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> <channel><title>Commenti a: Perché la cattedra</title> <atom:link href="http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/</link> <description>Narrazioni filosofiche e filosofie narrate</description> <lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 23:34:21 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-456</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Thu, 28 Jun 2007 16:38:25 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-456</guid> <description>Sull&#039;eredità, si scherzi o meno, concordo, visto che penso che gran parte della filosofia, senza il moltissimo tempo libero da vita di non-lavorante, non sarebbe mai esistita né stata possibile. :-)
Avevo già riscoperto i Sofisti anche grazie alla Storia della filosofia di Reale (il quale li rivaluta non poco). Eppure me li sono raffigurati più come venditori di un sapere tecnico piuttosto che immediatamente &quot;morale&quot; (per quanto, insegnando a parlare meglio, rendessero probabilmente la vita più semplice e piacevole ai discepoli...). Le &quot;scuole di vita&quot; mi sembrano piuttosto quelle post-aristoteliche, quelle della tarda antichità - epoca incerta e in subbuglio, forse non molto diversa dall&#039;attuale post-modernità. Così io il &quot;filosofo che aiuta la gente&quot; (questo dovrebbe essere un consulente filosofico, ma anche un autentico Filosofo a prescindere dalla professione) lo ravviso più in un Epicuro, che senza bisogno di vendere alcunché si accontentava di poco e donava il suo insegnamento a chiunque volesse entrare nel suo Giardino... Purtroppo di questi tempi le uniche &quot;sette&quot; che potrebbero sopravvivere (poiché finanziate dallo Stato) sono esclusivamente di carattere religioso. Non che le scuole filosofiche di quei tempi non avessero punti di contatto con le congreghe religiose (ricordiamo i pitagorici, ma anche gli stessi platonici e neoplatonici...), però... Però adesso i tempi sarebbero maturi, per una visione laica e ipometafisica della vita. Peccato che il Filosofo sia visto dalla società come un elemento del tutto inutile, a differenza degli scienziati (che invero non sono messi molto meglio, almeno in Italia, di sti tempi) o dei religiosi. (Se non ci fosse la Chiesa cattolica di mezzo, coi suoi assurdi vincoli e credenze, giuro che mi farei frate...) Per adesso concludo il mio discorso qui, ma spero di poterci scrivere più ampiamente in un prossimo articolo.
P.S.: la foto tua (la preferirei, rispetto all&#039;avatar, per uniformità coi links... Male che va modificala in modo da renderla poco riconoscibile, o segui l&#039;esempio di qualcun altro che è riuscito a celarsi o mascherarsi...) inviamela pure al mio indirizzo email, info@tommydavid.com</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;eredità, si scherzi o meno, concordo, visto che penso che gran parte della filosofia, senza il moltissimo tempo libero da vita di non-lavorante, non sarebbe mai esistita né stata possibile. <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br
/> Avevo già riscoperto i Sofisti anche grazie alla Storia della filosofia di Reale (il quale li rivaluta non poco). Eppure me li sono raffigurati più come venditori di un sapere tecnico piuttosto che immediatamente &#8220;morale&#8221; (per quanto, insegnando a parlare meglio, rendessero probabilmente la vita più semplice e piacevole ai discepoli&#8230;). Le &#8220;scuole di vita&#8221; mi sembrano piuttosto quelle post-aristoteliche, quelle della tarda antichità &#8211; epoca incerta e in subbuglio, forse non molto diversa dall&#8217;attuale post-modernità. Così io il &#8220;filosofo che aiuta la gente&#8221; (questo dovrebbe essere