quassù:

    le abilitazioni sono mezze ciulate. non serve nemmeno più tanto la laurea in lettere (che dava accesso a praticamente tutte le scuole e quindi a qualche triliardo di cattedre ogni anno), ho parlato con un amico che ce l’ha e negli ultimi 8 anni ha fatto l’insegnante di sostegno perché non trovava un buco. d’altro canto, un ex compagno di classe e sua moglie hanno trovato subito. lui è figlio di professoressa, lei di preside – il giorno dopo la laurea lavorava…

    l’amico prof di sostegno ha provato a far richiesta per personale ata, segreteria in specifico. ma lui ha il diploma di ragioniere e cerca di far valere quello più che la laurea.

    il dottorato, se pigli la borsa, ti garantisce 3 anni coperti. le borse dovrebbero arrivare attorno ai 1000 e qualcosa al mese (dovrebbero essere aumentate). ma devi prendere la borsa. io non ce l’ho.

    come ti ho già elencato, mi pare, per mantenermi ho fatto dal buttafuori al giornalista, al magazziniere, al resp di sala scommesse.

    però adesso inizio un progetto di ricerca triennale, ben stipendiato (dovrei arrivare attorno ai 1400/mese), che spero apra sempre più porte. è una scelta un po’ kamikaze, perché quando finisce ho 33 anni e il mondo del lavoro avrà un’entrata sempre più stretta, ma la mia speranza è proprio incanalarmi nel bel mondo accademico. possibilmente straniero.

  8. alex scrive:

    ah, leggo il tuo twitter in cima a questa pagina: pure io non ho facebook. ma mi sa che lo farò.

  9. @ferrigno: dici che dura? No, perché mi sembra dura. Ogni giorno che passa ci ripromettiamo che è l’ultimo (e poi nessuno dei due fa un cazzo, ovviamente).

    I master non mi convincono; quelli che mi proponi, poi, mi sono sembrati tutti tecnici, adatti a laureati in ambito scientifico. Del resto, in cosa dovremmo masterizzarci, in “Ermeneutica del testo heideggeriano” o in “Excursus sul concetto di forma nella storia della filosofia antica e medievale”?

    Attenzione: per me è un disonore impiegarsi in attività mortificanti, sfiancanti, che sgretolano il pensiero. Purtroppo la più gran parte delle attività mi sembra essere di questo genere.

    In questi anni universitari suppongo di non essere stato di troppo peso ai miei. Niente spese d’affitto, ristrettezze alimentari, scarsa spesa in testi didattici e qualche aiuto da parte dell’Università e dell’ERSU mi hanno permesso di tirare avanti senza disonore.

    Sul “darci una mossa” tocchi un altro punto caldo. Lei partirebbe oggi stesso (a parole, ovviamente); io temporeggerei ancora. Perché credo che 1) non sappiamo ancora cosa vogliamo fare; 2) non ci siamo ancora informati su quello che possiamo fare (e questo è valido soprattutto per lei, al solito…). Date queste premesse io preferisco prendermi qualche mese sabbatico da dedicare allo studio (che mi sembra indispensabile: non saremmo in grado di passare un concorso…), cercando nel frattempo di scorgere la via errante nella radura.

    @alex: quaggiù a fare gli insegnanti di sostegno sono (anzi: erano, visti i recenti tagli) gli abilitati con annualità integrativa (ovvero: 3 anni di Ssis in totale), pensa un po’. Ma vedere che lì la situazione non è poi troppo dissimile che qua, per noi laureati in filosofia, mi conforta — e mi conferma che non sono pazzo.

    Vedo che anche lì, per avere qualche chance col preside, lo si deve conoscere. Chi va a convincere Ossidia che le sue speranze sono vane? (Magari lo capirà da sola ritrovandosi di fronte a un preside leghista, chissà.)

    La domandina per l’ATA l’ho (l’abbiamo) fatta. Ma anche lì, primo: non abbiamo nessun titolo specifico (merito del liceo…); secondo: partire per sostituire un bidello per due settimane non è esattamente quella che può definirsi un’opportunità.

    Al dottorato avevo pensato, ma per adesso sono troppo ignorante — merito della mia ex Facoltà. Magari, se mi mettessi seriamente sotto per un anno… Certo però che un dottorato senza borsa è una presa per i fondelli. Ma se permane qualche speranza per il mondo accademico (specie come porta d’accesso per quello estero, ché in questo bel paese c’è la rogna), ben venga. (A proposito, complimenti e in bocca al lupo!)

  10. P.S.: il Facebook ce l’ho, ma non lo uso (non capisco come si usa, a che serve, e a che scopo…).

    P.P.S.: vi ringrazio tutti: mi state aiutando a mettere meglio a fuoco i miei pinzeri. Forse. :-D

  11. alex scrive:

    aggiungi, agli argomenti convincenti, che la prima supplenza l’ho avuta nel 2006 (mi sono laureato nel 2002 vecchio ordinamento, con i 3 esami di storia, quindi avrei dovuto essere già abilitato, ma no… e non capisco perché). e solo perché è morta la prof che sono andato a sostituire. poi ho fatto fino alla maturità compresa.

