MeetUp Ragusa: c’ero anch’io

Un po’ per caso un po’ per sbaglio (avant)ieri mi sono ritrovato nel bel mezzo del MeetUp dei Grilli Ragusani (il primo incontro). Ho una visione molto critica verso Grillo, a tratti ostile; tuttavia ero curioso di capire chi fossero i “grillini”, senza inutili mollette al naso.

Non erano (eravamo?) in molti: una quindicina, quanto basta per riempire una cucina e incasinare le idee proprie e altrui senza riuscire ad esprimersi adeguatamente. Eppure c’era un campionario di tipi molto differenti: l’ammiratore e il critico, l’imberbe e il navigato, l’inflessibile e il conciliante, l’ex fascista e il comunistoide (senza offesa per nessuno!); tra questi purtroppo nessuna donna (a parte la mia). Presentandomi ho subito premesso di trovarmi lì (qui: al piano di sotto…) come osservatore esterno: non solo in quanto né grillino né meetupparo, ma anche poiché non ragusano. Non per questo non ho tirato qualche frecciatina e tentato di catalizzare qualche riflessione.

Quella che a molti è sembrata la discussione più oziosa ed inutile a me è parsa la più rivelatrice (non a caso si è presentata per prima): l’adesione o meno agli ideali di Grillo. Nonostante la presenza di almeno un paio di (celati) osannanti del verbo grillesco, una buona metà di gente s’è mostrata giustamente critica e scettica (anche su tristi formalità come la presenza del faccione di Grillo sul simbolo della lista di Sonia Alfano). Si è convenuto che non c’è – né debba esserci – una ideologia dietro questo “movimento”. Tuttavia sono scettico. Penso che la mancanza di linee guida di pensiero e d’azione porterebbe al collasso del MeetUp. Troppa divergenza di idee e di intenti separa pericolosamente, confonde e disperde (se è vero che la forza viene solo dall’unione…). È troppo vago inneggiare alla libertà e alla legalità (lo fanno tutti i partiti oggi) o proclamarsi inkazzati (lo sono anche i giovani di Forza Nuova): servono direttive, obiettivi, metodi.

Ho provato a chiedere cosa si farebbe in caso di idee divergenti (davvero non vorremmo autostrade in Sicilia? davvero il nemico numero uno sono gli inceneritori, miei cari amici fumatori?): mi è stato risposto che si andrebbe ai voti (democrazia! meraviglioso potere della maggioranza!). Giusto, ma questo mi consola da un lato e rattrista dall’altro: in tale modo è palese che prevarrà comunque il pensiero di Grillo; e con le probabili lamentele e fuoriuscite dei malcontenti, tale movimento si manifesterà sempre più per quel che è: uno stormo di grillini. Senza nessun insulto: ho visto che è gente che pensa benché gli esiti siano diversissimi (proprio questo è garanzia del pensare). Ho solo il timore di una deriva “fascista”, in cui si mal tollerano altri punti di vista. Per fortuna e purtroppo chiunque può fondare un MeetUp.

Si è discusso anche di principi basilari: della Politica nel senso più alto del termine, come disse qualcuno. Per capire meglio il clima teor(et)ico di fondo: si è parlato di democrazia – e di assenza di democrazia. Si è cianciato che quel che conta è la volontà del popolo (alcuni hanno creduto che i grillini sapessero incarnarla). Ma cribbio!, il popolo vota Berlusconi, faccio gentilmente notare. Spallucce e facce sconsolate. Si è pure parlato di legalità come una delle principali linee guida del MeetUp, aldilà del pensiero di Grillo. Ma caspita: il falso in bilancio è legalità. Vedete bene che tale concetto non basta – o non è adeguato. C’era da svolgere esercizi (triti e ritriti ma sempre utilissimi) di filosofia politica per ore e ore, ma c’era il rischio di non uscirne davvero più. Ne parleremo altrove.

Si è passati dunque a discussioni più concrete. Nella fattispecie: che fare per le imminenti elezioni? Alcuni pongono il secondo V-Day come priorità assoluta. Faccio notare che c’è un piccolo problemuccio: questo V-Day cadrà a elezioni ormai avvenute – con lo psiconano (come lo chiamano) neopremier, alla faccia loro. Bella cazzata. C’è da agire subito: inutile entusiasmarsi per un V-Day se questo non avrà nessunissimo modo di incidere sulle carte in tavola, sul gioco immediato. Butto la mia boutade: capiremo di dover impugnare i cutèddi solo dopo le elezioni. (Anche di questo ne parleremo in seguito.)

Credo che l’evento sia parso dispersivo ai più. Penso molto sia dovuto al fatto che fosse il primo. Ad ogni modo è stato fonte di parecchie riflessioni, spero per tutti i presenti. Quel che è ammirevole è l’ottimismo della volontà di questi ragazzi nonostante l’inevitabile pessimismo dell’intelligenza: vorrei tanto prendere esempio da loro, ma sono troppo scettico, troppo disilluso. Tant’è che l’ultima questione che è venuta fuori è stata: sarà questa l’ultima volta che andremo a votare, o è stata la scorsa? Rispondere a questa domanda è l’interrogativo del mese e dei prossimi anni.