un consulente filosofico, ma anche un autentico Filosofo a prescindere dalla professione) lo ravviso più in un Epicuro, che senza bisogno di vendere alcunché si accontentava di poco e donava il suo insegnamento a chiunque volesse entrare nel suo Giardino&#8230; Purtroppo di questi tempi le uniche &#8220;sette&#8221; che potrebbero sopravvivere (poiché finanziate dallo Stato) sono esclusivamente di carattere religioso. Non che le scuole filosofiche di quei tempi non avessero punti di contatto con le congreghe religiose (ricordiamo i pitagorici, ma anche gli stessi platonici e neoplatonici&#8230;), però&#8230; Però adesso i tempi sarebbero maturi, per una visione laica e ipometafisica della vita. Peccato che il Filosofo sia visto dalla società come un elemento del tutto inutile, a differenza degli scienziati (che invero non sono messi molto meglio, almeno in Italia, di sti tempi) o dei religiosi. (Se non ci fosse la Chiesa cattolica di mezzo, coi suoi assurdi vincoli e credenze, giuro che mi farei frate&#8230;) Per adesso concludo il mio discorso qui, ma spero di poterci scrivere più ampiamente in un prossimo articolo.</p><p>P.S.: la foto tua (la preferirei, rispetto all&#8217;avatar, per uniformità coi links&#8230; Male che va modificala in modo da renderla poco riconoscibile, o segui l&#8217;esempio di qualcun altro che è riuscito a celarsi o mascherarsi&#8230;) inviamela pure al mio indirizzo email, <a
href="mailto:info@tommydavid.com">info@tommydavid.com</a></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Domenico</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-455</link> <dc:creator>Domenico</dc:creator> <pubDate>Wed, 20 Jun 2007 15:50:18 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-455</guid> <description>Io opto per l&#039;eredità... ammesso che mio padre non la dilapidi prima!
Scherzi a parte, è vero che il Filosofo non potrebbe essere una figura professionale nel senso in cui io inprimis ne parlo, ma ultimamente mi sto ricredendo da questo punto di vista proprio considerando i sofisti (che in ogni caso NON erano filosofi). Noi abbiamo mantenuto dei sofisti l&#039;immagine negativa che ne dava Platone (il più Filosofo tra i Filosofi del suo tempo). Ma sappiamo da altre fonti che costoro erano enormemente apprezzati (non a caso erano chiamati sofisti, cioè sapienti). A Gorgia era stata addirittura dedicata una statua d&#039;oro a Delphi. Perchè il sofista era venerato? Ecco cosa dice Gorgia al riguardo: &quot;Riesce e a calmare la paura, e a eliminare il dolore, e a suscitare la gioia, e ad aumentare la pietà&quot;. Gorgia si riferisce in realtà alla parola, ma la sostanza non cambia. La filosofia contemporanea, qualsiasi essa sia, ci dice che il sogno platonico di rintracciare Verità assolute è definitivamente tramontato e allora lo scopo della conoscenza è, a mio avviso, quello di farci vivere meglio: non dobbiamo più scoprire cosa sia la realtà ma come viverla meglio. E allora forse i sofisti erano davvero sapienti, più dei filosofi (considera fra l&#039;altro che Socrate era una figura border-line, tra il sofista e filosofo nel senso platonico). Immagino la consulenza filosofica un po&#039; come il lavoro di un sofista che attraverso la persuasione aiuta la gente a vivere meglio, e chi potrebbe riuscirci meglio se non uno che rimugina pensieri da mattina a sera? :)
A presto
Ps.per quanto riguarda la foto ti devo mandare la mia personale o va bene un&#039;altra tipo avatar? e dove la invio?</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Io opto per l&#8217;eredità&#8230; ammesso che mio padre non la dilapidi prima!<br