    (poi però sono mezzo morto io, ma è storia lunga).

    il feisbuk ho visto che ce l’ha pure savulescu
    http://it-it.facebook.com/srch.php?nm=julian+savulescu

    che è prof piuttosto sulla cresta dell’onda in questo periodo. quindi mi sa che lo farò. non so come funziona, se sia più difficile dell’altro che citi perché sono asociale e non uso mezzi social2.0 ;)

  12. ferrigno scrive:

    L’hai visto “Tutta la vita davanti“? Vi calza a pennello.

  13. @alex: non è me che devi convincere, è lei che crede che lissù ci siano porte aperte. Voglio dire: più di qua sicuramente; ma vuoi mettere l’affitto?

    @ferrigno: non ancora, ma proprio ieri mi sono accorto che è uscito in divx dvd. :-)

  14. Triad scrive:

    Un dottorato senza borse è una presa per i fondelli? Lo è semmai quello con la borsa! La differenza sono – in media – un paio di centinaia di euro all’anno in meno/più.
    Che ti cambia? E’ una presa in giro. I posti per dottorato – per quello che ho capito – sono tutti uguali, con o senza borsa. Su questo sarei più tranquillo. Il fatto è che non siamo tranquilli su tutto ciò che resta da discutere sul dottorato!

  15. Triad, dici? Credevo che dottorato-senza-borsa=0€, dottorato-con-borsa=800€ (e sono paia di centinaia di euri mensili non trascurabili). Ma comunque: al diavolo ai dottorati, finché (e dove) li si assegni con criteri tutt’altro che meritocratici.

  16. ophelia scrive:

    Caro Tommy, mi sa che mai come oggi avresti bisogno di una “supplenza” come quella di cui parlavamo sere fa..il campo ce l’hai, il silenzio pure..fai tu!
    Saluti

  17. Il campo e il silenzio? :-o

    Uhm.

    Ah, ti riferisci a questo?

    Ophelia disse:

    per chiedere una supplenza lo sanno tutti come si fa: ci si mette in mezzo alla strada possibilmente in orario non troppo frequentato, ci si schiarisce la voce e si grida “suppleeeeeeeeeeeeeeenzaaaaaaaaaaaaaaaaaa”

    8-O

  18. ophelia scrive:

    Molto liberatorio..provare per credere :-P

  19. Sbraito già abbastanza. Il problema forse è l’opposto: tapparmi la bocca. :-D

  20. ophelia scrive:

    Meglio sempre impegnarsi in imprese alla propria portata.. :-P

  21. ophelia scrive:

    Venghino signori venghino!! Vendesi bustine di fiducia da un grammo l’una..prezzo modico!
    Costa poco e non ti vizia.. :-)
    E se non ti piace il sapore..puoi sempre disperderla nell’aria!S
    Sovente trovi qualcuno che la raccolga :-)

  22. È bello essere ancora pivellini del triennio, nevvero? ;-)

  23. ophelia scrive:

    Orsù,ora non costringermi a dirti che sei vecchio..

  24. Triad scrive:

    Sul dottorato hai ragione, ma non c’è alcuno stipendio! Stando a quanto ho potuto intuire, c’è una tassa da pagare durante l’anno per frequentare, semmai! E vincere il posto con la borsa ti permette di evitarne il pagamento (al massimo prendi poca cosa). Magari fossero 800 euro al mese! Che io sappia, non è per nulla così…

  25. Giofilo scrive:

    Dell’argomento travagghiu ne so meno di te: non so neanche dove specializzarmi, se farlo e in cosa.

    Una cosa, però, te la posso dire: secondo me, in questa discussione tra te e Ossidia, quella che ha ragione è lei. E tu sei un disfattista. Sia nella tua che nella sua versione del dialogo
    :-D

  26. alex scrive:

    sul dottorato con o senza:

    -con: prendi tra 800 e 1000/mese, non paghi le tasse d’iscrizione
    -senza: non prendi 800-1000/mese, in più paghi le tasse d’iscrizione

  27. @Triad: come vedi alex conferma che è come pensavo io. Ma evidentemente Catania è un microcosmo a parte non solo nella scelta dei dottorandi, ma anche nel retribuirli…

    @Giofilo: speriamo che mi diano presto l’altra pergamena allora, così non avrò manco bisogno di comprare lo straccio. (Ad ogni modo partiamo da prospettive diverse: la tua è del tipo “lavoro e studio” — per cui un lavoretto qualsiasi ti mobiliterebbe poco e nobiliterebbe molto –, la mia è del tipo “mettere a frutto la laurea” — magari! –, oltre che “rendermi indipendente” — e ciò significa mobilitarsi molto nobilitandosi poco.)

