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> <channel><title>Commenti a: Le Superputtane</title> <atom:link href="http://www.davidetomasello.it/2007/10/31/le-superputtane/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.davidetomasello.it/2007/10/31/le-superputtane/</link> <description>Narrazioni filosofiche e filosofie narrate</description> <lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 23:34:21 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/10/31/le-superputtane/#comment-639</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sun, 23 Dec 2007 16:43:07 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/10/le-superputtane/#comment-639</guid> <description>Caro Triad, anch’io sono dell’avviso che la più gran parte dei problemi sorgano dalla comunicazione e dal confronto, e dunque dalle differenze che reclamano scale di valori – mere tassonomie per distinguere il “migliore”, appunto, guarda caso trovato sempre nell’ottica del soggetto che si pone la questione («Sono Io il migliore! Il Bene è con me!»). Sappiamo che non è semplice – né molto raccomandabile – trovare un principio di legittimazione della cultura e dell’etica: qualsiasi valore, anche il più sacrale come la vita, se elevato a unico principio genera violenze. Comunque mi ha molto colpito la tua affermazione che sposta la prospettiva sul «modo in cui - e se - le diverse abitudini debbano entrare in contatto le une con le altre», in quanto ci ho riflettuto spesso anch’io. Poi però pavento che la pace divenga noia, e la non-comunicazione si trasformi in isolamento: chi può decidere che deve stare nello zoo e chi no?</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Triad, anch’io sono dell’avviso che la più gran parte dei problemi sorgano dalla comunicazione e dal confronto, e dunque dalle differenze che reclamano scale di valori – mere tassonomie per distinguere il “migliore”, appunto, guarda caso trovato sempre nell’ottica del soggetto che si pone la questione («Sono Io il migliore! Il Bene è con me!»). Sappiamo che non è semplice – né molto raccomandabile – trovare un principio di legittimazione della cultura e dell’etica: qualsiasi valore, anche il più sacrale come la vita, se elevato a unico principio genera violenze. Comunque mi ha molto colpito la tua affermazione che sposta la prospettiva sul «modo in cui &#8211; e se &#8211; le diverse abitudini debbano entrare in contatto le une con le altre», in quanto ci ho riflettuto spesso anch’io. Poi però pavento che la pace divenga noia, e la non-comunicazione si trasformi in isolamento: chi può decidere che deve stare nello zoo e chi no?</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Triad</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/10/31/le-superputtane/#comment-638</link> <dc:creator>Triad</dc:creator> <pubDate>Sat, 08 Dec 2007 15:15:28 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/10/le-superputtane/#comment-638</guid> <description>Secondo me, il &quot;problema&quot; non sta nel determinare quale sia l&#039;abitudine &quot;migliore&quot;, dacché questa, come giustamente rilevi, è un&#039;impostazione fuorviante. Le questioni più urgenti e &quot;toccanti&quot; riguardano esclusivamente, a mio modo di vedere, il modo in cui - e se - le diverse abitudini debbano entrare in contatto le une con le altre: nel momento in cui io sono costretto ad interagire con chi ha diverse abitudini nasce la questione - sempre fuorviante - del &quot;migliore&quot;. La cultura è un fatto isolante, il problema è comunicare. Bisogna forse trovare il vero motivo per farlo e poi combattere - faticando culturalmente - per esso.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, il &#8220;problema&#8221; non sta nel determinare quale sia l&#8217;abitudine &#8220;migliore&#8221;, dacché questa, come giustamente rilevi, è un&#8217;impostazione fuorviante. Le questioni più urgenti e &#8220;toccanti&#8221; riguardano esclusivamente, a mio modo di vedere, il modo in cui &#8211; e se &#8211; le diverse abitudini debbano entrare in contatto le une con le altre: nel momento in cui io sono costretto ad interagire con chi ha diverse abitudini nasce la questione &#8211; sempre fuorviante &#8211; del &#8220;migliore&#8221;. La cultura è un fatto isolante, il problema è comunicare. Bisogna forse trovare il vero motivo per farlo e poi combattere &#8211; faticando culturalmente &#8211; per esso.