/> Scherzi a parte, è vero che il Filosofo non potrebbe essere una figura professionale nel senso in cui io inprimis ne parlo, ma ultimamente mi sto ricredendo da questo punto di vista proprio considerando i sofisti (che in ogni caso NON erano filosofi). Noi abbiamo mantenuto dei sofisti l&#8217;immagine negativa che ne dava Platone (il più Filosofo tra i Filosofi del suo tempo). Ma sappiamo da altre fonti che costoro erano enormemente apprezzati (non a caso erano chiamati sofisti, cioè sapienti). A Gorgia era stata addirittura dedicata una statua d&#8217;oro a Delphi. Perchè il sofista era venerato? Ecco cosa dice Gorgia al riguardo: &#8220;Riesce e a calmare la paura, e a eliminare il dolore, e a suscitare la gioia, e ad aumentare la pietà&#8221;. Gorgia si riferisce in realtà alla parola, ma la sostanza non cambia. La filosofia contemporanea, qualsiasi essa sia, ci dice che il sogno platonico di rintracciare Verità assolute è definitivamente tramontato e allora lo scopo della conoscenza è, a mio avviso, quello di farci vivere meglio: non dobbiamo più scoprire cosa sia la realtà ma come viverla meglio. E allora forse i sofisti erano davvero sapienti, più dei filosofi (considera fra l&#8217;altro che Socrate era una figura border-line, tra il sofista e filosofo nel senso platonico). Immagino la consulenza filosofica un po&#8217; come il lavoro di un sofista che attraverso la persuasione aiuta la gente a vivere meglio, e chi potrebbe riuscirci meglio se non uno che rimugina pensieri da mattina a sera? <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br
/> A presto</p><p>Ps.per quanto riguarda la foto ti devo mandare la mia personale o va bene un&#8217;altra tipo avatar? e dove la invio?</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-454</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Mon, 18 Jun 2007 14:51:29 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-454</guid> <description>Caro Domenico,
io resto dell&#039;avviso che rendere il Filosofo una figura professionale, per quanto nobile, ne snaturi l&#039;indole ancor più che fargli fare il professore. Questo nonostante in gran parte apprezzi l&#039;idea della consulenza filosofica (ma non i consulenti...).
Guardando al mio (nostro) futuro penso anche all&#039;altrui passato, ai mestieri dei grandi Filosofi, e ne apprezzo due in particolare: Socrate, frugale e infaticabile critico, e Spinoza, umile tornitore di lenti. Gli altri o erano mendicanti come Diogene o ereditieri come Cartesio. (Certo, c&#039;erano anche i cortigiani come Leibniz e i cattedratici come Hegel, ma sono sicuramente quelli che stimo meno: a quel punto apprezzo molto più i Sofisti...) Seguiamo le loro orme...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Domenico,<br
/> io resto dell&#8217;avviso che rendere il Filosofo una figura professionale, per quanto nobile, ne snaturi l&#8217;indole ancor più che fargli fare il professore. Questo nonostante in gran parte apprezzi l&#8217;idea della consulenza filosofica (ma non i consulenti&#8230;).<br
/> Guardando al mio (nostro) futuro penso anche all&#8217;altrui passato, ai mestieri dei grandi Filosofi, e ne apprezzo due in particolare: Socrate, frugale e infaticabile critico, e Spinoza, umile tornitore di lenti. Gli altri o erano mendicanti come Diogene o ereditieri come Cartesio. (Certo, c&#8217;erano anche i cortigiani come Leibniz e i cattedratici come Hegel, ma sono sicuramente quelli che stimo meno: a quel punto apprezzo molto più i Sofisti&#8230;) Seguiamo le loro orme&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: domenico</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-453</link> <dc:creator>domenico</dc:creator> <pubDate>Wed, 13 Jun 2007 19:44:45 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-453</guid> <description>ciao, ti ho linkato nel mio blog ;)