  28. Giofilo scrive:

    Volere “mettere a frutto la laurea” e frasi come queste:

    Ossidia: Ma allora cosa vuoi fare? Mi esaspero così!
    Tommy: Aspettare. Tirare a campare, qualche altro mese. E poi così almeno avrò tempo per colmare qualche lacuna, per leggere un po’.

    Tommy: Ma cosa? Non siamo buoni a nulla. Non serviamo a un cazzo.

    sono atteggiamenti incompatibili, ne converrai.
    Aver voglia di lavorare con la propria laurea ed allo stesso tempo dire che 1) non sai fare un cazzo e che 2) aspetti (in Sicilia, poi!)… sembra quasi una autocontraddizione in cui vuoi cadere a tutti i costi.

    Gli articoli di Eco mi interessano, ma fino ad un certo punto. Sapevo già, prima che me lo dicesse lui, che uscirò dall’università molto più ignorante, in confronto al vecchio ordinamento degli anni 70-80. Questa però non è una scusa per dire – ad esempio – che non sono in grado di insegnare: si può essere medici generici dopo cinque anni, non vedo perché io non posso insegnare filosofia dopo cinque anni di studi.

    Comunque, non so se ti interessa: ho conoscenti laureati in Lettere o Filosofia che – quasi subito – fanno supplenze (o hanno cattedre) ai parificati… lo stipendio è più basso, ma raccolgono punteggio.

  29. In effetti tendiamo a fare discorsi contorti, presi dall’emozione del momento. Cercherò di specificare le mie affermazioni schizoidi con alcune puntualizzazioni.

    1) “Aspettare” non significa sperare che cada qualcosa dal cielo: in questo momento significa aspettare che escano le nuove domande per l’inserimento in graduatoria (terza fascia, ahinoi). Ovviamente non sceglieremo la Sicilia, e sappiamo pure che le speranze sono poche anche altrove: ma se non altro saremo in graduatoria (e quindi avviati ad un sistema ufficiale di reclutamento).

    2) Durante quest’attesa la cosa migliore da fare, secondo me, è studiare, finalmente. Ma lei no!, lei vorrebbe partire subito (a far cosa, poi, non l’ho capito bene — né io, ma neanche lei). Dico io: fermi, calma e sangue freddo: per adesso colmiamo le lacune e iniziamo a posare le basi per una solida preparazione. La quale, per inciso, potrebbe servire (almeno spero!) al momento in cui si volesse tentare la carta del dottorato, o comunque per dimostrare di sapere almeno qualcosa. (Sono uno a cui pesa tremendamente ogni singola ignoranza.)

    3) Il “non saper fare un cazzo” assume molteplici sfumature, ne converrai. Da una parte quella sociale: non servono i filosofi allo stato (ormai da tempo…), né i laureati in filosofia alle scuole (specie se non sono in graduatoria…). Dall’altra quella culturale: personalmente non mi sento pronto ad andare ad insegnare (ma questa è lacuna che potrebbe colmarsi anche strada facendo…). Inoltre, dal punto di vista pratico: non possediamo alcuna abilità specifica. Il che è un bene, dal nostro spocchioso punto di vista (che è poi anche il mio), ma è un male dal punto di vista lavorativo: pare che al nord servano più elettricisti (e genericamente tecnici) che “gente di cultura” (vale a dire laureati che “non san fare un cazzo” pragmaticamente parlando, specie se laureati in discipline umanistiche).

    Spero di aver chiarito, almeno un po’, il magma che mi (ci) ribolle dentro. Il resto, è tutto un discorso di conciliare i miei e i suoi progetti per l’immediato: io l’anno sabbatico di studio privato lo vedo come una grossa opportunità, lei come una perdita di tempo. Tutto qui, o quasi.

  30. Giofilo scrive:

    Ok, ora è tutto più chiaro ;-)

    Solo una cosa, però. Ti prego, non uscirtene più con cose del genere:

    dal nostro spocchioso punto di vista

    o anche “spocchia dei filosofi” e derivati.

    Io non credo che non avere abilità specifiche e non avere una professione (non siamo iscritti all’”ordine dei filosofi”) sia meglio che averla. Dico che è diverso.
    C’è chi, con la laurea in mano, vuol essere subito una professionista (mia madre, che è ingegnere) e c’è chi non gli importa di esserlo (io, ad esempio, con tutto che mia madre è ingegnere!).
    Inoltre, non credo che la filosofia sia migliore della scienza.
    Insomma: non credo che la filosofia sia migliore punto.
    La filosofia è una scelta nobile di vita: o la fai o non la fai.
    O ancora: la fai, e dopo te ne penti. Spero che quest’ultimo non sia il tuo caso.

    Tutto questo per dirti che non sopporto più sentirti parlare di spocchia dei filosofi, né qui né su Sitosophia né altrove :-D

    Ti abbraccio,
    Giovanni

  31. ferrigno scrive:

    anno sabbatico. Umpf.
    Il problema è l’età: se l’insegnamento è escluso in partenza (ma perché poi? al nord ci sono delle VERE scuole private, che assumono senza concorso e pagano anche più delle pubbliche) allora devi rivolgerti ai privati. E i privati assumono neolaureati. O neomasterizzati.