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/10/31/le-superputtane/#comment-637</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Mon, 05 Nov 2007 14:46:24 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/10/le-superputtane/#comment-637</guid> <description>Giofilo: come avrai capito la mia, oltre che una provocazione, era un&#039;immaginazione, una semplificazione, una fantasia. Anche a me, col poco buon senso che mi rimane, l&#039;occlusione del volto sembra più grave di quella del seno, ma forse per una Superputtana non è così... (riecco il relativismo sfrenato). Purtroppo noi conosciamo troppo poco e male i vari aspetti e le molteplici sfumature del mondo arabo, di quell&#039;insieme di paesi e nazioni differenti accomunati dalla religione islamica. Ci sono veli e veli (ne ha parlato anche la Gruber proprio l&#039;altra sera al programma della Bignardi - &quot;Le Invasioni Barbariche&quot; - su La7: appena potremo leggeremo &lt;a href=&quot;http://www.internetbookshop.it/code/9788817018401/gruber-lilli/figlie-dell-islam.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;il suo libro&lt;/a&gt;), ci sono rigorismi e fondamentalismi differenti, ci sono diversi gradi di aperture a quella che noi chiamiamo &quot;modernità&quot; (che è tale soltanto a partire dalla nostra &lt;i&gt;attuale&lt;/i&gt; esperienza: ma il presente è sempre meno moderno del futuro...). Se non erro leggevo di come le donne iraniane (a quanto pare l&#039;Iran è tra i paesi meno &quot;rigidi&quot;) trucchino con particolare cura gli occhi (a loro è permesso esibirli, non hanno il velo &quot;integrale&quot;...), esercitando nei limiti delle loro possibilità le femminili arti seduttive. In Turchia poi, che io sappia, il &quot;velo&quot; non è dissimile dai foulard che le nostre donne più vecchie in molte parti della Sicilia portano ancora (la dominazione araba ha lasciato segni duraturi: considerando anche l&#039;immigrazione massiccia, credo di non sbagliare dicendo che la Sicilia era e rimane un&#039;importante testa di ponte per il mondo islamico); tra l&#039;altro nelle università turche è fatto divieto di indossarlo... Quindi è difficile parlare di una donna araba (di un suo prototipo che non sia uno stereotipo), così come è quasi impossibile un paragone con la donna occidentale (Le scandinave possono realmente indossare un bikini? Un ombelico esibito è sempre seducente? Perché nelle serate di gala conviene gonna lunga e schiena scoperta ma nelle serate tra amici si preferisce minigonna e maglietta?). Il vero problema di carattere civile e anche politico - non facciamoci abbagliare dai copri-corpi - è quello della diseguaglianza di diritti tra i due sessi (e questo è valido tanto in Arabia quanto in Europa...). Comunque più ci ripenso e più mi faccio convinto (anche se nel post non lo esplicito) che il problema sono sempre e ancora le religioni (o forse l&#039;uomo tout court coi suoi geni e memi dannosi...).
Biuso: ha perfettamente ragione, ma come ha capito ho dato una definizione non neutra affinché possiamo renderci meglio conto della nostra visione &quot;distorta&quot; e sempre permeata di cultura e abitudine. Senz&#039;altro esse preferirebbero farsi chiamare Superlibere. :-)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giofilo: come avrai capito la mia, oltre che una provocazione, era un&#8217;immaginazione, una semplificazione, una fantasia. Anche a me, col poco buon senso che mi rimane, l&#8217;occlusione del volto sembra più grave di quella del seno, ma forse per una Superputtana non è così&#8230; (riecco il relativismo sfrenato). Purtroppo noi conosciamo troppo poco e male i vari aspetti e le molteplici sfumature del mondo arabo, di quell&#8217;insieme di paesi e nazioni differenti accomunati dalla religione islamica. Ci sono veli e veli (ne ha parlato anche la Gruber proprio l&#8217;altra sera al programma della Bignardi &#8211; &#8220;Le Invasioni Barbariche&#8221; &#8211; su La7: appena potremo leggeremo <a
href="http://www.internetbookshop.it/code/9788817018401/gruber-lilli/figlie-dell-islam.html" target="_blank" rel="nofollow">il suo libro</a>), ci sono rigorismi e fondamentalismi differenti, ci sono diversi gradi di aperture a quella che noi chiamiamo &#8220;modernità&#8221; (che è tale soltanto a partire dalla nostra <i>attuale</i> esperienza: ma il presente è sempre meno moderno del futuro&#8230;). Se non erro leggevo di come le donne iraniane (a quanto pare l&#8217;Iran è tra i paesi meno &#8220;rigidi&#8221;) trucchino con particolare cura gli occhi (a loro è permesso esibirli, non hanno il velo &#8220;integrale&#8221;&#8230;), esercitando nei limiti delle loro possibilità le femminili arti seduttive. In Turchia poi, che io sappia, il &#8220;velo&#8221; non è dissimile dai foulard che le nostre