A un mese esatto dalle primarie, è necessario sviluppare ulteriormente il discorso. Per quanto riguarda la discussione, alfine Mirto ritrovò l’entusiasmo necessario per inondarmi di parole sfumate (più delle precedenti, perlomeno). Al solito, lui in corsivo, io no; le mie risposte tra le righe, metaforicamente ma soprattutto tipograficamente (ciò forse può far perdere il senso globale delle parole del nostro amico, ne sono ben cosciente; ma basterà leggere con maggiore attenzione).
Non sono entusiasmato dalle primarie, da Prodi, da Bertinotti, da qualsiasi cosa… dico solo che ad oggi credo nelle utopie…
Ecco: le utopie. Tasto dolente. Ho imparato una cosa, negli ultimi anni: che per le utopie l’uomo è capace delle peggiori nefandezze. Ho scritto qualcosa a proposito sul mio sito in passato… No, mi spiace: le utopie e gli ideali, come sostiene anche Russell, non sono altro che idee di una singola persona estese a tutti gli altri. Come se è detto che il tuo vicino debba condividere i tuoi ideali e le tue idee, per quanto belle e giuste appaiano. (Ecco: con questo ho demolito ogni possibile discorso politico, mi sa…)
…nei sogni, ma soprattutto nella voglia di fare, voglia di sperare di cambiare, voglia di impegnarsi.
Qui torno al mio pessimismo antropologico di prima. Pensi sia sostenibile una società in cui c’è chi si impegna per gli altri e chi se ne strafrega? No: il sistema non reggerebbe, e le soluzioni sono nefaste: o scacciare via i ‘fannulloni’ o far sì che essi ‘ingiustamente’ godano dell’impegno altrui, facendo sì che si generi una classe di ‘sfruttatori’ (o qualcosa del genere). Il discorso è sempre lì: puoi onestamente credere nell’impegno universale? Purtroppo non viviamo più nella polis greca, mio caro…
Penso che è meglio morire dicendo c’ho provato, nel mio piccolo mi sono impegnato, mi sono interessato…
Lo penso e lo teorizzo. Si può veramente fare qualcosa, ma solo nel proprio seminato – coltivando il proprio orto, voltaireanamente. Che non è meramente il proprio ambito di interessi, ma anche quello delle persone più care, del nucleo familiare, della piccola comunità e via via allargando…
…che dire ho perso ma nemmeno ho partecipato perché non me ne è fregato nulla e ho pensato che la politica è tutta spazzatura (non penso questo di te).
No, no, e invece è esattamente, pressappoco, quello che penso io… (eccetto il mio piccolo spiraglio di speranza illustratoti qui sopra). Questa sensazione si accresce quando guardo all’ambito della caotica politica ‘centrale’ (‘romana’, per certuni).
Che ci posso fare, ho questo difetto.
So bene che col centrosinistra non ci sarà nessun cambiamento drastico, né tantomeno il paradiso terrestre, però mi piace credere che impegnandosi si possa ottenere qualcosa di buono.
Beh, il fatto è che per me l’impegno non è quello che si adempie segnando una inutile crocetta su una scheda.
Nello specifico. Le primarie ripeto, secondo me, possono essere un’arma a doppio taglio anche per i motivi da te citati. Però credo che non sia una cattiva idea dare al popolo la possibilità di scegliere il leader.
Secondo me sì, e l’ho illustrato ampiamente, credo.
Tu dici che la coalizione non esiste, beh è innegabile che non poggi su una base solidissima, ma è anche vero che per far cadere Berlusconi, ahimé, si ha bisogno anche dei punticini di Mastella e dell’apporto dei rutelliani (esistono rutelliani?).
La proposta di Berlusconi a Rutelli, qualche tempo fa, secondo me è stato quanto di più azzeccato.
Secondo me si corre il rischio di sfasciare tutto ma credo che ci sono anche buoni motivi (soprattutto per la sinistra non centrista) di correre il rischio, che poi se si rispetteranno le regole questo rischio non dovrebbe nemmeno sussistere. Ad oggi tutti hanno sottoscritto la volontà di accettare e appoggiare il risultato delle primarie, anche se ammetto che soprattutto nel nostro paese non è difficile vedere voltafaccia un giorno sì e un giorno pure. Tornando a discutere dei motivi che secondo me devono portare gli elettori di sinistra a partecipare alle primarie, c’è da dire che qualora Bertinotti raggiungesse una quota ragguardevole, si potrebbe pensare ad una rifondazione comunista con una maggiore incidenza nel programma elettorale e perché no in un possibile governo futuro.
AH! Vane speranze. Un partito estremo, a mio avviso, ha possibilità estremamente basse di salire al governo (almeno al momento). Siamo – e saremo a lungo, in futuro – negli anni del Centro vincente. Centro pronto a virare a destra una volta al potere. Perché, come disse giustamente un tizio, per il solo motivo di dover conservare il potere non si può non essere ‘conservatori’ una volta al potere.

Con questa pillola di buon senso politico (?) finì il discorso (o perlomeno Mirto non replicò ulteriormente). Nel frattempo ritenni opportuno documentarmi almeno un pochino sull’effettivo regolamento di queste primarie, onde non sperperare parole vane. La rete m’ha fornito questa pagina, direttamente dal sito dell’Ulivo (ma è o non è la stessa cosa che ‘Unione’?). Il punto più interessante ai fini del nostro discorso è sicuramente il 6, ‘dedicato’ agli Elettori. Chi sono costoro? Semplice: tutti i cittadini che abbiano titolarità del diritto attivo di voto per le elezioni della Camera dei Deputati. Ma non basta: essi devono sottoscrivere il “Progetto” (cosa sia e in cosa consista, non chiedetemelo. Forse non lo sanno manco loro) e devolvere un contributo per la copertura delle spese organizzative. Beh, almeno quest’ultima risolve il problema delle spese, anche se fa sorgere altre imbarazzanti questioni: il contributo è libero (a mo’ di offerta in chiesa) o fisso? La cifra è ‘affrontabile’? (dubito che un extracomunitario – o meglio, uno dei “residenti privi di cittadinanza italiana” – o un neo-diciottenne abbiano la minima voglia di devolvere parte della loro paghetta per la causa persa della sinistra italiana). Questo