  32. @Giofilo: ok, tranquillo, forse smetterò. È che per me la spocchia consiste nel sentirsi in qualche modo indispensabili (non dirmi che non è così) — cosa che s’infrange con la realtà di essere affatto dispensabili.

    Filosofia e scienza sono cose diverse? Ovvio. Inutile dire quale sia superiore? Bene (ma solo perché sono scettico e sfrenatamente soggettivista). Pretendere, da filosofi, di offrire un quadro di coordinamento per gli scienziati? Spocchia. Piangere del fatto che gli scienziati se ne fregano (giustamente) dei filosofi? Spocchia. Appurare che molti scienziati sono più filosofi di noi? Doverosa umiltà. Rivalutare il paradigma delle scienze cognitive? Sotto sotto ci piacerebbe, ma siamo — in tutti i sensi — continentali…

    Pentirsi della propria scelta? No (non ancora, almeno). Pensare che forse si sarebbe potuto filosofare benissimo (e forse anche meglio) anche, chessò, con una laurea in biologia? Triste dubbio, ma concreto.

    @ferrigno: l’insegnamento è escluso in partenza per quest’anno. Prima di noi molta altra gente, ad anni alterni, s’è ritrovata a non essere in graduatoria: tutto quel che si può fare è aspettare che le riaprano. Punto.

    Rivolgersi ai privati? Valuteremo la possibilità — anche se tu, proveniendo da una formazione scientifica, vedi le cose in altra maniera.

  33. Giofilo scrive:

    Pensare che forse si sarebbe potuto filosofare benissimo (e forse anche meglio) anche, chessò, con una laurea in biologia?

    Della serie “non ti frega niente, ma te lo dico lo stesso”: mio fratello, fresco di diploma, qualche giorno fa è entrato (numero chiuso) proprio in Biologia, a Catania.

  34. Ammaestralo a dovere, mi raccomando. ;-)

  35. Triad scrive:

    Stamane ho potuto avvedermi del mio errore; naturalmente è come dicevi tu e come giustamente ho detto Alex.
    Meglio così, per quel che può valere.

    Sulla spocchia, non sono così convinto delle tue affermazioni: ritengo davvero casi rarissimi quelli di scienziati che discutono filosoficamente meglio di filosofi; e in generale lo scienziato ha molta più spocchia (nel senso che intendi tu) del filosofo. Hai letto la mia recensione, seppure dura e non solo “compilativa”, del testo di Edelman – davvero un emblema in tal senso.

  36. Triad, sarà. Ma al momento gli scienziati mi insegnano qualcosa sul mondo prima, meglio e più che i filosofi (che infatti aspettano con ansia risultati scientifici, o non avrebbero niente di nuovo di cui parlare — ché Platone aveva già detto tutto). Ma questa è nostra polemica vecchia: lasciamola da parte per adesso. :-)

    A proposito, detto incidentalmente: una bella laurea in biologia sarebbe per noi una prospettiva da non sottovalutare. ;-)

  37. Giofilo scrive:

    A proposito, detto incidentalmente: una bella laurea in biologia sarebbe per noi una prospettiva da non sottovalutare.

    Proprio così! E’ da tempo che ci penso… e anche lui m’ha confidato che vorrebbe farlo.

  38. L’ha confidato anche a me. :-D

  39. ferrigno scrive:

    Una laurea in biologia?!?! Merda, dalla padella alla brace?! :D (ovviamente sono un biologo)
    E poi Pievani ne ha fatto brillantemente a meno.

  40. Sim Dawdler scrive:

    Preferisco dirti la mia in privato – via email o meglio ancora di presenza – ché si tratta di questione estremamente complessa, importante e delicata (in un commento sarei costretto a semplificare il non semplificabile o a violare la mia stessa privacy, e non sarebbe bello). E poi adesso ho anch’io troppi pinzeri per la testa.

  41. @ferrigno: suvvia, ché sei messo meglio — parecchio meglio — di noi. (E Pievani meglio ancora di te e di tutti noi, genitori compresi, messi assieme. :-D )

    @Sim Dawdler: avremo modo di parlarne presto, vedrai. ;-)

  42. Comunque, a ripensarci, la questione Pievani è interessante: il filosofo che va negli States e torna scienziato. Troppe volte il caro prof. Camardi mi disse: “Va’ in America!”: l’ho preso sottogamba. E così, al momento di fare la tesi, mi sono ritrovato a rimpiangere il clima bostoniano (ma ci pensate? Harvard, il MIT, la Tufts di Dennett…) sapendo di non avere (più) chance per inserirmici.

  43. Triad scrive:

    Anche io talvolta penso ad una seconda laurea. Ma potremmo iscriverci ad essa se prima non lavoriamo già? Chi paga le tasse massime previste – 1000euro l’anno circa – dato che è appunto seconda laurea?
    Quindi il problema è sempre lì. Comunque preferirei Fisica teorica o Matematica.