per quanto riguarda la consulenza filosofica, intendo soprattutto quella per i privati (non per le aziende), è vero che la sua istituzionalizzazione potrebbe essere pericolosa ma credo sia necessario che si formi un albo, diversamente chiunque potrebbe improvvisarsi consulente. Credo anche che ci sia una differenza con l&#039;insegnamento perchè nella consulenza ti trovi a tu per tu con un singolo individuo che ha bisogno di essere aiutato a fare chiarezza nei suoi pensieri e nella sua vita e immagino che sia un&#039;esperienza troppo coinvolgente per restarsene indifferenti. La vedo un po&#039; come un esercizio socratico, tranne che ti fai pagare. Almeno credo sia così ma, ripeto, a livello pratico non ne so nulla.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>ciao, ti ho linkato nel mio blog <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><p>per quanto riguarda la consulenza filosofica, intendo soprattutto quella per i privati (non per le aziende), è vero che la sua istituzionalizzazione potrebbe essere pericolosa ma credo sia necessario che si formi un albo, diversamente chiunque potrebbe improvvisarsi consulente. Credo anche che ci sia una differenza con l&#8217;insegnamento perchè nella consulenza ti trovi a tu per tu con un singolo individuo che ha bisogno di essere aiutato a fare chiarezza nei suoi pensieri e nella sua vita e immagino che sia un&#8217;esperienza troppo coinvolgente per restarsene indifferenti. La vedo un po&#8217; come un esercizio socratico, tranne che ti fai pagare. Almeno credo sia così ma, ripeto, a livello pratico non ne so nulla.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-452</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Wed, 13 Jun 2007 11:11:25 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-452</guid> <description>Caro Domenico,
in un certo senso anch&#039;io la penso come te. Anch&#039;io, come tutti, ho incontrato professori demotivati quando non ignoranti, senza il minimo entusiasmo per la Filosofia con la F maiuscola ma molto sensibili al loro &lt;i&gt;status&lt;/i&gt; di &quot;impiegati statali&quot;, come ben dici. Tuttavia ne ho incontrati alcuni (pochi, pochissimi in verità) davvero Filosofi nonostante il loro essere docenti. E ho incontrato pure professori per i quali l&#039;esame è una discussione sulle tematiche affrontate piuttosto che una disamina su quanto appreso mnemonicamente. È questo che mi lascia ancora qualche speranza (ma non più di tanto).
Sulla possibile conciliazione tra Filosofo e Professore non mi sono dilungato, ma ho lasciato trapelare che per me è anche (e soprattutto) questione di tempo: del resto un docente di scuola superiore in una settimana lavora tanto quanto tu sfaticavi in due giorni... Non dubito dunque che, chi lo voglia, nel tempo restante può dedicarsi a coltivare il proprio giardino ed accrescere le proprie conoscenze filosofiche e non solo. Se poi queste possono influire sulla qualità dell&#039;insegnamento-sostentamento, tanto meglio!
Ad ogni modo sono ben consapevole che quasi infallibilmente anche il mio (non eccessivo) entusiasmo svanirà presto: l&#039;ho anche accennato, alla fine dell&#039;articolo, e vorrei presto scriverci un po&#039; su. Purtroppo non siamo ancora arrivati al grado di civiltà per cui chi non vuole insegnare o apprendere viene &quot;invitato&quot; a dedicarsi ad altro...
La consulenza filosofica invece mi ha deluso nel momento in cui è stata istituzionalizzata: in tal modo non è molto differente dall&#039;insegnamento... Che poi il consulente sia un &quot;libero professionista&quot; iscritto all&#039;Albo piuttosto che un &quot;dipendente pubblico&quot; stipendiato dallo Stato, poco cambia, anzi...