donne più vecchie in molte parti della Sicilia portano ancora (la dominazione araba ha lasciato segni duraturi: considerando anche l&#8217;immigrazione massiccia, credo di non sbagliare dicendo che la Sicilia era e rimane un&#8217;importante testa di ponte per il mondo islamico); tra l&#8217;altro nelle università turche è fatto divieto di indossarlo&#8230; Quindi è difficile parlare di una donna araba (di un suo prototipo che non sia uno stereotipo), così come è quasi impossibile un paragone con la donna occidentale (Le scandinave possono realmente indossare un bikini? Un ombelico esibito è sempre seducente? Perché nelle serate di gala conviene gonna lunga e schiena scoperta ma nelle serate tra amici si preferisce minigonna e maglietta?). Il vero problema di carattere civile e anche politico &#8211; non facciamoci abbagliare dai copri-corpi &#8211; è quello della diseguaglianza di diritti tra i due sessi (e questo è valido tanto in Arabia quanto in Europa&#8230;). Comunque più ci ripenso e più mi faccio convinto (anche se nel post non lo esplicito) che il problema sono sempre e ancora le religioni (o forse l&#8217;uomo tout court coi suoi geni e memi dannosi&#8230;).</p><p>Biuso: ha perfettamente ragione, ma come ha capito ho dato una definizione non neutra affinché possiamo renderci meglio conto della nostra visione &#8220;distorta&#8221; e sempre permeata di cultura e abitudine. Senz&#8217;altro esse preferirebbero farsi chiamare Superlibere. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Biuso</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/10/31/le-superputtane/#comment-636</link> <dc:creator>Biuso</dc:creator> <pubDate>Sun, 04 Nov 2007 12:07:13 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/10/le-superputtane/#comment-636</guid> <description>Molto interessante questo esperimento mentale, anche perché assai problematico nelle sue conseguenze.
Propongo solo di cambiargli nome: da &quot;Le Superputtane&quot; a &quot;Le Superlibere&quot;. Mi sembra una definizione più neutra.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante questo esperimento mentale, anche perché assai problematico nelle sue conseguenze.</p><p>Propongo solo di cambiargli nome: da &#8220;Le Superputtane&#8221; a &#8220;Le Superlibere&#8221;. Mi sembra una definizione più neutra.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Giofilo</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/10/31/le-superputtane/#comment-635</link> <dc:creator>Giofilo</dc:creator> <pubDate>Wed, 31 Oct 2007 14:35:01 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/10/le-superputtane/#comment-635</guid> <description>Ma davvero credi che
&lt;blockquote&gt;un capo velato per una donna araba non è molto diverso da un capezzolo coperto di una donna europea o americana&lt;/blockquote&gt;
?
Io non saprei. Il volto sembra sempre porsi su un piano diverso del resto del corpo, a causa della presenza su di esso di ben 4 su 5 organi di senso.
Poi però ci penso bene e mi sembra che le arabe non si coprano solo la testa, ma tutto il corpo (non è così?). Ivi compresa l&#039;epidermide, che è l&#039;organo più grande del nostro corpo e sede del tatto. Quindi il &lt;em&gt;burka&lt;/em&gt; rientra in un più ampio progetto di &quot;isolamento corporeo&quot;. Quasi che le donne non devono poter vedere/sentire/toccare/odorare come gli uomini.
Sul metterla tutta sul piano sessuale, come hai fatto tu, sono pienamente d&#039;accordo. Intendendo, ovviamente, il piacere sessuale in un modo largo ed esteso ad ogni &quot;sensazione&quot;.
Ciao!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ma davvero credi che</p><blockquote><p>un capo velato per una donna araba non è molto diverso da un capezzolo coperto di una donna europea o americana</p></blockquote><p>?</p><p>Io non saprei. Il volto sembra sempre porsi su un piano diverso del resto del corpo, a causa della presenza su di esso di ben 4 su 5 organi di senso.</p><p>Poi però ci penso bene e mi sembra che le arabe non si coprano solo la testa, ma tutto il corpo (non è così?). Ivi compresa l&#8217;epidermide, che è l&#8217;organo più grande del nostro corpo e sede del tatto. Quindi il <em>burka</em> rientra in un più ampio progetto di &#8220;isolamento corporeo&#8221;. Quasi che le donne non devono poter vedere/sentire/toccare/odorare come gli uomini.</p><p>Sul metterla tutta sul piano sessuale, come hai fatto tu, sono pienamente d&#8217;accordo. Intendendo, ovviamente, il piacere sessuale in un modo largo ed esteso ad ogni &#8220;sensazione&#8221;.</p><p>Ciao!</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