  44. ophelia scrive:

    La seconda laurea è un sogno ricorrente, ma Triad, caspita, non sapevo si pagasse così tanto per prenderla..
    Io farei Astronomia :-D

    P.s_ma perchè mai l’equazione filosofo-scienziato mancato funziona per tutti?!

  45. @Triad: non è quella la spesa che mi spaventa (80€ al mese per le tasse le si trovano): il peggio sono le spese accessorie — libri, trasporti, affitto e quant’altro. Fisica mi piacerebbe; poi penso che siamo ingegneri mancati, e allora capisco che forse quel tipo di scienze non fa per noi (ecco perché ciancio piuttosto proprio di biologia, scienza senz’altro più vicina alla vita).

    @ophelia: alcuni pagano già così tanto, di tasse, per la prima laurea — anche alcuni umanisti, pensa!

    P.S. L’equazione funziona perché all’origine il filosofo fu scienziato, e viceversa. Poi un dio crudele divise le due figure, cosicché esse ancor oggi si cercano speranzose, sperando di potersi finalmente riunire… :-D

  46. Comunque ho dimenticato di dirvi che nel frattempo le liti sembrano essersi sopite. Merito di questo pubblico sfogo? No: direi piuttosto delle telefonate alle nordiche segreterie (le stesse in cui la nostra Ossidia voleva andare di persona) che ci hanno confermato che, per la nostra classe di concorso, stanno chiamando dalle graduatorie (nel migliore dei casi; altre scuole sono così fortunate da avere l’organico filosofico al completo di ruolo). Domani toccherà alle private, magari coadiuvati dal nostro curriculum.

  47. Ossidia scrive:

    Io avevo pensato a lingue orientali (si, accumuliamo lauree inutili) per imparare l’arabo e lavorare in un contesto internazionale e multiculturale (un’entità fuffosa che esiste solo nella mia mente). Ma la scelta più azzeccata per una seconda laurea penso sia quella proposta da Triad… avercelo il coraggio! Comunque, come dice Cartesio, una volta presa una strada bisogna andare fino in fondo. Così non ci resta che sondare tutte le possibilità che ci offre sto straccio di laurea… non so, magari con un Master in risorse umane vai a selezionare personale nelle aziende. Ok è raccapricciante, ma sempre meglio che pulire scale, almeno credo. E comunque il discorso di restare un anno fermi per colmare le lacune di studio non regge: studiare e assimilare cultura è un processo lungo una vita, che spero ci accompagnerà fino alla morte e che dovremo in qualche modo conciliare col lavoro, perchè non iniziare subito?

  48. non ci resta che sondare tutte le possibilità che ci offre sto straccio di laurea

    Ovvero insegnare filosofia e storia o insegnare sociopsicopedagogia. :lol:

    Collezionare lauree senza sbocchi lavorativi non ha molto senso: ne basta già una. E tentare di metterle una toppa con un dubbio master non mi attrae particolarmente. (Poi vorrei vedertici, a selezionare personale e a tentare di motivarlo — filosoficamente, s’intende — per il lavoro… :-D )

    Che lo studio duri una vita è ovvio; però mai come ora credo di poter passare intere giornate da dedicarvi completamente (e se non lo faccio è solo perché non mi dai requie…). E sul cominciare subito ti chiederei io: perché sì? (Che poi, vorrei pure vederti a sgobbare dieci ore al giorno e poi a tornare a casa a meditare sui massimi sistemi…)

    P.S. Lo so, sembro disfattista. Il fatto è che, storicamente, i filosofi furono tutti o insegnanti (spesso “privati”) o mantenuti (da capitali privati, o da quelli religiosi). (L’unica eccezione che mi viene in mente è Spinoza, l’ammirevole tornitore di lenti.) Ma al momento l’insegnamento mi è precluso, e l’essere mantenuto è ugualmente impossibile (o perlomeno disdicevole). Indovina cosa resta.

  49. Piccolo emendamento affinché evitiate di fraintendere il mio messaggio precedente. Quando dico “indovina cosa resta” (tra la via dell’insegnamento e quella del mantenimento, suggerendo “la sussistenza”) sottointendo: “per poter filosofare” — per poter continuare a pensare più o meno liberamente, dico.

    Sarò romantico o forse troppo pragmatico, ma se volessi smettere definitivamente di filosofare (o meglio, diciamo semplicemente di “studiare filosofia”) m’impiegherei immantinente nel primo posto che mi capitasse. Che forse è quel che farò comunque un dì, ma non domani — né dopodomani.

    Per fortuna purtroppo la nostra Ossidia è più professoressa che filosofa. :-P

  50. Triad scrive:

    Non mi sento per nulla né uno scienziato mancato né un ingegnere mancato (che sono due cose diverse). Mi sento un filosofo mancato, semmai.
    La seconda laurea in Fisica o in Matematica è un segno di ulteriore cultura e sul rapporto filosofia-scienza – credo per la prima volta e con tanto piacere – sono d’accordo al cento per cento con Tommy.
    Caro amico, sono contento anche del tuo amore per la conoscenza che si spinge fino a ridurci “così” (da intendere nel giusto senso). Penso che finiremo nello stesso modo.
    L’unica differenza è che tu hai Ossidia.