A presto!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Domenico,<br
/> in un certo senso anch&#8217;io la penso come te. Anch&#8217;io, come tutti, ho incontrato professori demotivati quando non ignoranti, senza il minimo entusiasmo per la Filosofia con la F maiuscola ma molto sensibili al loro <i>status</i> di &#8220;impiegati statali&#8221;, come ben dici. Tuttavia ne ho incontrati alcuni (pochi, pochissimi in verità) davvero Filosofi nonostante il loro essere docenti. E ho incontrato pure professori per i quali l&#8217;esame è una discussione sulle tematiche affrontate piuttosto che una disamina su quanto appreso mnemonicamente. È questo che mi lascia ancora qualche speranza (ma non più di tanto).<br
/> Sulla possibile conciliazione tra Filosofo e Professore non mi sono dilungato, ma ho lasciato trapelare che per me è anche (e soprattutto) questione di tempo: del resto un docente di scuola superiore in una settimana lavora tanto quanto tu sfaticavi in due giorni&#8230; Non dubito dunque che, chi lo voglia, nel tempo restante può dedicarsi a coltivare il proprio giardino ed accrescere le proprie conoscenze filosofiche e non solo. Se poi queste possono influire sulla qualità dell&#8217;insegnamento-sostentamento, tanto meglio!<br
/> Ad ogni modo sono ben consapevole che quasi infallibilmente anche il mio (non eccessivo) entusiasmo svanirà presto: l&#8217;ho anche accennato, alla fine dell&#8217;articolo, e vorrei presto scriverci un po&#8217; su. Purtroppo non siamo ancora arrivati al grado di civiltà per cui chi non vuole insegnare o apprendere viene &#8220;invitato&#8221; a dedicarsi ad altro&#8230;<br
/> La consulenza filosofica invece mi ha deluso nel momento in cui è stata istituzionalizzata: in tal modo non è molto differente dall&#8217;insegnamento&#8230; Che poi il consulente sia un &#8220;libero professionista&#8221; iscritto all&#8217;Albo piuttosto che un &#8220;dipendente pubblico&#8221; stipendiato dallo Stato, poco cambia, anzi&#8230;<br
/> A presto!</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Domenico</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-451</link> <dc:creator>Domenico</dc:creator> <pubDate>Tue, 05 Jun 2007 23:28:54 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-451</guid> <description>ps. ho postato il mio commento sul mio blog :)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>ps. ho postato il mio commento sul mio blog <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Domenico</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-450</link> <dc:creator>Domenico</dc:creator> <pubDate>Tue, 05 Jun 2007 00:20:06 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-450</guid> <description>Ciao. Alla veneranda età di anni 27 non sono ancora laureato (in filosofia). Ho anche lavorato due anni e mezzo come commerciale in una piccola impresa. La paga era discreta ma lavoravo 9-10 ore al giorno e... a un certo punto sono scoppiato. Ora studio e sono molto più pragmatico: so che per dare un esame non devo saperne più  del professore e se non piglio 30 non ne va della mia onorabilità :)
Nonostante ciò e i consigli un po&#039; di tutti ho evitato comunque di dare le materie che mi permetterebbero di accedere alle siss... un grano di disprezzo mi abita ancora l&#039;anima... Sono ancora un filosofo :)
Il punto è che ogni filosofo che si rispetti (penso a Schopenahuer, Nietzsche, Wittgenstein, ecc.) ha sostenuto che l&#039;insegnamento è la morte della filosofia. Ed è una cosa che constato ogni giorno all&#039;università. I professori sono a tutti gli effetti impiegati statali, senza più passione per quanto insegnano, senza più voglia di ricercare alcunchè o di accettare critiche. Guai a criticare! Il voto è dato in funzione della ripetizione, il più possibile pedissequa, di quanto è stato spiegato in aula (ovviamente senza nessun dibattito filosofico tra il professore stesso e gli allievi)...
La filosofia dovrebbe insegnare ad essere critici, a cercare sempre i punti deboli delle &quot;visioni del mondo&quot;, ma il sistema dei voti, così come esiste attualmente, non permette precisamente questo. Sei premiato per non pensare!
Non credo nemmeno sia colpa dei professori, immagino che dopo tanti anni in un&#039;istituzione accademica non si possa che finire così...
Non voglio spegnere il tuo entusiasmo ma vorrei invitarti a riflettere sul fatto che l&#039;insegnamento della filosofia non dovrebbe essere un insegnamento qualsiasi, e rischia in ambito scolastico di diventare tale.
Io sono incuriosito dalla consulenza filosofica. Sarà che mi sento un po&#039; uno psicologo mancato, ma l&#039;idea di aiutare la gente con i metodi e le idee della filosofia non mi dispiace... Spero solo non sia un bluff, ancora non ne so molto.