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5 risposte a MeetUp Ragusa: c’ero anch’io

  1. Dimenticavo: altra cosa che mi ha rattristato non poco è l’eccessiva formalizzazione. Sono lontani i tempi delle rivolte studentesche di quattro e tre decenni addietro: la burocrazia permea anche i rapporti tra singoli e tra gruppi. Il suolo pubblico che non si può occupare (sic), le riunioni che senza un’associazione dietro non valgono nulla… La casta ci ha proprio accerchiato.

  2. Nello scrive:

    Condivido alcune perplessità, ma il rinnovamento deve partire da qualche parte, e non si può attendere di stilare una sorta di documento programmatico su cui tutti i volenterosi debbano prestare giuramento…
    Concordo sullo stabilire dei binari da rispettare e condividere (la discussione può essere sviluppata) ma non una rigida dichiarazione d’intenti, senza la quale tutto ciò che si fa viene dichiarato privo di significato.
    Spero che la tua voglia di fare ci veda presto a fianco per una società risvegliata degna di un Paese che sta a latitudini europee piuttosto che latino-americane.

  3. Caro Nello,
    concordo sull’urgenza ed emergenza della situazione che richiede un’azione immediata, aldilà di divergenze personali e dissonanze d’intenti.

    Le mie dichiarazioni sono mosse da un lato da un pessimismo antropologico che mi rende, ahimè, accidioso e inerte (abbiamo parlato dei rischi del “dittatore illuminato”…); dall’altro dall’effettivo tempo ristretto (è già fin troppo vergognoso — se è vero — che senza la raccolta e l’autenticazione delle firme Ragusa non avrebbe nemmeno la possibilità di votare Sonia Alfano).

    Forse neanche Beppe Grillo si aspettava una caduta del Governo e una chiamata alle urne così repentine. Lo stesso fatto che il MeetUp ragusano sia nato solo la settimana scorsa (unitamente all’indisponibilità delle piazze prima delle elezioni) non dà un grande margine d’azione. Per questo al momento conto più su una sensibilizzazione locale, ristretta (mi pare l’unica via effettivamente battibile, date le premesse). In poche parole: esortiamo parenti e amici a non votare Lombardo (cui prodest?); dopodiché continueremo a far valere la pressione delle nostre opinioni e delle istanze di correttezza e trasparenza sulle quali tutti concordiamo.

  4. alex scrive:

    se si vuol fare qualcosa, le piazze si usano ugualmente, anche senza il permesso scritto del questore. sono luoghi pubblici, ci si trova e si parla. basta non mettere su un palco.

    altrimenti dovrebbero caccciare anche i “giovinastri” che si trovano solo per fumare assieme, rimorchiare, fare le vasche… e come rompono i coglioni le masse che sotto le feste e i saldi occupano piazze e vie per vedere maglioni e scarpe nei negozi dolceegabana! mi ostruiscono il passaggio! vigile, me li levi di torno che devo passare!

    se possono queste categorie, possono tutti.

    nancy fraser (redistribuzione o riconoscimento?) suggerisce che un gruppo di esperti selezioni le opzioni politiche nella vasta marea (ci stanno vaccate di ogni genere, e in fondo il nostro parlamento è l’esempio migliore che l’italiano medio è stupido), e poi al “popolo” sia lasciata la libertà di votare tra queste opzioni preselezionate.

    l’idea in sè non è brutta, proprio per il fatto che s’è visto che gli italiano mandano al governo gente come berlusca, la carlucci (mamma mia!), mastella e chi più ne ha più ne metta. il problema è decidere chi sono gli esperti che selezionano le opzioni: come li scegli? per voto? e allora torna il problema, gli italiani votano dei dementi (e aveva ragione prodi quando disse che la classe politica italiana è specchio fedele di un popolo fatto così). ma se non li si sceglie per voto, non è democrazia.

    va beh, chiudo se no vien troppa roba.

    p.s. io ho cambiato il layout, tu ti sei imbarcato nel redesign? :)
    p.p.s. non sono fotogenico

  5. Sull’occupazione delle piazze penso che la questione sia tutt’altro che semplice. Primo, perché in questo mese che ci separa dalle elezioni saranno assiduamente (pre)occupate da politici; secondo, perché credo che, in base alle iniziative e al comportamento, si possa rischiare quanto meno multe: una cosa sono i moti di opinione in un piccolo capannello di conoscenti; altra cosa è voler coinvolgere passanti e votanti ignoranti (magari con mezzi di risonanza come volantini o megafoni, non necessariamente palchi o stand). Quello che ho trovato saggio e triste in questi ragazzi è proprio il volersi premunire da ogni possibile noia, anche a costo di formalizzarsi e burocratizzarsi non poco.

    P.S.: riguardo al redesign ci sono nel bel mezzo da un paio di giorni, ma non è immediatissimo trasformare le tabelle in fogli di stile! Probabilmente ormai aspetterò l’uscita del WordPress 2.5 per poter sistemare meglio le cose. Intanto sto facendo test sullo sfondo e sui caratteri per migliorare la leggibilità. Quanto alla foto, ci va bene anche un quarto del tuo viso, o la tua testa vista da dietro. ;-)

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