  51. Ossidia scrive:

    @Tommy:

    Che lo studio duri una vita è ovvio; però mai come ora credo di poter passare intere giornate da dedicarvi completamente

    Ma se lo sai meglio di me che le ore dedicate ai “noobili studi” sarebbero al massimo due su ventiquattro, il resto del tempo lo passeresti dormendo e smanettando pc!

    Per fortuna purtroppo la nostra Ossidia è più professoressa che filosofa

    Se essere filosofi vuol dire morire in solutidine e povertà confortato solo da una Grande Sapienza che non serve a nessuno e che non puoi condividere con nessuno, preferisco essere professoressa.

    @Triad:

    L’unica differenza è che tu hai Ossidia.

    In che senso?

  52. ophelia scrive:

    Brava Ossidia, così si fa!

  53. @Ossidia: le restanti 22 ore sono doverosa procrastinazione. :-D (E poi non è vero che non riesco a studiare più di due ore al giorno. Se avessi detto “due di fila” ok — la pausa è dovuta; ma come sai, dal dì della laurea non abbiamo avuto tregua — e adesso che potremmo averla, non me la stai dando tu…).

    (E ricorda che il giorno della fine non ti servirà l’inglese né la Grande Sapienza, ma nemmeno gli alunni che non avrai mai.)

    @Triad: sulla collaborazione filosofia-scienza e sulla possibilità teor(et)ica di un’unica scienza abbiamo sempre concordato — solo che non è più tempo, ahinoi. (A meno di non immergerci nelle scienze cognitive, paradigma forse superabile nelle proposte ma insuperato nel metodo.)

    Comunque ti prego, non fare la mia stessa fine — con o senza compagna di (s)ventura. Un abbraccio.

    @ophelia: sei qui a rinfocolare la scerra o per bearti del cuttigghiu?

  54. ophelia scrive:

    Io?!?! Ma se l’hanno letto tutti che ho scritto che sono d’accordo con te.. :-D ihihih

  55. Vabbuò, alimenterò il pettegolezzo postando l’ultimo stralcio di dialogo tra me e lei, avvenuto due minuti fa (dopodiché riempirò il blog di Adsense, in modo da guadagnarci con onore :lol: ).

    Tommy: Che fai?
    Ossidia: Troppo sonno! Vado a dormire.
    Tommy (pensando tra sé e sé): Ma non ero io quello che dorme tutto il giorno?
    Ossidia: Informarsi per i master stanca.
    Tommy: Ah.
    Ossidia: Davvero!
    Tommy: E che hai trovato? Tutte minchiate?!
    Ossidia: No, anzi: cose interessanti!
    Tommy: Tipo?
    Ossidia: Tipo un sito sui professionisti delle risorse umane!
    Tommy: …
    Ossidia: È una cosa che a me piacerebbe fare.
    Tommy: Mah.
    Ossidia: Sul serio!
    Tommy: Ok. Ma ti rendi conto della somma fuffa di cose come “professionisti”, “gestione di risorse”, “risorse umane” eccetra eccetra?
    Ossidia (andando a dormire): Sì. Ma mi importa quanto portano a casa.

  56. Giofilo scrive:

    Ad esempio, negli USA, lo stesso paese

    ma ci pensate? Harvard, il MIT, la Tufts di Dennett

    che io sappia le Human Resources già le conoscono da parecchio tempo. E, sempre che io sappia, si guadagna.

    il guaio è che io, di risorse umane, non ne so nulla… e nulla (almeno per ora) ne voglio sapere :-P

  57. io, di risorse umane, non ne so nulla… e nulla (almeno per ora) ne voglio sapere

    Ecco: esattamente quel che penso io. :-P

    Catbert

  58. alex scrive:

    varie:

    - io, essendo presuntuoso, troverei bello dire alla gente cosa deve fare.

    - che sono presuntuoso me lo ha detto una selezionatrice del personale. psicologa. giovane (oddio, adesso ne avrà… 30). pareccchio carina. comunque, esperta di questioni di selezione del personale. e di psicologia. mi ha detto che sono presuntuoso, e poi mi ha assunto.

    - io ho mollato quel lavoro (in assicurazione. non mi piace truffare, non sono capace di mentire).

    - penso che nella mia presunzione conti la formazione classica e poi filosofica.

    - 3 ragazze diverse mi hanno chiamato guru senza conoscersi tra loro; una, ho scoperto da poco, mi chiama Maestro (con la M maiuscola proprio). evidentemente c’è gusto a sbeffeggiare la mia presunzione :) (ma sotto sotto mi si riconosce uno status che manco vittorio sgarbi!)

    - v. sgarbi è laureato in filosofia, ramo morale. e non penso che gli manchino i soldi.

