Dicono che io sono qui, sinistramente accerchiato. Ecco: mi ritrovo ancora una volta a dimostrarmi inconsciamente filosofo. (Spiegatemi cos’è il bene comune, poi ne riparleremo.)

Nel frattempo le conclusioni più intelligenti le ho lette dall’Estinto, che da un lato obietta sull’(in)utilità di simili test (forse che ci fanno cambiare opinione sul voto?), dall’altro propone nuove forme elettorali. Ecco: una rappresentanza per idee – al limite referendaria – mi sembra incarnare il miglior concetto di democrazia. E lo dico nella perfetta consapevolezza che l’opinione della massa può non essere delle migliori, ma è senz’altro l’unico antidoto contro le caste. (Astengansi commenti favoleggiatori delle élites.)
Cercherò di spiegare meglio quest’ultimo concetto con un esempio. Immaginiamo la gente chiamata ad esprimersi sulla possibilità o meno di poter eleggere criminali (cosa non del tutto irreale, qua in Italia). Anche nel più sfrenato pessimismo antropologico scaturente da un intimo disgusto per la massa, dubito assolutamente che passerebbe l’opinione che apra le porte dei Palazzi ai manigoldi. (Detto tra noi, se passasse perderei pure l’ultima speranza sul barlume di sanità mentale – nel senso di buon senso cartesianamente equidistribuito – degli umani.) Che poi la gente voti Berlusconi, beh, quello è un discorso più complesso…
Caro Tommy, grazie della segnalazione interessante…
Per spasso e per curiosità ho fatto altri due test: quello de La Stampa e il VotoMetro. Ecco i divergenti risultati:
A chi prestare ascolto?
Ho avuto risultati simili ai tuoi anche con questi due tester. Ad ogni modo, buona domenica elettorale…
Qua è nuvoloso…