Un saluto e complimenti per il blog</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ciao. Alla veneranda età di anni 27 non sono ancora laureato (in filosofia). Ho anche lavorato due anni e mezzo come commerciale in una piccola impresa. La paga era discreta ma lavoravo 9-10 ore al giorno e&#8230; a un certo punto sono scoppiato. Ora studio e sono molto più pragmatico: so che per dare un esame non devo saperne più  del professore e se non piglio 30 non ne va della mia onorabilità <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br
/> Nonostante ciò e i consigli un po&#8217; di tutti ho evitato comunque di dare le materie che mi permetterebbero di accedere alle siss&#8230; un grano di disprezzo mi abita ancora l&#8217;anima&#8230; Sono ancora un filosofo <img
src='http://www.davidetomasello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br
/> Il punto è che ogni filosofo che si rispetti (penso a Schopenahuer, Nietzsche, Wittgenstein, ecc.) ha sostenuto che l&#8217;insegnamento è la morte della filosofia. Ed è una cosa che constato ogni giorno all&#8217;università. I professori sono a tutti gli effetti impiegati statali, senza più passione per quanto insegnano, senza più voglia di ricercare alcunchè o di accettare critiche. Guai a criticare! Il voto è dato in funzione della ripetizione, il più possibile pedissequa, di quanto è stato spiegato in aula (ovviamente senza nessun dibattito filosofico tra il professore stesso e gli allievi)&#8230;<br
/> La filosofia dovrebbe insegnare ad essere critici, a cercare sempre i punti deboli delle &#8220;visioni del mondo&#8221;, ma il sistema dei voti, così come esiste attualmente, non permette precisamente questo. Sei premiato per non pensare!<br
/> Non credo nemmeno sia colpa dei professori, immagino che dopo tanti anni in un&#8217;istituzione accademica non si possa che finire così&#8230;<br
/> Non voglio spegnere il tuo entusiasmo ma vorrei invitarti a riflettere sul fatto che l&#8217;insegnamento della filosofia non dovrebbe essere un insegnamento qualsiasi, e rischia in ambito scolastico di diventare tale.<br
/> Io sono incuriosito dalla consulenza filosofica. Sarà che mi sento un po&#8217; uno psicologo mancato, ma l&#8217;idea di aiutare la gente con i metodi e le idee della filosofia non mi dispiace&#8230; Spero solo non sia un bluff, ancora non ne so molto.<br
/> Un saluto e complimenti per il blog</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-449</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Wed, 30 May 2007 22:23:20 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-449</guid> <description>Egregio leopardi velatamente oraziano, so bene che questi sono i migliori tempi, e il mio rammarico sta tutto nel non riuscire più a godermeli senza pensare a ciò che sta ormai dietro l&#039;angolo...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Egregio leopardi velatamente oraziano, so bene che questi sono i migliori tempi, e il mio rammarico sta tutto nel non riuscire più a godermeli senza pensare a ciò che sta ormai dietro l&#8217;angolo&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: leopardi</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-448</link> <dc:creator>leopardi</dc:creator> <pubDate>Thu, 24 May 2007 01:13:19 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-448</guid> <description>Godi o fanciullo codesti tempi non tornano più.
Apprezza il presente finchè puoi e non pensare troppo al futuro,vivi alla giornata e vedrai che un giorno neanche troppo lontano realizzerai i tuoi sogni.