    - fare il selezionatore del personale la vedo come una roba che non si capisce bene cos’è. psicologia? si usano dati “scientifici” per scegliere il candidato, o si va sul giudizio personale del selezionatore? e chi garantisce che il giudizio del selezionatore sia bene educato? che individui il candidato migliore? come funziona?

    - visto che sono presuntuosissimo, dirò alla gente cosa fare. è il mio progetto di vita. :D

  59. ferrigno scrive:

    Be’, adsense a manetta, qua ci si diverte alle vostre spalle :D

    Cmq, la cosa che mi convince meno del tuo discorso è che aspettare la riapertura, nel frattempo studiare e restare a CT, ecco… è PALLOSO.

    Andare al nord, parlare ai presidi di persona, iscriversi a un master che c’entra poco con la filosofia, presentarsi alle redazioni dei giornali, andare a vivere in una stamberga a 200 euro in due, mettersi nei guai e magari ribbummare, sono cose più divertenti e più CONSONE ALL’ETA’ CHE AVETE, CAZZAROLA!!!

    Tommy, a 25 anni si più ancora rischiare senza compromettere la propria vita ;)

  60. @alex: io sarei presuntuoso, ma non riesco a dimostrarlo (o riesco a non darlo a vedere). Tuttavia in me la formazione classica e filosofica ha sortito tutt’altro effetto: m’ha reso insicuro di ciò che penso, visto che nulla è certo. Tale scetticismo, va da sé, constrasta con la mia presunzione innata. ;-)

    Così, non sarei affatto in grado di dire agli altri ciò che devono fare: sapessi cosa dovrei (o almeno “vorrei”) fare io! Idem Ossidia. Ma al momento lei sta a pensare anzitutto (e forse esclusivamente) ai soldi. (Forse è questo che l’ha fatta sclerare ultimamente.)

    @ferrigno: vedi, qui non ci siamo! A me un’esistenza di otium arrapa. Certo, non è facilmente realizzabile alle condizioni sociali e culturali in cui viviamo: è per questo che anch’io sclero.

    Avessi voluto una vita caotica avrei vissuto a Catania city (cosa che non ho mai fatto). Volevo una vita serena e tranquilla; degli anni trascorsi non posso lamentarmi. Ma adesso sto perdendo il paradiso…

    Quanto al mio disfattismo, vedrò di commentare alcune tue proposte. Parlare ai presidi di persona: ci sono bastate le telefonate (“ci spiace, chiamiamo dalle graduatorie” — e noi non siamo ancora in graduatoria). Il master poco attinente: perché no, se ne trovassi uno che mi aggrada! Ma preferirei un dottorato — e prima di potermi presentare, dovrei prepararmi per almeno un anno (ecco come il mio progetto di studio personale potrebbe avere un senso “sociale”!). Le redazioni dei giornali? Non mi ha notato nessuno (né ho cercato di eccellere) con questo blog: pensa altrove (certo, però, che come correttore di bozze potrei avere un futuro…). La stamberga? Ci vivevamo già gratis… I guai? Non amo rischiare — se avessi avuto un’idea, una Buona Idea, magari mi sarei buttato: ma non ne ho! L’età che abbiamo: la vedo consona per gli ultimi sprazzi di studio. (So che presto mi passerà la voglia…)

    Ok, sono un tipo palloso. Lo sapevo già. ;-)

  61. P.S. Aspetto il primo che mi dica: uò spàriti. :lol:

  62. ophelia scrive:

    ……………………………….. :-D ………………….ma no, dai! Non sarò io, tranquillo!

    “Mettersi nei guai e magari ribbummare, sono cose più divertenti e più CONSONE ALL’ETA’ CHE AVETE, CAZZAROLA!!!”..hai visto qual è la vera sapienza!
    Ma tu si lisciu..

  63. Triad scrive:

    Davide fondiamo un gruppo rock e sfondiamo nella musica. “Così fan tutti” – siamo da meno?
    E dimostriamo anche che il filosofo e l’artista non posso essere persone distinte!
    Che ne dici? Risolviamo tutti i nostri problemi… Massì, dai!
    Con follia sincera,
    Davide

  64. @ophelia: non mi aggradano le effervescenze. :evil:

    @Triad: per quanto sia una proposta folle mi sembra più realistica e realizzabile di molte altre (e ho detto tutto…). E poi, a ben vedere, qualche possibilità l’abbiamo. :lol: (Ne parleremo giovedì. A presto!)

  65. Triad scrive:

    Queste immagini, benché insonorizzate provvidenzialmente, ci hanno già segnati, però!
    A giovedì!