Ricorda anche che la vita è strana ,è purtroppo finisce sempre quando credi di averla capita.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Godi o fanciullo codesti tempi non tornano più.<br
/> Apprezza il presente finchè puoi e non pensare troppo al futuro,vivi alla giornata e vedrai che un giorno neanche troppo lontano realizzerai i tuoi sogni.<br
/> Ricorda anche che la vita è strana ,è purtroppo finisce sempre quando credi di averla capita.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Davide Tomasello</title><link>http://www.davidetomasello.it/2007/05/11/perche-la-cattedra/#comment-447</link> <dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator> <pubDate>Sun, 20 May 2007 23:55:34 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.tommydavid.com/2007/05/perche-la-cattedra/#comment-447</guid> <description>Cara capitana,
sollevi un polverone di argomenti, e tutt’assieme per giunta: risponderti è arduo (forse non è nemmeno il “luogo” più adatto...). Ad ogni modo... Io il &lt;i&gt;mio&lt;/i&gt; post-laurea non me lo immagino affatto noioso, ma estremamente incerto e fragile (forse Bauman potrebbe dirci qualcosa d’interessante su questo futuro “liquido”, ma nulla che non sappiamo già – sperimentandolo sulla nostra pelle, a differenza sua). A vederlo con l’occhio di adesso, quel che mi preme particolarmente è la prossima serenità e sopravvivenza, cose che vedo prese di mira senza pietà. Non è che alla motorietà (che poi si traduce in “mobilità”, di questi tempi) ci tenga molto, ma credo sia l’unica possibilità per non venir meno. I sogni di vite immerse nel sapere, le farneticazioni pararibelli stanno andando a puttane, e senza preservativo per giunta. Insomma, il 2008 sarà senza noia ma con molte, troppe &lt;i&gt;noie&lt;/i&gt;. E la consapevolezza di aver passato i migliori anni della mia vita, assieme alla sensazione che il capitolo si chiude per sempre, mi addolora non poco. Se poi unisci ad un simile strazio il lanternino che rischiara una piazza vieppiù deserta, allora è fatta.
Tornando alla praticità un po’ disincarnata di noi &lt;i&gt;giovani-adulti&lt;/i&gt;: l’autodidassi continuerà, anche se l’entusiasmo scema anche su quel fronte (non oso tirare le somme del primo terzo di anno, eppur così ricco di buoni propositi...); far ciò che si vuole è una chimera bella e buona (aggravata dall’essere deterministi e/o realisti); non fare solo il professore certo, ma prima vallo a fare il professore...
In definitiva: le nostre vite sono agli sgoccioli. Il resto sarà rimembranza e vana speranza.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cara capitana,<br
/> sollevi un polverone di argomenti, e tutt’assieme per giunta: risponderti è arduo (forse non è nemmeno il “luogo” più adatto&#8230;). Ad ogni modo&#8230; Io il <i>mio</i> post-laurea non me lo immagino affatto noioso, ma estremamente incerto e fragile (forse Bauman potrebbe dirci qualcosa d’interessante su questo futuro “liquido”, ma nulla che non sappiamo già – sperimentandolo sulla nostra pelle, a differenza sua). A vederlo con l’occhio di adesso, quel che mi preme particolarmente è la prossima serenità e sopravvivenza, cose che vedo prese di mira senza pietà. Non è che alla motorietà (che poi si traduce in “mobilità”, di questi tempi) ci tenga molto, ma credo sia l’unica possibilità per non venir meno. I sogni di vite immerse nel sapere, le farneticazioni pararibelli stanno andando a puttane, e senza preservativo per giunta. Insomma, il 2008 sarà senza noia ma con molte, troppe <i>noie</i>. E la consapevolezza di aver passato i migliori anni della mia vita, assieme alla sensazione che il capitolo si chiude per sempre, mi addolora non poco. Se poi unisci ad un simile strazio il lanternino che rischiara una piazza vieppiù deserta, allora è fatta.<br
/> Tornando alla praticità un po’ disincarnata di noi <i>giovani-adulti</i>: l’autodidassi continuerà, anche se l’entusiasmo scema anche su quel fronte (non oso tirare le somme del primo terzo di anno, eppur così ricco di buoni propositi&#8230;); far ciò che si vuole è una chimera bella e buona (aggravata dall’essere deterministi e/o realisti); non fare solo il professore certo, ma prima vallo a fare il professore&#8230;<br
/> In definitiva: le nostre vite sono agli sgoccioli. Il resto sarà rimembranza e vana speranza.</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