  66. Adesso ci sono anche quelle sonorizzate. :-D

  67. davide scrive:

    Dialogo impietoso ma drammaticamente vero. I primi tempi, quando non chiamava nessuno, sono stati i più duri. Non sai come muoverti, non hai agganci, non sai cosa sia una supplenza, non sai cosa sia la scuola(lo sai da studente ma non ti serve, è l’altra faccia che ti serve e quella visuale non ce l’hai). Non hai soldi, non sai cosa sia una graduatoria, una classe di concorso, un’abilitazione. Non sai un cazzo di niente e non sai un mucchio di altre cose. Però mi permetto di darti un consiglio: rischia, buttati, se davvero è insegnare quello che vuoi, buttati, scappa, fuggi, fai di tutto per realizzare il più possibile questo desiderio. Io l’ho fatto quasi inconsciamente. Mi sono accorto che era un sogno, solido, fortissimo, quando già c’ero dentro, quando si era (anche se provvisoriamente) realizzato. Se davvero ti piace molla tutto e vai. Anche perchè la mia pur poca esperienza mi dice che le cose nei prossimi anni andranno di male in peggio. E il poco spazio che ci è adesso concesso si restringe di anno in anno. E’ importante questo periodo, cavolo se lo è. Uno lo può utilizzare per leggere(santa cosa), per oziare(santissima cosa) per guardarsi dentro e capire cosa vuol fare davvero. Una volta capito questo penso sia tutto abbastanza semplice; una volta focalizzato l’obiettivo si tratta solo di nutrirsi per anni di spirito di sacrificio per anni, lunghi anni. Ma, se ti piace insegnare, ne vale dannatamente la pena. Vi auguro tutto il bene possibile, non solo dal punto di vista professionale.

  68. rischia, buttati, se davvero è insegnare quello che vuoi, buttati, scappa, fuggi, fai di tutto per realizzare il più possibile questo desiderio

    Ci fosse stata anche una sola porta aperta, l’avrei fatto. Ma vedi, ci sono due differenze importanti tra le nostre situazioni: 1) tu sei in graduatoria e 2) tu puoi insegnare un po’ ovunque (non sei vincolato ai soli licei come noi). È per questo che noi siamo così sfigati e sclerati. Abbiamo perso anche la flebile speranza delle messe a disposizione, pensa un po’…

    Grazie di cuore comunque per l’incoraggiamento, e per la conferma che l’insegnamento non è affatto una brutta cosa come la dipingono. ;-)

  69. L’avevo già visto. E provando a leggerlo mi sono reso conto di saperne troppo poco di Heidegger per poterlo gettare giù o salvare. ;-)

    Magari in questi mesi di disoccupazione forzata potrei provare a leggere finalmente integralmente Essere e tempo. Ma ho così tante altre letture più grate in cantiere!

    (Comunque preferisco i filosofi adamantini, à la Russell o Schopenhauer, agli oscuri ma intensi Heidegger o Hegel.)

  70. ferrigno scrive:

    Uh, sono d’accordo. Il mio massimo avvicinamento a Heidegger è stato “Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’occidente” di Galimberti. L’ho finito ma l’ho lanciato diverse volte contro un muro, mi faceva incazzare.

  71. Intanto un anonimo commentatore (palèsati!) ci dà qualche buon consiglio. Peccato avere curricula così… ridicula.

  72. Miryam scrive:

    :’-( pensavo che voi foste più sereni…Allora la crisi è generale.
    Maledette ‘ste situazioni che fomentano scontri vari…Dai, fatevi una camomilla e pianificate insieme. Se ci riuscite.

  73. Miryam scrive:

    Tommy, tu dovresti essere più fiducioso, hai grandi qualità.
    Ossidia non ha tutti i torti, bisogna impiegare questo tempo per escogitare qsa. Ok il meraviglioso otium (io la penso come te),ma, ahinoi, non di solo libro vive il laureato d’oggi…
    Ragà, siamo in forze, mettiamoci in gioco (senza fotterci il cervello e tentando di restare lucidi davanti a tanto marasma)!
    Sarebbe giunta l’ora di fare 1 bella chiacchierata, tra noi professionisti dell’accattonaggio scolastico.

  74. Macché sereni! Anche qua ai monti (che strano scriverne come un “qua”!) ci siamo ritrovati di fronte a nuovi e differenti problemi pratici e tecnici, che richiedono capacità di organizzazione e notevole lungimiranza per la loro soluzione. Bazzecole, rispetto ai progetti di vita — purtroppo però li presuppongono. (Tante parole per dire che mi hanno chiuso l’assicurazione dell’auto e non so che minchia fare, visto che sono in ballo considerevoli cifre, passaggi di proprietà, PRA, pro e contro…)

    Le mie “grandi qualità” sono invisibili per le aziende (ma poi, vorrei davvero lavorare in azienda?): niente attestati ufficiali, a parte la risibile laurea. A meno che un curriculum con scritto “faccio siti, faccio foto, faccio cose” possa attirare seriamente qualche selezionatore del personale… (Oddio!)

    Escogitare qualcosa, certo. Ma mancano i capitali (e senza una “sistemazione” ci sono preclusi anche i prestiti…). Ciononostante proveremo a darci al brainstorming. (Ma secondo te è più probabile farsi venire idee nella serenità o nel bisogno?)

    La tanto chiacchierata chiacchierata la faremo presto. ;-)

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